Militante del PC sanzionato per volantinaggio abusivo

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militante PC sanzionato

Sabato scorso, nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale a favore della sanità pubblica, un militante del PC è stato sanzionato a Bergamo per volantinaggio abusivo.

Per quale motivo è stato sanzionato il militante del PC?

Marco Elzi, militante del PC è stato sanzionato con l’ammontare di 413,16 euro per non aver rispetatto le norme vigenti sul volantinaggio nel comune di Bergamo. La sanzione è applicata per mancata “applicazione dell’imposta sulla pubblicità” per aver distribuito “materiale pubblicitario” sulla base della Del. n. 170/46521 01/12/1994 del Comune di Bergamo. Il Partito Comunista nel suo comunicato stampa condannava il gesto. A quanto pare sanzioni simili sono applicate anche in altri casi. Nel suo insieme la sanzione è un’azione illegitima, poiché va contro l’articolo 21 della Costituzione Italiana. Il comunicato stampa specifica che una sanzione del genere è applicata a “messaggi diffusi nell’esercizio di una attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni e servizi“. Tale sanzione non fa alcun riferimento alla propaganda politica.

Esistono dei precedenti similari oltre al militante del PC sanzionato?

Oltre al caso del militante sanzionato del PC, un caso similare è quello del volantinaggio abusivo sull’acqua contaminata, dove Il WWF otteneva giustizia su una sanzione del comune di Pescara. L’incredibile caso avvenuto a Pescara che ha visto sanzionare una delle pratiche democratiche più diffuse, quella di distribuire volantini con le proprie idee, ha avuto fine quando il Giudice ha annullato la sanzione ad un attivista del WWF. La libertà di espressione sancita dall’Art.21 della Costituzione deve valere ovunque e non si può sanzionare la divulgazione di volantini. Il WWF rende noto che il Giudice di Pace di Pescara Ciccocioppo ha accolto il ricorso di Augusto De Sanctis, il referente regionale dell’associazione per le acque, contro il Comune di Pescara, che gli aveva elevato una multa di 412 euro.

Sanzioni che applicano il mancato pagamento dell’Imposta sulla Pubblicità

La “colpa” dell’attivista del WWF, uguale a quella del militante del Partito Comunista, secondo il Comune di Pescara, era quella di aver diffuso volantini in via dei Bastioni la mattina del 7 Giugno 2008 per denunciare lo scandalo della mega-discarica di Bussi. Nonché la distribuzione di acqua contaminata alla popolazione. La Polizia Municipale aveva contestato il mancato pagamento dell’Imposta sulla Pubblicità. Il giudice ha completamente rigettato la tesi, annullando il provvedimento sanzionatorio dell’Ufficio Tributi Comunale. Quindi per manifestare le proprie idee con la difusione del volantino non è applicata nessuna imposta, perché non si tratta di pubblicità. Il Magistrato ha basato il provvedimento sulla sentenza della Corte Costituzionale del 19 Luglio 2000. Il quale stabilisce come siano da “escludere dalla soggezione al tributo i messaggi di contenuto, politico, religioso, ideologico senza fine di lucro”.

Il paradosso della burocrazia

È veramente inconcepibile quanto accaduto, soprattutto perché quello che il militante che ha esercitato, diffondendo il volantino, è un diritto garantito dalla Costituzione italiana. L’Art.21 parla chiaro così come parlano chiaro diverse sentenze della Corte Costituzionale in materia. L’aspetto più grave della vicenda è, però, la totale refrattarietà dei funzionari comunali a tutti i livelli a modificare l’atteggiamento del comune difendendo l’indifendibile e facendo perdere tempo prezioso a tutti i soggetti coinvolti. Ora non ci resta che regalare una copia della Costituzione Italiana a Vigili Urbani e funzionari comunali.


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