Meteo – Giornata nera sopratutto al Sud un morto e diversi danni.

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C’è una vittima per il maltempo. Un 80enne ha perso la vita questa mattina nelle campagne di Altamura, in provincia di Bari, dopo essere stato travolto da un ramo che si è spezzato per il forte vento. L’uomo è morto sul colpo.

BASILICATA – Allagamenti e danni al Sud. A Matera forti disagi per un violento temporale. I maggiori problemi in città sono stati segnalati in via Lucana. Fiumi d’acqua, inoltre, si sono riversati nei Sassi e in alcune vie degli storici rioni la violenza dell’acqua è penetrata con molta forza in alcune abitazioni provocando danni. In via Bruno Buozzi, nel Sasso Caveoso, la pavimentazione in basolato è stata divelta dalla forza dell’acqua che ha trasportato detriti e fango in piazza San Pietro Caveoso.

Allagamenti anche nei locali ipogei che ospitano i negozi di artigianato artistico e i bagni pubblici che si affacciano in piazza Vittorio Veneto. In via Casalnuovo un’abitazione è stata invasa dall’acqua per lo scoppio di una condotta idrica. La segreteria provinciale della Fials ha inoltre segnalato l’allagamento di alcuni ambienti dell’ospedale di Matera. Scuole chiuse per ordinanza del sindaco.

Oltre cinquanta gli interventi dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Matera a seguito del nubifragio che ha colpito particolarmente la zona del Metapontino dove i danni sono ingenti, in particolare per una tromba d’aria a Policoro. In tutti i comuni le scuole sono rimaste chiuse e sono stati allertati i centri operativi comunali. Ancora presto per la conta dei danni, sono in corso gli interventi di rimozione dei numerosi alberi caduti sulle strade interne della zona e di tendoni utilizzati nei campi agricoli. Acquedotto Lucano ha comunicato che le forti piogge hanno causato ”l’intorbidimento della sorgente del Frida e la conseguente riduzione delle portate idriche”.

CAMPANIA – Diversi i danni causati dal maltempo a Capri. Le forti raffiche di vento hanno causato il distacco di uno spigolo di cornicione dalla torre campanaria nella celebre Piazzetta, con i calcinacci caduti sulle scale del ristorante sottostante. Il vento ha anche fatto volare parte della copertura del ristorante. La zona è stata messa in sicurezza dai Vigili del fuoco intervenuti sul posto, non si registrano feriti. La tempesta ha causato anche lo stop per molti collegamenti marittimi tra l’isola e la terraferma, mentre alcune zone dell’isola sono state interessate da blackout elettrici.

La Protezione civile della Regione Campania ha prorogato l’avviso di allerta meteo attualmente in essere per vento forte, mare agitato e temporali fino alle 18 di domani su tutto il territorio. Il quadro meteo evidenzia una modifica della perturbazione: cambia, infatti, la direzione dei venti. Nell’avviso sono evidenziati “venti forti dai quadranti occidentali con locali rinforzi e possibili raffiche” e “mare agitato, con possibili mareggiate lungo le coste esposte”. Prorogata anche la criticità idrogeologica di colore giallo per rischio localizzato.

Scuole chiuse a Napoli anche mercoledì. La decisione è stata presa dal Comitato operativo comunale, convocato a seguito della proroga dell’allerta meteo per vento forte da parte della Protezione civile della Regione Campania. L’ordinanza firmata dal sindaco Luigi de Magistris prevede la chiusura delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, oltre che dei parti e dei cimiteri. L’ordinanza consente ai dirigenti scolastici o ai loro delegati l’ingresso nelle scuole per la ricognizione degli eventuali danni.

La Giunta regionale della Campania ha conferito al presidente Vincenzo De Luca il mandato ai fini della richiesta dello Stato di emergenza da inoltrare al Consiglio dei ministri tramite il Dipartimento nazionale della Protezione civile. La richiesta è in riferimento agli eventi connessi al maltempo dal 3 novembre in poi.

