Ministro Andrea Orlando: Parisi papà dei navigator, “all’angolo”

Qual è l'obiettivo del Ministro Andrea Orlando? Scopriamolo.

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Ministro Andrea Orlando

Naufraga, ma non affonda Mimmo Parisi. L’uomo dei navigator, venuto dal Mississippi, e assunto da Di Maio. Che con una semplice app, avrebbe dovuto farci scoprire la mitica Eldorado. Ovvero rivoluzionare il mondo dell’occupazione in Italia. Un insuccesso clamoroso. In seguito al quale il ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando, ha deciso di prendere in mano la situazione. Ma facciamo il punto della questione.

Cosa ha deciso il ministro Andrea Orlando?

Per il ministro Andrea Orlando la sostituzione di Mimmo Parisi, non è un’impellenza. E a tal proposito dichiara: “La sostituzione di Parisi non è un tema che è all’ordine del giorno. I vertici dell’Anpal scadono tra molti mesi. Non esiste uno spoil system. Non sono per personalizzare le vicende”. Quindi nessuna sostituzione. Ma il suo progetto è quello di portare quello strumento pubblico nato per assistere i beneficiari del reddito di cittadinanza nella ricerca di un posto di lavoro, presso il ministero del Lavoro, e delle Politiche attive.


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L’operato di Parisi, un modello fallimentare

Quello dei navigator come risaputo è un modello che non ha funzionato. Peraltro il 30 di Aprile, circa 2.700 navigator che avevano il compito di formare i beneficiari del reddito di cittadinanza e di rimetterli in gioco, perderanno il posto di lavoro. Finendo così dall’altra parte della scrivania. E a loro volta nelle fila dei disoccupati o dei richiedenti reddito di cittadinanza. In questo modo siamo passati dalla formula “tutti occupati” a quella di “tutti sul divano”. Ma l’operato di Mimmo Parisi è stato ampiamente contestato anche tra i collaboratori del ministro Orlando.

Chiara Saraceno, sociologa e presidente del Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza, non nasconde le sue considerazioni e dice: “Parisi non mi è mai sembrato la persona adeguata, francamente. Intanto perché il presidente di un’Agenzia così importante non può adottare un metodo e degli strumenti operativi su un terreno così particolare come il mercato del lavoro importandoli dal Mississippi, dove insegnava e viveva. Né può pensare di svolgere il suo ruolo continuando a passare gran parte dell’anno negli Stati Uniti. La competenza non è mai un qualcosa di astratto. E’ calata nel concreto della quotidianità. E insomma, aver affidato a lui la direzione dell’Anpal la trovo una scelta lievemente azzardata, ecco“.

Il mondo del lavoro non può attendere

Il mondo del lavoro non può più attendere. Quando scadrà anche il blocco dei licenziamenti centinaia di migliaia di italiani rischiano di rimanere a casa. Ed è per questo che il ministro Orlando conta di mettere in piedi una doppia riforma. Quella degli ammortizzatori sociali che aiuta economicamente i lavoratori in difficoltà. E quella delle politiche attive del lavoro. Ovvero tutti quegli strumenti in ausilio ai disoccupati e agli inoccupati a trovare un impiego.