-Mikhail Gorbaciov: l’ex Presidente Sovietico è morto

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-Mikhail Gorbaciov è stato l’ultimo Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica dal 1985 al 1991, ed è stato insignito nel 1989 della Medaglia Otto Hahn per la Pace e nel 1990 del Nobel per la pace. Nel caos della disgregazione dell’Urss provocato da lui stesso, Gorbaciov si muoveva come un personaggio di Dostoevskij: prima ispirato dall’idea del bene, poi tradito dalla natura umana e infine rassegnato all’espiazione. Certamente non era un personaggio banale, ma nella notte del 30 Agosto 2022 è morto all’età di 91 anni presso il Central Clinical Hospital di Mosca dove era ricoverato. Lo riferisce l’Agenzia Tass.


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Mikhail Gorbaciov: era già gravemente malato

Gorbaciov lascia questo mondo nel preciso momento in cui la Russia sta lottando duramente in Ucraina per arrivare ad una soluzione nelle zone martoriate del Donbass, che soffrono dal lontano 2014. Anche questo potrebbe essere un segno sinistro di quello che potrebbe succedere a Mosca. “Mikhail Sergeevich Gorbaciov è morto questa sera dopo una malattia grave e prolungata”, ha detto il Central Clinical Hospital. A riferirlo anche l’agenzia Russa Tass. Era stato ricoverato in ospedale ai primi di luglio, in dialisi. Soffriva di diabete e aveva problemi ai reni, aveva reso noto l’economista Ruslan Grinberg, Direttore scientifico dell’Istituto di economia dell’Accademia delle scienze Russa, che lo era andato a trovare il mese scorso. Gorbaciov sarà sepolto nel cimitero di Novodevichy a Mosca, in una tomba di famiglia, dove potrà riposare accanto alla moglie, come ha annunciato alla stessa Tass una persona che conosceva le volontà dei parenti dell’ex Presidente.

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Il 25 dicembre del 1991 annunciava le sue dimissioni da Presidente dell’Unione sovietica, mentre al Cremlino veniva abbassata la bandiera dell’Urss, sostituita con il tricolore della Federazione Russa. Così la fine dell’Urss ma anche il crollo del Muro di Berlino, la fine della guerra fredda, il disarmo nucleare, il ritiro dall’Afghanistan, sono tutti i cambiamenti storici legati al nome di Mikhail Gorbaciov. Si tratta quindi di una figura rimasta controversa. Considerato un eroe da molti in Occidente (essendo colui il quale ha permesso la libertà all’Europa orientale e la riunificazione della Germania), per molti Russi rimane il soggetto che ha distrutto un impero, quello sovietico. Fu anche il primo leader sovietico a incontrare nel 1989 il Pontefice più amato dal popolo cioè Papa Giovanni Paolo 2 che amava la pace. Gorbaciov quindi è stato protagonista della scena mondiale alla fine degli anni Ottanta del novecento, determinante nella fine della Guerra Fredda e nella caduta del muro di Berlino.

La vita dell’ex Presidente Sovietico

Mikhail Gorbaciov era nato il 2 marzo del 1931 nel villaggio di Privolnoye, nel nord del Caucaso. Inizia a lavorare come meccanico di macchine agricole e poi, dopo essersi laureato in legge a Mosca, si iscrive al Partito comunista nel 1952, diventa deputato al Soviet Supremo nel 1970, entra nel Comitato centrale del Pcus (Partito Comunista dell’Unione Sovietica) l’anno dopo, quindi nella segreteria nel 1978, per arrivare nel 1980 a far parte del Politburo, il “sancta sanctorum’ del potere in Urss”. Un ano dopo l’Unione sovietica invase l’Afghanistan. E’ definito papà della perestroika (ristrutturazione economica) e l’artefice della glasnost (trasparenza).  Nel 1984 partecipò come delegato sovietico ai funerali a Roma del segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, mentre nello stesso anno incontrò nel Regno Unito la prima ministra Margaret Thatcher. Nel 1985 Gorbaciov fu eletto segretario generale del partito, nuovo leader dell’Unione Sovietica. Nel 1986 si incontra con l’allora Presidente Americano Ronald Reagan a Reykjavik, in Islanda, per discutere la riduzione degli arsenali nucleari in Europa, suggellata l’anno successivo dalla firma di uno storico trattato. Dichiarò che non avrebbe sostenuto i regimi comunisti in altri paesi se i loro popoli si fossero opposti a loro. Iniziò così una reazione a catena che portò alla caduta del comunismo in Europa. Con il suo ministro degli Esteri conseguì il ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan, messo in pratica dopo la stipula degli Accordi di Ginevra del 1988.

Mikhail Gorbaciov: la parabola discendente

Il 1989 vide gli effetti distensivi della sua politica arrivare ai massimi, con la caduta del muro di Berlino il 9 novembre. Il resto di quell’anno fu scandito dalla crescente divergenza tra i riformisti, che criticavano il lento ritmo di cambiamento, e i conservatori, che criticavano l’estensione del cambiamento. Il 15 marzo del 1990 il Congresso dei rappresentanti del popolo dell’Urss lo elesse presidente dell’Unione Sovietica. Il 1991 è però un anno drammatico per lui: in agosto viene sequestrato per tre giorni nella villa presidenziale in Crimea, vittima di un golpe dei comunisti conservatori spento solo dalla resistenza del Presidente Russo Eltsin. L’8 dicembre successivo firma con Ucraina e Bielorussia la nascita della Csi, la Comunità di Stati indipendenti: è la fine dell’Urss. E’ lì che tramonta la parabola politica di Mikhail Gorbaciov.

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