Migranti – Cosa dicono i numeri sono aumentati gli sbarchi.

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L’aumento nell’afflusso di migranti è benzina sul fuoco nella narrazione dell’opposizione con Salvini che accusa il nuovo governo benché – di fatto – appena insediatoMigranti, sono davvero aumentati gli sbarchi? Cosa dicono i numeri.

L’aumento nell’afflusso di migranti è benzina sul fuoco nella narrazione dell’opposizione con Salvini che accusa il nuovo governo benché – di fatto – appena insediato.

A bordo della Ocean Viking delle ong Medici Senza Frontiere ed SOS Mediterranee ci sono 218 persone che chiedono un porto sicuro. Tra loro donne e bambini: il più piccolo ha cinque giorni di vita. Sono stati salvati in quattro diverse operazioni al largo della Libia dalle associazioni umanitarie che ora chiedono a Malta e Italia di farli sbarcare. 

Sono numeri che danno l’immagine di un fenomeno tutt’altro che interrotto: secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’interno a Settembre sono stati registrati 1.488 sbarchi, cui vanno aggiunti gli arrivi “fantasma”. Numeri in aumento rispetto agli ultimi mesi, ma non si tratta di una situazione solo italiana.  Lungo il cosidetto “corridoio balcanico” l’afflusso di migranti dalla Turchia è ai livelli più alti degli ultimi tre anni. Ora le autorità greche si aspettano un ulteriore aumento degli arrivi: “Migliaia di migranti sono ammassati a Izmir, sulla costa turca dell’Egeo.

“Martedì sono stati 800 i migranti giunti sulle isole greche dalla Turchia, mentre altri 562 sono sbarcati ieri” spiegano dalla protezione civile ellenica. “In Grecia sono arrivati quest’anno 38.598 migranti, rispetto ai 29.718 del 2017 e ai 32.494 del 2018”. Le autorità greche accusano la Turchia, che nel 2016 stipulò un accordo con la Ue, per la recente ondata di arrivi. A sua volta, Ankara accusa Bruxelles di non avere rispettato gli accordi sottoscritti.

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L’aumento nell’afflusso di migranti è benzina sul fuoco nella narrazione dell’opposizione con Salvini che accusa il nuovo governo benché – di fatto – appena insediato. Dal canto suo il neo ministro degli esteri Luigi Di Maio ha annunciato un viaggio in Tunisia per discutere di accordi di rimpatrio. Ma ci vorrà tempo.

Rivolta dei migranti nel centro di rimpatrio di Roma Ponte Galeria

Proprio un gruppo di migranti 25 cittadini nigeriani che doveva essere rimpatriato avrebbe dato vita ad una rivolta nel centro per il Rimpatrio di Ponte Galeria, vicino a Roma. In quattro sezioni della struttura sarebbero stati incendiati i materassi. Tanto fumo ma per fortuna nessun ferito con la situazione riportata alla calma in breve tempo. Già all’inizio di luglio 12 migranti, a seguito di una rivolta, erano riusciti a fuggire dal centro scavalcando le recinzioni perimetrali, per poi dileguarsi nelle campagne.

Intanto in Europa si lavora per trovare un accordo sulla redistribuzione automatica dei migranti. Il 23 settembre si terrà a Malta una riunione ad alto livello a cui parteciperanno Italia, Francia, Germania, Spagna, Malta e Cipro. 

La strategia della nuova Commissione di von der Leyen prevede “un nuovo patto sulle migrazioni e l’asilo”, con il “rilancio della riforma delle regole di asilo di Dublino”. Regole che attualmente pongono sulle spalle dei Paesi di primo arrivo, come l’Italia, tutti gli oneri relativi al migrante, dall’accoglienza all’identificazione e all’esame delle richieste di asilo.

La riforma di Dublino è ferma da anni, per le divisioni tra gli Stati membri nel Consiglio, che finora si sono rivelate impossibili da superare.

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