Fine dell’estate in vista? Ancora no, ma una prima ‘rottura’ dell’anticiclone potrebbe verificarsi nei primi giorni di settembre.
Dalle simulazioni modellistiche degli esperti metereologi, traspare l’ipotesi di un paio di fasi più movimentate, nel corso delle quali l’alta pressione dovrebbe cedere un po’ il passo a infiltrazioni di correnti più instabili atlantiche o nordatlantiche.


Una prima fase potrebbe concretizzarsi tra il 3 e il 5 del mese. Infiltrazioni di aria atlantica più umida, potrebbero determinare locali temporali su Alpi e Prealpi (fenomeni qui, peraltro, già presenti nel periodo precedente) e, in forma più irregolare, in estensione anche a parte delle pianure settentrionali. Intorno al 4-5 del mese, moderati fronti instabili potrebbero entrare in azione anche verso le regioni centrali, con locali temporali.
Probabilmente non un granché in termini di instabilità ma – spiegano gli esperti metereologi – una maggiore variabilità generale con onde anticicloniche meno pronunciate, un andamento termico più nella norma e, ribadiamo, rischio di locali temporali al Nord, localmente sulle pianure settentrionali e sui rilievi appenninici.

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