PUGLIA – Allagamenti vengono segnalati alla sede della Protezione civile della Puglia da diverse aree soprattutto della provincia di Bari dove si sono abbattuti temporali accompagnati da forti venti. Ad Adelfia sono cadute le luminarie della festa di San Trifone. Decine di sindaci hanno emesso ordinanze di chiusura delle scuole. E un’allerta arancione per la giornata di mercoledì per vento su tutto il territorio regionale e un’allerta gialla per rischio idrogeologico e per temporali su tutto il territorio regionale e per rischio idraulico su Bacini Lato e Lenne (Taranto), dalle 20 di martedì e per le successive 24 ore, è stata emanata dal Centro Funzionale Decentrato della Protezione civile della Puglia.

SICILIA – Allerta gialla poi per la Sicilia. La Protezione civile regionale ha diffuso un avviso per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico valido fino alle 24 di mercoledì. Dalle prime ore del giorno “si prevedono venti di burrasca sud-orientali, con raffiche di burrasca forte o tempesta e forti mareggiate lungo le coste esposte. Precipitazioni diffuse e persistenti, a prevalente carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da frequente attività elettrica”. Tragedia sfiorata a Isnello, nel palermitano, per il crollo stamani, a causa del forte vento, della croce e di parte della sfera in cemento sottostante dal campanile della Matrice. Fortunatamente non ci sono stati feriti.

Scuole chiuse in diverse città della Sicilia orientale, da Messina a Catania. L’allerta della Protezione civile ha spinto il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, d’intesa con l’assessore comunale alla Protezione civile Alessandro Porto e quello alla Scuola Barbara Mirabella, a firmare una ordinanza che prevede, tra l’altro, la chiusura di scuole, parchi, giardini pubblici, mercati e cimiteri per mercoledì. Esempio seguito anche dai sindaci di Caltagirone e Calatabiano. E anche di Messina. Scuole chiuse e cimitero off limits a Canicattì, nell’Agrigentino. Danni a Licata per la tromba d’aria di ieri pomeriggio e i nubifragi che da due giorni hanno colpito la città.

ACQUA ALTA A VENEZIA – A Venezia e a Chioggia, intorno alle 5.30, sono state fatte suonare le sirene d’allarme che hanno avvisato la popolazione dell’arrivo dell’acqua alta. Arrivata a quota 130 centimetri, ha invaso poco meno del 50 per cento del centro storico di Venezia e gran parte di Piazza San Marco, uno dei punti più bassi della città, e ancora una volta non ha risparmiato la Basilica di San Marco, “invadendo l’atrio con 70 centimetri d’acqua, che sicuramente produrranno danni ai materiali lapidei, mattoni e alle colonne dello storico edificio – spiega all’Adnkronos l’ing. Campostrini della Procuratoria di San Marco – Noi abbiamo messo in atto un sistema di valvole e di pompe che protegge la basilica fino ad acque alte di 80 centimetri, ma poco possiamo contro acque alte di 130 centimetri come quella di oggi, e il problema è che sono previsti altri picchi nei prossimi giorni. Stiamo studiando un sistema che possa proteggere i muri e quindi gli intonaci e i mosaici anche con le acque alte eccezionali, ma c’è bisogno dell’intervento dello Stato”.

“Era stato preannunciato da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche e dal suo concessionario il Consorzio Venezia Nuova un progetto per proteggere e impermeabilizzare tutta piazza San Marco, di cui oggi però non si sa più nulla – sottolinea Campostrini – la Basilica di San Marco deve essere protetta dall’acqua alta il più presto possibile, il tempo non è una variabile indipendente, una protezione tra 10 anni non è la stessa cosa che averla domani, e l’invecchiamento della basilica ad ogni acqua alta aumenta”.

TRIESTE – Acqua alta anche a Trieste, che ha sommerso la Scala reale, sulle Rive di fronte a piazza dell’Unità d’Italia e parte del Molo Audace. Previste abbondanti precipitazioni accompagnate da vento forte e raffiche di Bora

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