Microplastiche: l’uomo le sta ingerendo ogni giorno

Esiste un modo per ridurne i rischi

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Microplastiche

Secondo quanto emerge da una nuova ricerca, in Australia le persone inalano un numero significativo di microplastiche quotidianamente. Queste particelle derivano da prodotti petrolchimici che si depositano attorno alle abitazioni sottoforma di polveri. Si tratta di composti in gran parte tossici per l’uomo, che possono portare anche a danni cancerogeni o comunque a un danneggiamento del DNA. L’impatto delle microplastiche sulla salute umana è tuttavia poco conosciuto. Esistono comunque degli espedienti per ridurne i rischi.

Microplastiche: cosa ha rivelato la nuova ricerca in Australia?

Con microplastiche si intendono particelle di plastica di diametro inferiore a cinque millimetri. Queste particelle derivano da prodotti petrolchimici e si possono ritrovare nelle abitazioni, vicino alle quali si depositano sottoforma di polvere. La dispersione di queste sostanze sta diventando ormai inevitabile. Una ricerca condotta recentemente su un campione di casistiche in Australia ha preso in esame la dispersione delle microplastiche negli spazi chiusi. Secondo i dati pubblicati, uno spazio chiuso rappresenta il luogo con il maggior rischio di esposizione a queste particelle, dal momento che è il luogo dove le persone passano il 90% del loro tempo. dallo studio, inoltre, è stato ricavato che il 39% delle particelle di polvere depositate erano microplastiche, mentre il 42% fibre naturali. Il 18%, invece, era costituito da fibre trasformate a base naturale, mentre il restante 1% era composto da frammenti di materiali di vario tipo.

Esistono dei modi per ridurre i rischi

Le microplastiche possono trasportare delle sostanze chimiche organiche potenzialmente dannose per la salute umana. Queste particelle di plastica presentano spesso proprietà cancerogene, e possono anche danneggiare il DNA, ovvero essere mutageni. Non è tuttavia ancora del tutto chiaro il rischio effettiva sulla salute umana. Esiste comunque un modo per ridurre al minimo l’esposizione alle particelle di plastica e i conseguenti impatti. Ad esempio, optare per una superficie dura per la pavimentazione, compresa quella di legno lucido. Con molta probabilità, infatti, le proprietà di questi materiali riducono la presenza di microplastiche rispetto ai pavimenti di moquette. Anche la frequenza delle pulizie di casa può ridurre la diffusione di queste particelle.


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