Memoriale della Resistenza: di nuovo online dopo attacco hacker

Cosa era successo?

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Memoriale della Resistenza

Questa mattina è tornato online il Memoriale virtuale della Resistenza italiana. Il sito è ora raggiungibile su noipartigiani.it.

Cosa era successo al Memoriale della Resistenza?


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Il Memoriale era finito sotto attacco hacker ieri sera, proprio nel giorno del suo debutto sul web. Il portale era stato oggetto di un attacco DDos, ma in nottata i tecnici dell’Anpi sono riusciti a risolvere il problema. Sulla pagina ora si possono consultare regolarmente le interviste ad oltre 150 partigiani e partigiane che hanno partecipato alla lotta per la Liberazione.

Cinquecento partigiani si raccontano: La nascita del Memoriale della Resistenza

Il ministro Franceschini ha dichiarato: “Così le generazioni più giovani capiranno che la guerra di liberazione è nata dal sacrificio di donne e uomini eccezionali”.

Cinquecento partigiani si raccontano

“L’antifascismo in casa di mia madre si respirava come l’aria”, dice Laura Wronowski, milanese, classe 1924, in apertura di una delle oltre 500 videointerviste a partigiane e partigiani che costituiscono il Memoriale della Resistenza Italiana. Si tratta di un vero monumento alla memoria, destinato soprattutto alle generazioni più giovani e a quelle che verranno. Ora è disponibile online, proprio a pochi giorni dalla festa della Liberazione.

Le parole del ministro Franceschini

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha subito definito questa iniziativa promossa dall’Anpi “straordinaria”. Un’iniziativa che vuole ricordare attivamente “quelle donne e quegli uomini che hanno scelto la strada della costruzione della libertà”, ha continuato il ministro. “500 testimonianze di voci e di volti, una grande conservazione della memoria che tramanderà per generazioni e farà capire, anche quando gli anni avranno allontanato ancora di più quei fatti, alle generazioni più giovani cosa fu la Resistenza, come fu costruita: sul sacrificio, sul lavoro, sulle mani di donne e uomini straordinari”. Un’iniziativa importante a cui si collegherà, ha sottolineato ancora Franceschini, il Museo della Resistenza di Milano, “un luogo scelto dallo Stato italiano e deputato permanentemente alla conservazione della memoria, che dovrà anche tenere in rete tutti gli altri luoghi, in tutta Italia, che hanno conservato le storie locali legate alla guerra di liberazione”.

Memoriale della Resistenza: la raccolta delle interviste

Laura Gnocchi e Gad Lerner si sono occupati di raccogliere ed editare le 500 interviste. Si tratta della prima volta in cui si realizzano in modo ordinato e sistematico le testimonianze dei partigiani e delle partigiane, come ha ricordato Gianfranco Pagliarulo, presidente Anpi. “Nel loro insieme queste memorie soggettive ci forniscono un affresco corale di quello che fu veramente, nella vita di chi vi ha partecipato, quel fenomeno chiamato Resistenza. Sono i ragazzi della radio che parlano oggi ai ragazzi del web. Il Memoriale è un servizio al paese, all’Italia restituita alla Repubblica democratica grazie alla Resistenza. Non a caso la colonna sonora del memoriale è ‘Bella ciao, inno alla liberazione e alla libertà”.

Un patrimonio da conservare

Laura Gnocchi ha sottolineato poi il ruolo fondamentale e faticoso delle donne nella Resistenza “madri e combattenti”, mentre Gad Lerner si è augurato che il portale Noi Partigiani vanga ampiamente frequentato. C’è un dato infine che accomuna tutte le videointerviste ed è lo storico Giovanni De Luna a indicarne l’importanza. “Le partigiane e i partigiani considerano la loro lotta di allora come l’apogeo della propria biografia, il caposaldo: quello che ci consegnano è una testimonianza da inserire in un patto di cittadinanza”. L’Anpi ha messo il Memoriale a disposizione del ministero dell’Istruzione.