Micol Fontana, la sarta della Dolce Vita

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Nasce l’8 novembre del 1913 a Traversetolo, Micol Fontana. Imparò da bambina a cucire, grazie all’insegnamento della madre, la sarta del paese in provincia di Parma.
Insieme alle due sorelle, con cui condivise la straordinaria carriera nella moda, Micol viveva e lavorava nell’umile casa paterna. Fino a quando, tutte e tre giovanissime, decidono di trasferirsi a Roma, la città delle grandi opportunità.
Roma doveva essere il trampolino di lancio del loro successo. E così fu.

Donna di grande spessore morale ed instancabile lavoratrice Micol Fontana disse: “eravamo tre sorelle, avevamo un sogno: fare la moda”.

Alla base del successo

A Traversetolo le tre sorelle Zoe, Micol e Giovanna aiutavano la madre a condurre la modesta sartoria di famiglia. Condividevano però un sogno, troppo grande per essere contenuto in un piccolo paesino di campagna, così si trasferirono nella capitale.

Iniziarono a lavorare sotto padrone, conducendo una vita all’insegna dei sacrifici, dei soldi che scarseggiavano puntualmente e delle notti insonni, trascorse con ago e filo tra le mani.

Poi, finalmente, arriva la svolta quando la cliente più facoltosa dell’atelier presso cui lavora Micol si innamora delle sue creazioni.

Grazie al suo aiuto Micol e le sorelle riescono a coronare il proprio sogno e fondano l’atelier Sorelle Fontana a Palazzo Orsini.

Il sogno andò oltre i migliori auspici perché negli anni successivi la casa di moda fondata dalle tre donne divenne celebre, non solo in Italia ma anche oltreoceano e le più famose attrici hollywoodiane degli anni ’50, ’60 e ’70 desideravano essere vestite da loro.

Ripercorriamo le tappe.

Nel 1943 Zoe, Micol e Giovanna sfidano le difficoltà causate dalla II Guerra Mondiale e, mentre in molti chiudevano i battenti delle proprie attività, loro aprono un atelier presso Palazzo Orsini, frequentato in particolar modo dalle donne più in vista dell’aristocrazia romana.

Nel dopoguerra poi, Roma a poco a poco divenne la terra d’approdo di attori e produttori cinematografici americani. L’industria del cinema invase infatti le strade della città e “per le sartorie fu una grande opportunità e per noi un’avventura emozionante che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo”, come raccontò Micol stessa durante un’intervista.

È nel 1949 però che arriva il vero successo a livello internazionale e le creazioni Fontana conoscono la fama. La famosa attrice Linda Christian infatti sceglie le sapienti mani delle sorelle Fontana per confezionare il suo abito da sposa. In occasione del suo matrimonio, che venne documentato in esclusiva da “Life”, il nome Fontana comparve sulle riviste più importanti nel mondo dell’alta moda.

Gli anni ‘50

L’atelier Fontana si impone dunque in maniera definitiva sullo scenario del boom economico. Il loro nome è sulla bocca di tutti.

Fontana è ormai sinonimo di Haute Couture e tutte le ragazze sognano di indossare un abito Fontana almeno una volta nella vita.

Uno stile inconfondibile, sobrio, elegante, di classe.

La creatività di Micol, unita alla sapienza e professionalità condivise con le sorelle, dà luogo a creazioni strabilianti. Celebre è il richiamo sovente all’arte rinascimentale così come le raffinate stampe dei tessuti. Tra i tratti distintivi della firma vi è il corpetto aderente che sfocia con gonna a ruota, un classico intramontabile.

Il nuovo atelier, con sede nella centralissima Piazza di Spagna, vede entrare ed uscire personalità del calibro di Audrey Hepburn, Jacqueline Kennedy e Grace Kelly. Ava Gardner, Linda Christian e Anita Ekberg.

Il celeberrimo abito con il quale quest’ultima si immerse nella fontana, nella scena del film La Dolce Vita di Fellini, era una creazione firmata dalle sorelle Fontana.

Dall’alta moda al prêt-à-porter

Nel 1951 le tre sorelle firmarono la prima linea di abiti prêt-à-porter, che conquistarono la passerella del Pitti a Firenze. Questa indimenticabile sfilata sancisce l’ingresso del prêt-à-porter Made in Italy sulla scena internazionale, che sino a quel momento era dominata da Parigi con Christian Dior.

Successivamente, trainata dall’entusiasmo (che solo la vera passione concede) di Micol, la Casa di Moda estese la sua produzione anche a borse, scarpe ed accessori.

La crescita fu inarrestabile, fino al 1972, quando le sorelle Fontana si ritirarono dalle sfilate. 20 anni più tardi il marchio venne ceduto ad un gruppo finanziario.

Sorelle Fontana, un gioco di squadra tutto al femminile

Il segreto del successo di queste tre grandi artiste, tra le quali l’audacia ed il carisma di Micol Fontana spicca, sta tutto nel gioco di squadra.

Un sodalizio affettivo inscindibile che ha determinato l’enorme consenso ottenuto negli anni, conferendo prestigio e lustro all’etichetta Made in Italy, oltre i confini della Nazione.

Questa forte unione è inoltre stata di esempio per molti artisti e creatori di moda che sono venuti dopo di loro. Si pensi ad esempio a Valentino ed al suo compagno, di vita e lavoro, Giancarlo Giammetti oppure ai fratelli Gianni e Santo Versace, che hanno fatto della loro collaborazione una vera forza.

Nel 1994 sorge la Fondazione Micol Fontana, per volere di quest’ultima, che ospita l’intera eredità delle sorelle, le testimonianze delle loro esperienze lavorative e l’archivio storico di tutti i modelli.

Vi sono inoltre conservati più di 200 abiti, bozzetti e progetti originali nonché l’archivio fotografico: un vero e proprio tesoro insomma.

Si spegneva il 12 giugno 2015 Micol Fontana, alla veneranda età di 101 anni, di cui più di novanta trascorsi lavorando.

Fu l’autentica pioniera in questo campo: aprì e rese accessibile la strada per esportare la moda italiana nel mondo.

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