Miss Francia: la seconda qualificata April Benayoum vittima di antisemitismo

La seconda qualificata a Miss France è stata presa di mira per le sue origini israeliane

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Amandine Petit, 23 anni, è la nuova Miss Francia. Otto milioni e mezzo di spettatori hanno seguito in televisione la centesima edizione della finale. A far notizia non è, suo malgrado, la vittoria di Amandine, bensì il caso di April Benayoum, la seconda classificata. April, Miss Provence, ha raccontato le proprie origini. Madre serbo-croata e padre italo-israeliano. La ragazza è stata per questo travolta da una valanga di insulti, odio antisemita e minacce.

Qual è la storia bruttissima di antisemitismo a Miss Francia 2021?

Nel 1996 trionfò a Miss Italia Denny Mendez, ragazza di colore nata a Santo Domingo ed emigrata a Montecatini da bambina. All’epoca questo evento infervorò gli animi, tenendo banco nei salotti tv come tema più caldo del momento e accese numerose critiche. Certo è che, in quegli anni, la quantità d’odio riversata sulla Miss si può dire limitata dall’assenza dei social network. Possiamo così affermare che, a distanza di più di vent’anni, poco o niente è cambiato. La ventunenne April Benayoum era infatti la super favorita al concorso Miss France 2021, ma ha ottenuto il secondo posto. Nelle fasi finali della competizione ha raccontato di essere serbo-croata da parte di madre e italo-israeliana da parte di padre. Dopo le proprie dichiarazioni, la ragazza è stata vittima di attacchi derivanti da odio antisemita, anche molto violenti.

Le reazioni di April e degli organizzatori del concorso Miss Francia

La Miss ha detto al quotidiano Var-Matin che: “è triste assistere ad un simile comportamento nel 2020, ma non ha alcuna influenza su di me”. Gli organizzatori del concorso hanno preso le distanze dagli accadimenti, condannandoli e dichiarando che: “erano totalmente contrari ai valori del canale, della produzione e dello spettacolo”. Forte sgomento è arrivato anche dall’Unione degli studenti ebrei in Francia: “Miss France 2021, non è più un concorso di bellezza, è un concorso di antisemitismo”.

La Francia e il separatismo religioso

L’odio antisemita è sorto proprio a ridosso della promulgazione della legge Macron sul separatismo religioso. Lunedì 21 dicembre, la procura di Parigi ha aperto un’indagine per “insulti razzisti e istigazione all’odio razziale”. Molte delle personalità di spicco e personaggi pubblici francesi si sono esposti sui social, indignati e amareggiati per l’accaduto. Solo Marlène Schiappa, ministro per la cittadinanza, ha agito. Come? Sul set di BFM- TV ha inviato Twitter ad “assumersi la responsabilità dell’odio fuori controllo. Non è accettabile che alcuni di questi Tweet siano ancora online”. Schiappa ha infatti fatto aprire un’indagine, affidata alla Brigata per la repressione della delinquenza contro la persona (BRDP). Il membro del governo ha così dato un messaggio forte e chiaro: chi insulta non resterà impunito.

La legge sul separatismo religioso aiuterà ad arginare l’odio online?

Il Ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti ha affermato che la promulgazione della legge per combattere il separatismo religioso sarà di grande aiuto per reprimere l’odio in rete. Il Ministro sostiene infatti che questo tipo di provvedimento permetta di punire immediatamente coloro che credono di potersi nascondere dietro ad uno smartphone o ad un computer. Moretti ha detto a Le Monde che: “i loro commenti mostruosi, digitati magari dal divano di casa, dovrebbero essere portati il giorno dopo davanti ad un giudice”.


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