Mila: la lettera di sostegno per la studentessa francese

0
795

Quanto è strano il mondo. Ci sono volte in cui si farebbe di tutto per difendere i propri diritti e quelli degli altri e altre in cui è più semplice nascondere la testa sotto la sabbia. Saranno innumerevoli i movimenti femministi nel mondo eppure ci sono casi in cui nessuno si espone a dare una mano. In Francia nel caso della liceale Mila nessuno ha mai preso le sue parti, eppure pochi giorni fa pare che qualcosa si sia mosso

Mila: chi ha preso le parti della studentessa?

Per paura di rappresaglie, di offendere “la minoranza”, di perdere la propria reputazione o di essere tacciati di islamofobia, “Molte persone non hanno voglia di difendermi”. Ha spiegato Mila, la studentessa omosessuale che da quando ha sedici anni è minacciata di morte per aver mosso una critica alla religione musulmana in una story su Instagram nel gennaio 2020. Tuttavia la fondatrice dell’associazione femminista #JamaisSansElles Tatiana F-Salomon, pochi giorni fa si è esposto prendendo le difese della ragazza con una lettera. “No Mila, non sei sola, anche se, certamente, la paura esiste. Non si tratta di negarla”. Inizia la lettera. “Paura per noi, paura per i nostri cari, paura per tutto. Ma c’è una paura che dovrebbe terrorizzarci ancora di più: è la paura di tradire se stessi, la paura di tradire i nostri valori, i nostri ideali, la nostra umanità

Ebrei e palestinesi: sale la tensione a Gerusalemme

Il caso della studentessa

La vita della giovane Mila si è trasformata in incubo quando a 16 anni ha iniziato ad essere minacciata di morte, di stupro, di essere decapitata per aver criticato la religione musulmana in una story su Instagram nel gennaio del 2020. “È la prima volta nella storia di questo paese che una ragazza di questa età è sotto scorta ventiquattro ore su ventiquattro. Mai una giovane aveva ricevuto 100 mila messaggi di odio“. Dichiara l’avvocato Richard Malka. La ragazza non si da comunque per vinta e continua a lottare dichiarando che l’obbiettivo principale della società a parer suo è, prima di tutto, quello di impedire qualsiasi critica all’islam. “Sono sicura che se avessi formulato la mia critica all’islam senza volgarità, senza parolacce, avrebbero reagito esattamente allo stesso modo, con altri argomenti“. Sentenzia in aula a Parigi

Una vita nel nulla

La studentessa vive ormai scortata e senza la libertà di godersi la vita migliore che un giovane dovrebbe godersi a 18anni. Rispondendo a chi la incoraggia a “scomparire” anche dai social, Mila dichiara: “Non vado più a scuola, non ho una vita sociale, ho perso tutto, e per di più mi devo far dimenticare? Che io scompaia completamente? Una donna che è stata violentata non dovrebbe uscire in strada per evitare di essere violentata di nuovo? Io dico no! Sarei psichicamente morta, distrutta, se avessi lasciato che tutta questa gente mi calpestasse”.