Ancora una volta l’orrore delle fosse comuni si abbatte sul Messico. Nella notte italiana le autorità locali hanno confermato una notizia che già aveva iniziato a circolare nelle ore precedenti: il ritrovamento di due fosse comuni tra gli Stati di Jalisco e Sonora, all’interno delle quali ci sarebbero in totale 45 corpi di persone già da un po’ di tempo dichiarate “desaparecidos”.

È stata l’agenzia di stampa messicana Notimex a diffondere i primi dettagli del macabro rinvenimento: la prima buca conteneva ben 30 cadaveri ed è stata localizzata a Cajeme, nello Stato di Sonora, dall’Associazione delle Donne guerriere cercatrici, coadiuvate da alcuni membri dell’Agenzia ministeriale di Indagini criminali. È da sottolineare l’impegno di quest’organizzazione che, nata appena un anno fa, è riuscita scovare già 48 resti delle circa 800 persone dichiarare misteriosamente scomparse lungo l’area che abbraccia Guaymas y Empalme.

Inoltre, come riportato Gerardo Octavio Solis Gomez, responsabile della Procura generale dello Stato di Jalisco, in seguito ad una segnalazione anonima le autorità locali hanno scoperto un’altra fossa comune al cui interno si trovavano i corpi senza vita di 15 persone (14 uomini e una donna). Era nelle vicinanze di Zapopan, a pochi passi da una fattoria che sorge lungo la colonia El Colli. Dalla Procura si apprende che le operazioni di ricerca non sono ancora terminate e che andranno avanti ancora per una settimana, poiché gli investigatori non escludono che nei dintorni possano nascondersi altri resti umani.

Purtroppo quella relativa alle fosse comuni è una vera e propria piaga che perseguita il Messico ormai da diversi anni. Stando ad una rilevazione statistica effettuata qualche anno fa, le autorità fino ad ora avrebbero portato alla luce (esclusi i ritrovamenti recenti) addirittura 174 buche clandestine, per un totale di circa 601 cadaveri, di cui 485 non ancora identificati (per una percentuale dell’80%). Questi numeri si basano su un rapporto stilato dalla Procura generale della repubblica, pubblicato dalla testata El Universal che lo aveva ottenuto grazie alla legge sulla trasparenza dei documenti pubblici.

Messico: l’agghiacciante rapporto sulle fosse comuni.

Dal testo si apprende che dopo il 2011, quando vennero scoperte 14 fosse comuni recanti 120 corpi a San Fernando, nello Stato di Tamaulipas, c’è stata una decisa impennata delle attività di ricerca e di ritrovamento di questi macabri cimiteri clandestini. Guardando al dato generale, sono 16 su 32 gli Stati del Paese dell’America Centrale in cui sono avvenute queste tristi scoperte, mentre quello con il maggior numero di morti attualmente è Guerrero, vessato dalle azioni criminali dei narcotrafficanti e della mafia locale: finora si contano 79 fosse comuni e quasi 200 resti umani.

Tra l’ottobre del 2014 e il febbraio dell’anno successivo, invece, solo nella città di Iguala le autorità messicane hanno trovato 38 tombe clandestine recanti 87 corpi. C’è da segnalare che proprio qui, nel settembre di qualche anno fa, sono misteriosamente scomparsi circa 43 studenti di una scuola magistrale che si erano resi protagonisti di una manifestazione di protesta contro la criminalità organizzata e la corruzione dilagante nella loro città.

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