Migranti – Sea Watch e Sea Eye in balia della tempesta, Malta concede l’ingresso in acque territoriali solo per ripararsi

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Drammatico nuovo appello dei medici: “Abbiamo a bordo tre bambini che vomitano in continuazione, a rischio ipotermia e disidratazione”. Dodicesimo giorno in mare, onde alte tre metri e temperature poco sopra allo zero.

Onde alte tre metri, maestrale a venti nodi, temperatura che di notte arriva a 2-3 gradi, condizioni meteo in ulteriore peggiornamento per i prossimi due giorni. E 49 persone in balìa del mare in tempesta ormai da 12 giorni, che vomitano continuamente, a cominciare dai tre bambini di 1, 6 e 7 anni a bordo.


Le due navi da ieri sera sono in acque maltesi per cercare riparo, le autorità de La Valletta hanno dato l’autorizzazione ma solo per restare ridossati ed eventualmente per i rifornimenti, ma non per entrare in porto.

I medici della Sea Watch e della Sea eye, ancora in attesa che qualcuno si decida a concedere l’autorizzazione ad entrare in un porto del Mediterraneo per sbarcare i migranti soccorsi, sono sempre più preoccupati.


“Per persone malnutrite e in condizioni di salute molto precarie come quelle che abbiamo a bordo – dicono – la disidratazione come causa del mal di mare è un rischio molto grave e può mettere anche a rischio la vita soprattutto se associata all’ipotermia”.

I ponti della piccola nave sono invasi dall’acqua e quindi l’equipaggio della Sea Watch è costretto a tenere tutti i migranti sottobordo all’interno di spazi estremamente ristretti e in condizioni di promiscuità. A preoccupare i membri dell’equipaggio della Ong è anche la tenuta psicologica dei migranti che,a 12 giorni dal loro soccorso, cominciano a non comprendere più quello che sta accadendo e sta diventando difficile controllarli.

Le due organizzazioni umanitarie che hanno preso a bordo i migranti non sono a conoscenza di passi avanti in una ipotetica trattativa che, al momento, non sembra nessuno stia conducendo. Sea Watch e Sea Eye hanno da giorni la disponibilità di 30 città tedesche ad ospitare i migranti ma dal governo non è arrivata alcuna richiesta ufficiale nè all’Europa nè ad altri paesi per la concessione di un porto sicuro. E le due navi, ormai a corto anche di generi di prima necessità e di farmaci, cercano riparo dal maltempo a sud di Malta.


Dopo l’appello di Unhcr e Oim, oggi anche Msf è intervenuta. “Abbiamo operato per più di tre anni nel Mediterraneo e sappiamo cosa significa per persone vulnerabili affrontare questo tipo di viaggio – ha dichiarato Ruggero Giuliani, medico e vicepresidente di Msf – Con le condizioni meteo in peggioramento e considerando le rigide temperature invernali è necessario trovare una soluzione rapida.

Facciamo appello alle autorità europee ed italiane affinchè si trovi al più presto un porto sicuro per questi naufraghi. Facciamo appello alla società civile italiana, affinché alzi la voce su questa situazione inaccettabile e sulla richiesta di politiche più umane che allevino le sofferenze delle persone. Chi fugge ha bisogno di protezione. La tutela della vita delle persone al primo posto, poi i dibattiti politici su chi accoglie”.

4 COMMENTS

    • Visto che lei è tanto intollerante e di “emozioni umane” come nel suo indirizzo email non ne ha nemmeno l’ombra che ne dice di andare a spargere commenti di intolleranza su testate più affini al suo pensare? qui non sono proprio ben accetti 🙂 (Sofia)

    • Forse perché comunque fa freddo, comunque non hanno abbastanza cose per coprirsi, forse perché non sono navi dove stare 10 giorni con mare e onde alte, con acqua che bagna, arrivando stremati. Forse perché non si riesce a capire che 3 bambini dovrebbero stare al caldo, in una casa. Non in mare a rischiare la vita per giochi di potere di persone stupide (Sofia)

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