MiniBot… Forse non cosi pericolosi

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Il dilemma d’Italia e d’Europa,  l’argomento di cui si parla tanto in queste ultime settimane,  tra i giornali , media, addirittura nei bar ,argomento di banco che ha creato un gande fracasso  e messo un po’ di preoccupazioni agli investitori,  MiniBot si, MiniBot no,  c’è chi li definisce un suicidio per il debito Italiano e chi invece chi ne propaganda come una risoluzione  di una economia stagnante.

Ma in realtà cosa sono?

Il 6 Giugno 2019, durante la riunione della Bce in Lituania,  il presidente  Mario Draghi li definisce così “o trattasi di moneta pertanto uno  strumento illegale o sono altro debito una terza non ne vedo”

Ma vero? o questa dichiarazione è solo un concetto esasperato di uno strumento che si speri  aumenti circolante,  soggetta ad una Europa cieca o prevenuta nei confronti di un Italia in difficoltà si, ma che sta attuando riforme al fine di far ripartire una economia da anni ferma.

Il Minibot viene battezzato come  un titolo di Stato, di piccolo taglio, di scadenza breve, ed emesso per pagare i ritardi delle amministrazioni pubbliche nel pagare le imprese.

Quindi si potrebbe associare ad una moneta che però la sua natura come ha definito Draghi, sarebbe illegale.

La storia però ci riporta degli esempi , e  la proposta del nuovo governo non è il primo caso al mondo di emissione di doppia moneta in circolazione, basta voltarsi ad un passato recente per ricordare i “Pentacón” argentini nati nella grande crisi 2001-2002, con un paese già in ginocchio , fu definito un buono di emergenza per gli enti pubblici indebitati: il creditore veniva saldato , lo Stato garantiva e i cittadini spartivano il debito. Ma ancor prima anche la grande Germania ne ha utilizzata nel 1908 il Bethel- mark, creato per assistenzialismo ai malati di mente e senza tetto e  Ancora una volta  in Germania nel 1919 la moneta “Fisiocratica” valida nel commercio, nelle casse dello stato.

Problema Debito

Non dimentichiamo, Però , che l’missione dei MiniBot è debito, propio quest’ultimo considerato elemento imprescindibile e burattinaio delle marionette Europee, infatti  tutto ruota intorno al numerino  magico del debito.

Bilanci alla mano , sembrerà molto strano ma in merito  dei conti pubblici l’Italia è uno dei paesi più rigorosi al mondo, infatti escludendo la spesa per gli interessi, il nostro paese si trova in avanzo primario.

Eppure, il tetto massimo del 3% nel rapporto debito-Pil  pilastro importante della disciplina di bilancio dell’Unione Europea e sancita nei parametri del Trattato di Maastricht spaventa tanto, nonostante nessuna teoria economica ha però dato fondamento scientifico di questa soglia.

Cari lettori,  facendo una ricerca ho notato che dopo il 2009 paesi come Spagna, Francia, Gran Bretagna, Giappone e stati uniti hanno superato quella soglia, ma per Italia, il discorso spaventa tanto.

La produttività non può rimanere statica , è importante attuare riforme espansive e forse immettere liquidità , la quale nell’ultimo decennio sembra di moda , e solo in questo modo si potrebbe dare un senso a questa proposta.

Che resti un utopia o meno questo lo scopriremo.

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