Come da tradizione, dall’1 al 7 Aprile, abbiamo ritrovato Miart  protagonista indiscussa della Milano Art Week 2019. Con la primavera è fiorita anche l’arte Milanese, estendendosi in questo evento sul territorio del Comune e donandoci immagini di arte moderna e contemporanea a livello internazionale. É stata Fiera Milano con la direzione di Alessandro Rabottini a organizzare Miart, grazie anche al supporto del main partner Intesa San Paolo.

Tre gli assi portanti di Miart: arte contemporanea, arte moderna e design. E uno il tema centrale del 2019: il bene comune. La collaborazione fra Miart e Between art film ha visto infatti tre giornate di Miartalks, ovvero discussioni sul concetto di “bene comune”; molti sono stati gli interrogativi sulla sua natura profonda, sulle sue manifestazioni attuali, su come vada creato e protetto e su quali possano essere le sue future espressioni.

Between Art Film

Between Art Film è la casa di produzione cinematografica fondata da Beatrice Bulgari nel 2012. Il suo obiettivo è quello di incoraggiare lo scambio tra i diversi linguaggi artistici del nostro tempo, attraverso la produzione di film d’artista, di documentari e attraverso il sostegno di progetti istituzionali legati all’immagine in movimento. Miart è stata quindi un’occasione per poter esprimere queste sue potenzialità, offrendo e donando nuovi punti di vista e motivazioni ai partecipanti.

L’edizione 2019 potrebbe considerarsi particolarmente ambiziosa e ha visto la partecipazione di innumerevoli luoghi dedicati alla creatività e alla cultura: Citylife; il Parco delle Sculture; i Chiostri di Sant’Eustorgio; il Museo Diocesano; FM – Centro per l’Arte Contemporanea; le Fondazioni Adolfo Pini, Arnaldo Pomodoro, Carriero, ICA Milano, Nicola Trussardi, Prada Milano e Stelline; Gallerie d’Italia; GAM – Galleria d’Arte Moderna; il Museo del ‘900; il Museo Poldi Pezzoli; l’Osservatorio Fondazione Prada; PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea; il Palazzo Dugnani; Palazzo Reale; Pirelli HangarBicocca; la Triennale Milano e la Triennale Teatro dell’Arte.

Sette è il numero delle sezioni della fiera, quelle sezioni che hanno accolto il dialogo fra ricerche artistiche contemporanee, maestri del dopoguerra, talenti emergenti e design da collezione. Centottantacinque sono le gallerie internazionali provenienti dall’Italia e da altri diciotto Paesi: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Messico, Perù, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Turchia e Ungheria.

http://www.miart.it/

I nomi e le gallerie

I grandi nomi internazionali hanno spiccato all’interno della grande esposizione: Cabinet (Londra), Corvi-Mora (Londra), Marian Goodman Gallery (New York – Parigi – Londra), Hauser & Wirth (Hong Kong – Londra – Los Angeles – New York – Somerset – St. Moritz – Gstaad – Zurigo), Herald St (Londra), Galerie Thaddaeus Ropac (Parigi – Londra – Salisburgo) e Tucci Russo (Torre Pellice).

Numerose le gallerie che hanno confermato la loro presenza: A Arte Invernizzi (Milano), Alfonso Artiaco (Napoli), Bortolami (New York), Isabella Bortolozzi (Berlino), Campoli Presti (Londra – Parigi), ChertLüdde (Berlino), Clearing (Bruxelles – New York – Brooklyn), Galleria Continua (San Gimignano – Pechino – Boissy-le-Châtel – L’Avana), Raffaella Cortese (Milano), Thomas Dane Gallery (Londra – Napoli), Massimo De Carlo (Milano – Londra – Hong Kong), Dvir Gallery (Bruxelles – Tel Aviv), Kalfayan Galleries (Atene – Salonicco), Gladstone Gallery (New York – Bruxelles), Kaufmann Repetto (Milano – New York), Peter Kilchmann (Zurigo), Andrew Kreps Gallery (New York), Lelong & Co (Parigi), Magazzino (Roma), Mai 36 (Zurigo), Giò Marconi (Milano), Massimo Minini (Brescia), P420 (Bologna), Gregor Podnar (Berlino), Lia Rumma (Milano – Napoli), Sprovieri (Londra) e Zero (Milano).

Ovviamente non è mancato il tema dell’arte del secolo scorso: Cardi (Milano – Londra), Casoli De Luca (Roma), Cortesi (Lugano – Londra – Milano), Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. (Bologna – Parigi – Milano), Galleria dello Scudo (Verona), Mazzoleni (Londra – Torino), Montrasio Arte (Monza – Milano), Repetto Gallery (Londra), Robilant + Voena (Londra – Milano – St. Moritz), Richard Saltoun (Londra), Gian Enzo Sperone (Sent – New York), Studio Marconi ’65 (Milano), Tega (Milano) e Tornabuoni Arte (Firenze – Milano – Parigi – Londra).

Miarteducational e LOVE

Non dimentichiamo Miarteducational, il servizio di visite guidate gratuite realizzate grazie al supporto di Fidenza Village e Value Retail, per rendere accessibile l’arte al grande pubblico. Da questo stesso principio è nato anche il progetto dell’illustratrice Camilla Falsini: LOVE. LOVE è arte, moda e illustrazione, è un’invasione di colori, simboli e personaggi che, da febbraio ad aprile, hanno trasformato e reinventato gli spazi cittadini.

«La parola amore oggi ci sembra superata. Spesso abbiamo quasi l’impressione che ad usare la parola amore ci sia da vergognarsi. Per questo trovo che usare l’arte per portare un messaggio forte come “LOVE” sia una scelta coraggiosa». Questo il pensiero artistico-umano di Camilla, pensiero che, attraverso LOVE, ha fatto sicuramente centro.

https://www.camillafalsini.it/wp/home

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