Missili in container pronti a colpire: il cavallo di Troia cinese

Missili in container pronti a colpire.

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Missili in container pronti a colpire

Missili in container pronti a colpire, in stile cavallo di Troia. In versione cinese. Sistemi missilistici camuffati da normali container possono essere installati su enormi navi da carico e da pesca del Paese. Per poi trasformarsi in una vera e propria flotta militare. E quindi organizzare raid missilistici a sorpresa.

Missili in container pronti a colpire: il cavallo di Troia cinese?

Collocare sistemi missilistici in container non è un nuovo concetto militare. Poiché un certo numero di Paesi è impegnato in questa pratica da anni. Tali sistemi consentono consegne rapide e segrete. Difatti possono essere installati su una nave o in una località costiera. E ciò consente di aumentare rapidamente il proprio accumulo militare. Laddove necessario. Intanto, Rick Fisher, membro anziano degli affari militari asiatici presso l’International Assessment and Strategy Center, ha dichiarato in un’intervista a “The Sun” che i cinesi non hanno confermato ufficialmente di avere i missili. Ma è probabile che li abbiano. La Cina è nota per sviluppare in modo aggressivo le sue forze armate. E tali missili potrebbero rappresentano una minaccia significativa per la Marina degli Stati Uniti. Soprattutto ora in questa nuova ondata di tensioni con Washington. 

Le basi navali cinesi

Secondo le autorità statunitensi, l’arma schierata nel container è un missile antinave avanzato. Chiamato YJ-18C. Una versione dell’arma russa Club-K. Dai rapporti degli esperti emerge che la Cina è determinata a rafforzare la propria posizione nell’Atlantico e nel continente africano. Avendo costruito una base d’oltremare a Gibuti. Secondo il Wall Street Journal, i servizi segreti americani sono oltremodo preoccupati che la Cina possa costruire la sua prima base navale sulla costa atlantica dell’Africa. Nella città di Bata. Guinea Eguatoriale. Dove il Paese possiede già un porto commerciale. Secondo quanto riferito, questa base consentirebbe a Pechino di ricostituire le scorte nel Paese. Tra l’altro da un rapporto del Pentagono emerge che la Cina prevede di istituire basi militari e altre strutture per dispiegare le sue truppe in altri Paesi. Tra cui Cambogia, Myanmar, Thailandia, Singapore. Come pure in Indonesia, Pakistan, Sri Lanka, Emirati Arabi Uniti. Kenya, Seychelles, Tanzania, Angola e Tagikistan.