Michael Stipe: il nuovo libro del leader dei R.E.M

0
454
Michael Stipe

Michael Stipe non è un nome qualunque. Chi apprezza la musica e in particolare quella rock, lo conosce come leader del gruppo R.E.M. Negli ultimi anni Stipe ha però dimostrato un certo interesse per altre forme d’arte. Quali per esempio la fotografia e il graphic design. Frutto di queste due passioni sono i libri “Volume I” e “Our interference times: a visual record“. Lo scorso 13 aprile è invece uscito l’ultimo libro del cantautore, in cui racconta se stesso tramite le foto delle persone più importanti per lui.

Cosa si sa sul libro “Michael Stipe“?

In realtà il mio libro non doveva avere un titolo. Le persone vedono il mio nome sulla copertina e pensano che questo sia il titolo“. Ha affermato Michael Stipe durante la presentazione del libro, avvenuta lo scorso 13 aprile. L’organizzazione della presentazione è a cura di Fondazione ICA Milano e Damiani, la casa editrice che si è occupata anche dei due libri precedenti di Stipe. Il non avere un vero e proprio titolo è certo una delle caratteristiche del libro fotografico. Tuttavia è anche vero che questo titolo errato riassume l’essenza dell’opera di Stipe. Si tratta, come ha ammesso Stipe stesso, di un libro che parla di lui. Solo che lo fa attraverso foto, oggetti e grafiche dedicate ad altre persone. Persone molto vicine a Stipe. Persone che hanno segnato la sua vita e la sua carriera. Ed è tramite loro che Stipe ha deciso di raccontarsi.


Dieci libri su Franco Battiato da recuperare e leggere


Non solo ritratti

Il libro fotografico di Michael Stipe ha molto da offrire. Soprattutto poi se si è interessati a questo genere di libri o si è fan dell’ex leader dei R.E.M. Di certo lo si può definire una raccolta di foto eterogenea e curiosa. Una delle particolarità del libro è come Stipe rappresenta chi ama o le persone a cui sente di dover qualcosa. Alcune immagini sono foto personali, dei ritratti si potrebbe dire. Altre rappresentano invece oggetti. “Mi considero una persona quasi ossessionata dagli oggetti. Penso con gli oggetti“. Ha raccontato Stipe in un’intervista per ARTnews. Alcuni nomi sono dunque finiti su vasi di ceramica, creati da Caroline Wallner. “Ho scelto delle persone che potessero ispirarla“. Ha poi continuato Stipe. Aggiungendo di averle lasciato carta bianca sul come realizzare i vari vasi.

Coraggio e vulnerabilità

Due aspetti centrali del libro di Michael Stipe sono il coraggio e la vulnerabilità. “Questo libro rappresenta anche quelle persone che io definisco eroiche sia per il loro coraggio sia per la loro vulnerabilità“. Ha spiegato Stipe sempre durante l’intervista con ARTnews. Il 2020 gli ha offerto nuovi spunti di riflessione su questi due temi. Se fino allo scorso anno Stipe definiva il coraggio in un determinato modo, il 2020 gli ha fatto capire che vi sono molti modi per essere coraggiosi. E che ogni persona ha una definizione diversa di coraggio e anche di vulnerabilità. La scelta di mettere Tilda Swinton in copertina è legata a questi due grandi temi. “Abbiamo permesso che l’idea di coraggio e vulnerabilità fosse relativa al genere, culturalmente parlando“. Ha infatti affermato Stipe. Per il cantautore il 2021 dovrebbe rappresentare il superamento dei stereotipi di genere. Il coraggio e la vulnerabilità appartengono a tutti.

Michael Stipe: un libro per raccontarsi e ragionare

Sono tante le persone che appaiono in questo libro. Alcuni esempi sono John Giorno, Kirsten Dunst, Greta Thunberg, amici e familiari di Stipe. Ognuno di loro rappresenta un lato di Michael Stipe. Poco importa se ciò riguarda l’ammirazione che prova per determinate persone o l’affetto che prova per loro. Stipe si è raccontato, per sbaglio forse, tramite loro. Tirando fuori così le sue idee, il suo coraggio e la sua vulnerabilità. Ed è incredibile come quel titolo dato per sbaglio possa quasi essere considerato il vero titolo del libro. Le difficoltà vissute nel 2020 sono diventate materia di studio. Dando così a Stipe la possibilità di riflettere su un periodo storico così particolare. Non solo per via della pandemia, ma anche per le innovazioni tecnologiche o le riflessioni sul binarismo di genere. “Viviamo in un periodo affascinante“. Ha affermato Stipe durante l’intervista. Affascinante, certo, ma anche molto particolare.