Mickey Mouse: dopo 95 anni potrebbe lasciare la Disney?

0
280

All’approssimarsi della scadenza dei 95 anni di copyright Mickey Mouse, il nostro Topolino, potrebbe lasciare la Disney. Ma è vero?

Potremmo non vedere più Mickey alla Disney?

Il personaggio di Mickey Mouse, lo sappiamo, è stato creato da Walt Disney nell’ormai lontano 1928. Ciò significa che, in base alla legge americana sul copyright, nel 2024 l’amatissimo topo potrebbe diventare di dominio pubblico. Ma cosa potrebbe comportare questo? Cerchiamo di fare chiarezza.


15 dicembre 1955 ci lasciava Walt Disney genio dell’animazione

Favole di Walt Disney storie raccontate con le immagini


Limiti sul copyright

Non solo Topolino potrebbe smarcarsi dal marchio Disney a breve. In tutti i casi, il pubblico dominio non arriverebbe senza limitazioni: così spiega infatti Daniel Mayeda, avvocato e Direttore Associato della Documentary Film Legal Clinic presso la UCLA School of Law. “Puoi usare il personaggio di Topolino come è stato originariamente creato per le tue storie, o realizzare storie di Topolino con questo personaggio” dichiara. “Ma se lo fai in un modo che rievochi la Disney, cosa abbastanza probabile, allora, in teoria, la Disney stessa potrebbe dire che hai violato il suo copyright”.

Le origini di Mickey Mouse

Il primo cortometraggio di cui Topolino fu protagonista è Steambot Willie, sempre nel 1928. Allora il suo aspetto era molto diverso da quello che conosciamo oggi: indossava infatti solo i pantaloncini e le scarpe e per l’occasione il cappello da capitano. Il corto si identifica come pioniere nell’animazione, grazie all’utilizzo del suono sincronizzato e i movimenti sullo schermo corrispondenti alla musica e agli effetti sonori.

L’evoluzione fino ad oggi

“Nel corso degli anni, Topolino ha subito diverse trasformazioni nel suo aspetto fisico e nella sua personalità” spiega il National Museum of American History. “Nei suoi primi anni, il dispettoso Topolino sembrava più simile ad un topo, con un lungo naso appuntito, occhi neri, un corpo piccolo con gambe sottili e una lunga coda”. L’avvocato Mayeda però ha aggiunto che se è vero che la Disney perderà i diritti di copyright sul personaggio, così non sarà per i film o opere d’arte che lo vedono protagonista fino ai loro 95 anni.

Non solo Topolino

Dicevamo poco sopra che Topolino non è l’unico personaggio che presto non sarà più di proprietà della Disney. Avrete di sicuro sentito parlare del nuovo e scioccante film che dovrebbe avere per protagonista il tenero orsetto Winnie Pooh, trasformato (sembra) in un mostro sanguinario in Winnie the Pooh: Blood and Honey diretto da Rhys Waterfield. Il copyright di questi personaggi è infatti scaduto lo scorso gennaio, e c’è chi non ha perso tempo. Ma, sempre secondo Mayeda, occorre fare molta attenzione a non esagerare quando si decide di creare nuove opere con vecchi personaggi.

Possibili conseguenze legali

Diversi aspetti di un personaggio ben conosciuto dal grande pubblico come parte stessa del marchio Disney sono vietati per chi decide di utilizzarli ad altri fini. Se l’autore in questione trasgredisse, le conseguenze legali potrebbero essere importanti, prosegue Mayeda. Ne sono un esempio i marchi di fabbrica di alcuni slogan, o gli stessi abiti di detti personaggi: la maglietta rossa di Winnie Pooh, per dirne una, che in effetti sembra non comparire nel film. “I diritti d’autore sono limitati nel tempo” spiega Mayeda “I marchi no. Quindi la Disney potrebbe avere un marchio essenzialmente in perpetuo, fintanto che si continuano ad usare varie cose come parole, frasi o altro”. Questo discorso vale però solo per Pooh e Pimpi, il maialino rosa: la tigre saltellante Tigro, infatti, è apparsa solo nel 1929, e i suoi diritti appartengono quindi ancora alla Disney.

Le parole di Rhys Waterfield

Il regista del film su Winnie Pooh, Rhys Waterfield, ha rilasciato un’intervista a Variety. “Abbiamo cercato di essere estremamente attenti. Sapevamo che c’era questo confine, sapevamo del copyright e cosa potevamo fare. Quindi abbiamo fatto tutto il possibile per assicurarci che il film fosse basato solo sulla versione del 1926. Nessuno lo scambierà per Disney. Quando vedi la locandina e i trailer e le immagini e tutto il resto, non c’è modo che qualcuno possa pensare che sia una versione per bambini”.

Ultima fermata per Mickey

Daniel Mayeda conclude con un’ultima spiegazione. “La Disney è stata molto attiva nel cercare di estendere i termini del copyright. Con successo, hanno esteso il loro mandato con Topolino, ma dubito che saranno in grado di ottenere ulteriori estensioni. Penso che questo sarà il capolinea”.

Il Canto di Natale di Topolino un cortometraggio di speranza e redenzione