Migliaia di persone per il Warsaw Pride contro l’omofobia in Polonia

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Migliaia di persone si sono radunate a Varsavia per la più grande parata Pride dell’Europa centrale, prendendo una posizione di sfida contro la crescente marea di omofobia in Polonia. Al Warsaw Pride un mare di bandiere arcobaleno per la parata dell’uguaglianza di di sabato 19 giugno, con il sindaco della città Rafal Trzaskowski che ha marciato in testa in un importante segno di sostegno.

Warsaw Pride: cosa succede in Polonia?

Rinviato per due anni a causa del COVID, l’evento ha segnato il 20° anniversario dal primo Pride di Varsavia. I festeggiamenti sono stati tinti dalla paura per il futuro nella nazione fortemente cattolica e largamente conservatrice. “Il giorno della parata è sempre un momento agrodolce per la nostra comunità“, ha detto Rafal Wojtczak, un portavoce degli organizzatori, aggiungendo che “la nostra comunità è stata usata in una guerra politica”. Ha descritto sentimenti di tristezza e impotenza per il fatto che le persone LGBT+ non hanno ottenuto diritti come l’unione o il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Polonia, mentre affrontano anche nuove minacce.


Lgbt free zone in Polonia: discriminazione di Stato


Intorno alla Polonia: le paure così vicine

Solo pochi giorni prima della marcia, il governo nazionalista ungherese, fortemente alleato con la Polonia, ha approvato una legge agghiacciante che vieta qualsiasi discussione sulle persone LGBT+ nelle scuole e nei media. Solo un singolo legislatore indipendente ha votato contro. Un importante attivista LGBT+ polacco, Bart Staszewski, ha marciato con una bandiera ungherese come messaggio all’UE: “La Polonia sarà la prossima”. È una paura legittima in un paese che sta diventando sempre più polarizzato dal suo governo di estrema destra, che si ostina a posizionare le persone LGBT+ come una minaccia corrosiva ai cosiddetti valori tradizionali. Tra le ultime minacce c’è un nuovo orribile disegno di legge che vieterebbe del tutto le parate Pride. Sostenuto dall’influente chiesa cattolica della Polonia, dal leader del partito di governo e da più di 200.000 altri omofobi. “Abbiamo passato un periodo molto, molto duro”, ha detto Miroslawa Makuchowska, vice direttore della Campagna contro l’omofobia. “Ma allo stesso tempo stiamo uscendo in strada e stiamo dicendo che siamo più forti, e non abbiamo intenzione di arrenderci“.