L’allenatore campano, intervistato dopo la partita di coppa vinta con il Rijeka, si è lasciato andare concedendosi una battuta nei confronti del suo collega Ancelotti, suggerendogli di recarsi a Milanello, per collaborare come suo secondo in panchina.

L’ironica idea, avanzata per scrollarsi di dosso la tensione accumulata durante la gara, potrebbe però, paradossalmente, materializzarsi fra qualche giorno o settimana, perché nel calcio c’è poco da scherzare e i risultati contano più di mille parole.

I tifosi, dopo aver visto l’ennesima partita giocata tra alti e bassi, forse non disdegnerebbero affatto l’avvicendamento in panchina.

Anche perché il cambio riporterebbe al timone della squadra un vero e proprio leader di spogliatoio, con una bacheca ricchissima di trofei ed un’enorme esperienza accumulata durante questi anni all’estero.

Un ritorno che renderebbe felice tutto l’ambiente, ma che ovviamente, per ora, rimane una suggestione e niente più.

La stagione è appena iniziata e tutto sommato due vittorie contro Roma e Inter rimetterebbero in discussione le tante critiche rimediate nelle ultime partite.

Ma se ciò è ancora possibile, proprio in virtù del fatto che debbono giocarsi, l’entusiasmo, la voglia di giocare di cui parla Montella non è detto che possa ritrovarsi facilmente, perché la squadra pare frenata da qualcosa che impedisce la libertà di esprimere tutto il suo valore.

La paura di sbagliare, o di non riuscire a vincere le partite, prevale purtroppo rispetto al piacere di giocare a calcio divertendo i propri tifosi.

I quali, nonostante i proclami arrivati dal capitano Bonucci e dallo stesso allenatore, stentano a credere al miglioramento della squadra.

Come dire che se a San Siro, domenica, la Roma facesse il colpaccio, in panchina scoppierebbero i botti: al suo posto arriverebbe Ancelotti.

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