Milano-Divulgato identikit del pedofilo

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Quindici giorni dalla molestia sulla bimba cinese avvenuta in un palazzo  in zona Paolo Sarpi, nel cuore della Chinatown di Milano. La Squadra mobile di Milano, comandati da Lorenzo Bucossi, coordinati dalla pm Cristina Roveda, non ha mai preso fiato e continua ad investigare imperterrita per trovare il mostro che ha toccato la piccola cinesina.

Quella domenica pomeriggio, la bimba di sei anni è crollata nella trappola di un perfetto sconosciuto, che con una scusa si è avvicinato per parlarle. Poi in pochi minuti, nel cortile di un palazzo, si è calato i pantaloni e ha tentato di abusare sessualmente della piccola, che poi si è messa ad urlare. Lei stessa, poi, ha raccontato tutto dettagliatamente ai genitori e ai poliziotti. L’uomo le ha detto di andare ma lei non voleva, ciò ha raccontato la bimba cinese prima ai genitori e poi ad uno psicologo. La piccola è stata anche controllata dai dottori della clinica Mangiagalli, che dagli esami non hanno riscontrato per fortuna segni di abusi, e quindi il pedofilo non è riuscito nel suo intento.

Gli investigatori della Squadra mobile, anche grazie alla testimonianza della piccola e dopo aver passato al setaccio alcuni video di telecamere circostanti, hanno deciso di diffondere le immagini riprese del presunto uomo. L’immagine è stata estratta da un fotogramma ripreso dalle telecamere a circuito chiuso in via Paolo Sarpi. La qualità non è altissima, ma sicuramente permette di riconoscere senza dubbio l’autore.

Per ottenere un migliore riscontro da parte delle persone, in accordo con la Procura, è stata anche divulgata una descrizione dettagliata : capelli biondi rasati, maglietta nera a maniche lunghe, jeans e scarpe nere, circa un metro e ottanta, orecchie sporgenti, magro, tra i 30 e i 40 anni.

 L’obiettivo delle forze dell’ordine è quello di ottenere informazioni utili da parte della cittadinanza, non solo per giustizia nei confronti della piccola abusata, ma anche per evitare che l’atroce episodio possa ripetersi di nuovo. Per inviare una testimonianza gli investigatori hanno dunque attivato i numeri di telefono e WhatsApp 3667756783 e 3667756791, sperando che ci possano essere dei positivi riscontri.