Messico, il Muro della Fratellanza di Enrique Chiu

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Dalla vittoria dell’attuale Presidente degli Stati Uniti Dondald Trump la questione del confine con Messico è stata ampiamente dibattuta. L’obiettivo del Presidente, già annunciato durante la campagna elettorale, sarebbe quello di mettere fine al fenomeno dell’immigrazione clandestina dal Messico verso gli Stati Uniti con una barriera di cemento lungo il confine. Questo muro sarebbe lungo 3100 km e alto almeno 12 metri.

L’opera in questione dovrebbe fungere da rinforzo per la lamiera già esistente che separa USA e Messico, costruita durante il mandato Clinton nel 1994 a causa dell’ondata migratoria proveniente dal Messico. Il popolo messicano ha sempre definito questa barriera “Muro della Vergogna”.

Enrique Chiu, un artista messicano, insieme a moltissimi volontari sostenitori del progetto “un mondo senza muri” ha lavorato negli ultimi tre anni alla creazione di un grande murale che si estende per un miglio nel lato messicano del confine tra i due stati, nella zona di Tijuana.

Durante un’intervista Chiu ha dichiarato di dedicare questo progetto a: “tutti coloro che stanno cercando una vita migliore anche se questo comporta enormi rischi e a tutti coloro che sono stati espulsi o sono stati separati dalle loro famiglie”.

Il progetto ha avuto inizio nel 2016 con l’aiuto della popolazione locale. Il murales raffigura immagini, storie e simboli della cultura e del folklore messicano.

L’artista ha col tempo invitato sia artisti che persone desiderose di collaborare alla sua creazione.

Il murales, identificato come “Muro de la hermandad” (Muro della fratellanza), ricco di stili e colori diversi, simbolo di uguaglianza e solidarietà in risposta alla costruzione di un muro carico di odio.

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