Migrazioni Bielorussia: Polonia e Lituania chiedono aiuto a Bruxelles

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Migrazioni Bielorussia: Polonia e Lituania chiedono aiuto a Bruxelles

I governi di Polonia e Lituania hanno chiesto aiuto all’Unione Europea e ad altre istituzioni correlate per l’ondata di migrazioni provenienti dalla Bielorussia. Negli ultimi tempi questi due Paesi hanno visto crescere le tensioni con il governo di Minsk. Sono previsti dei colloqui tra gli Stati membri, Frontex ed Europol per il 18 agosto. In videoconferenza, i rappresentanti discuteranno della situazione dei migranti bielorussi in Polonia e Lituania.

Migrazioni Bielorussia: perché Polonia e Lituania chiedono aiuto all’Unione Europea?

Polonia e Lituania hanno chiesto aiuto all’Unione Europea nell’ambito dell’ondata migratoria proveniente dalla Bielorussia. La richiesta arriva mentre l’agenzia di protezione delle frontiere bielorussa ha organizzato un rafforzamento del controllo lungo il confine con la Lituania. Ciò ha lo scopo di impedire alle autorità di Vilnius di rimandare i migranti in Bielorussia. Anche con la Polonia si sono riscontrati dei momenti di tensione con Minsk negli ultimi giorni. Lo scorso giovedì, infatti, la Polonia ha accusato il governo bielorusso di aver inviato un vasto numero di migranti al confine intenzionalmente. Questo, secondo le autorità polacche, sarebbe una rappresaglia in risposta alla decisione di accettare come rifugiata in Polonia l’atleta olimpica bielorussa Krystsina Tsimanouskaya. Quest’ultima, dopo aver concluso la propria esperienza a Tokyo 2020, si è rifiutata di tornare in patria, e il governo di Varsavia ha deciso di rifugiarla nel Paese.

I valichi di frontiera sono in forte aumento

Si tratta, dunque, di una situazione politica piuttosto tesa, nel mentre che negli ultimi due giorni si sono registrati 133 fermi al confine bielorusso con la Polonia. Si tratta di ben 11 unità in più rispetto al dato complessivo dello scorso anno, che contava quindi 122 persone fermate. Anche la Lituania ha registrato un aumento dei valichi di frontiera dalla Bielorussia. Lukashenko, però, accusa questi stessi Stati di alimentare la crisi migratoria.

La dichiarazione congiunta di Morawiecki e Simonyte

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, insieme con il suo omologo lituano Ingrida Simonyte, ha rilasciato una dichiarazione congiunta in merito alla situazione. “Condanniamo l’armamento della migrazione irregolare da parte del regime di Lukashenko con l’obiettivo di esercitare una pressione politica sull’UE es sui suoi singoli Stati membri”, hanno affermato. Sempre nel corso di questa dichiarazione, i due leader hanno lanciato un appello alla Commissione Europea, nonché a Frontex, all’EASO e ad altri membri dell’Unione. In tale appello si chiede sostegno politico e pratico nel fronteggiare la situazione, nonché un maggiore rafforzamento della politica di migrazione e asilo europea.

Migrazioni Bielorussia: l’UE prevede dei colloqui il 18 agosto

È prevista una discussione in merito per la prossima settimana dei ministri degli Interni degli Stati membri e dei rappresentanti dell’agenzia Frontex e dell’Europol. Secondo quanto riportato dalla Slovenia, che detiene la presidenza di turno dell’UE, i colloqui sono previsti per il 18 agosto, in modalità videoconferenza. Una portavoce della presidenza UE slovena ha affermato: “Con la situazione al confine tra Lituania e Bielorussia, l’UE ha subito una seria minaccia alla sicurezza ed è testimone dell’armamento dell’immigrazione clandestina sponsorizzato dallo stato in Bielorussia”.


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