Melissa D’Innocenzo, l’arte di raccontare la classicità coi post di Instagram

Classicismo che fa tendenza: la parola alla giovane Cultural Influencer sempre più seguita sui social

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Melissa D'Innocenzo

Ormai si sa, spesso greco e latino appaiono agli studenti come materie ostiche e indigeste, e oltremodo soporifere e inattuali. Tra sbadigli annoiati per lo studio di queste lingue “morte” e starnuti cagionati dalle relative culture, ormai tanto lontane nel tempo da risultare “polverose”, i giovani finiscono per non apprezzare il mondo classico. E se questo venisse presentato loro in modo divertente, appassionante e coinvolgente, valorizzando così la bellezza e la vivacità che in esso si cela? Impossibile? Forse no! In quest’intervista la giovane Cultural Influencer Melissa D’Innocenzo ci parla del proprio rapporto col mondo antico e in che modo promuove la cultura classica a colpi di post! E tu la segui su Instagram?

1) Ciao Melissa, rompiamo subito il ghiaccio. Raccontami un po’ di te! Chi sei e cosa fai nella vita? Quando hai deciso di aprire un canale Instagram?

Come scrivo anche sul mio Instagram “hum.litt“, “sono una Serpeverde, innamorata dell’arte, del mare e dell’amore”. Vivo in quella che per me è la città più bella del mondo, Roma, dove amo fare lunghe passeggiate. Per quanto riguarda quello che faccio, dopo essermi laureata a luglio in Filologia classica, sto momentaneamente insegnando in un liceo linguistico. Quando ho del tempo libero, scrivo, faccio ginnastica artistica, guardo serie tv e cartoni animati e ovviamente curo la mia pagina Instagram “hum.litt” (humanae litterae).

Ho aperto questo profilo nell’estate del 2018; all’epoca lo gestivo insieme a una mia amica. Sentivo il bisogno di condividere con gli altri le letture che mi segnavano di più; è così che ho scoperto il bookstagram. Con i libri, però, non raccoglievo molti consensi, quindi ho iniziato a parlare di un’altra parte di me: il greco e il latino. Definirmi Cultural Influencer è forse un po’ esagerato! Ci sono tantissime persone che “influenzano” molto più di me, ma nel mio piccolo faccio quello che posso per far capire la bellezza e la modernità di lingue che molti considerano morte.

2) Com’è nata la tua passione per il mondo classico?

A sei anni avevo già letto tutti i libri di mitologia greca che ero riuscita a procurarmi. A otto avevo deciso che avrei fatto il liceo classico. Non è mai scattato qualcosa di particolare, questa passione è sempre stata con me. Ma ho imparato ad amare la lingua e tutte le sue sfumature solo grazie allo studio della letteratura. Riconoscermi nelle parole di persone vissute duemila, duemilacinquecento anni fa ancora oggi mi lascia senza fiato e credo non smetterà mai di stupirmi.

Come studentessa ero brava. Più che altro, ero appassionata. In realtà, non brillavo nella traduzione vera e propria (cosa che ho raffinato negli anni all’università e grazie ai miei studenti di ripetizioni), ma adoravo, adoro, imparare. Quindi leggevo più di ciò che era richiesto: approfondimenti, testi, poesie. E mi trovavo a piangere su poesie di Tibullo che la professoressa non aveva mai dato da studiare. Al secondo anno avevo già letto tutte le poesie di Saffo e di Catullo. Comunque, devo tantissimo alla mia professoressa, senza di lei non sarei quella che sono oggi.

3) Passiamo alle tue letture: cosa leggi, Melissa?

Leggo di tutto. I miei generi preferiti sono il fantasy, a cui ho dedicato la mia adolescenza, i fumetti, che non mi hanno mai abbandonata, e ovviamente i classici latini e greci. Leggo anche poesia, gialli, classici ottocenteschi, distopici. Sono una lettrice onnivora, che non disdegna nemmeno le fanfiction e i webcomic. Ma nel mio podio ho al primo posto Medea. Voci. di Christa Wolf, che è per me un pezzo di cuore; da quando l’ho letto (e recentemente riletto) ha scavato, e continua a scavare, la mia interiorità.

Al secondo posto ci sono le Heroides di Ovidio; Ovidio mi incanta, tra lui e Catullo non so scegliere chi preferisco, ma le Heroides sono poesia pura. Al terzo, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, a cui sono affezionata per altro. Una menzione speciale al più grande tragediografo di tutti i tempi, Sofocle, all’immenso Dante, il cui Purgatorio mi ha fatto piangere dall’emozione, e alle graphic novel di Teresa Radice e Stefano Turconi che toccano l’anima come pochi. Comunque, apprezzo molto anche la narrativa contemporanea: tra le scrittrici italiane che occupano un posto d’onore nella mia libreria personale c’è sicuramente Elena Ferrante!

4) Il mondo della classicità e le forme espressive della contemporaneità possono apparire due realtà inconciliabili. Oppure no?

No, decisamente no. È vero che la classicità è di nicchia, ma penso alle pagine su Facebook e Instagram che raccolgono intorno a loro classicisti di tutte le età grazie ai meme. La mia preferita è da sempre Apostrofare Catilina in senato facendogli sapere che ha rotto il cazzo. Per fare un esempio anche internazionale mi viene in mente Classical studies memes for Hellenistic teens. Fanno entrambe ammazzare dalle risate, se hai presente i riferimenti storici e/o letterari.

Penso però anche ai tantissimi disegnatori che seguo a cui piace modernizzare poeti greci e latini o divinità. Addirittura da qualche tempo va di moda un genere letterario/estetico che si chiama “dark academia”: tutto ruota intorno alla bellezza dell’arte, della letteratura, del greco antico (per capirci, riprende le atmosfere de “L’attimo fuggente”).

Detto questo, devo però confessare di tenermi molto lontana dalle serie tv a tema classico, soprattutto se di produzione americana. L’ultimo film che ho visto a tema penso sia Il primo re, uscito nel 2019: apprezzato tantissimo, ma forse più per il fatto che parlavano in protolatino che per il film in sé. Diciamo che preferisco essere una fruitrice di libri e fumetti.

5) Lucrezio scriveva, attraverso la famosa immagine della medicina amara data al bambino, che la poesia è il miele che addolcisce la dottrina filosofica. Analogamente, pensi che fanfiction, graphic novel e altri generi della contemporaneità possano essere impiegati per far appassionare i giovani a discipline complesse come gli studi classici?

Sì. Da questo punto di vista con la mitologia è più semplice. Olimpo: gioie e disagi, su Facebook, è riuscito a creare vignette divertenti su temi che a volte non lo sono affatto. Allo stesso modo, Rachel Smythe, creatrice di Lore Olympus (fumetto gratuito su Webtoon), è riuscita a far appassionare un pubblico internazionale alle vicende di Persefone e Ade, modernizzandole. Ma mi viene in mente anche Morgoroth che tra un fumetto sul Signore degli Anelli e uno su Harry Potter condivide le sue poesie umoristiche in versi, ricondivise e commentate da tantissime persone! Penso ai fumetti di Lucrezia Diana, autrice di Dead Romans Society, in cui immagina la vita dei poeti latini nell’aldilà e li disegna con una grazia straordinaria.

La stessa redazione di Topolino propone da sempre storie collegate ai fondamenti della nostra cultura; proprio in questi ultimi mesi ha portato avanti una serie in cui la storia di Roma è raccontata attraverso i cambiamenti che un villaggio di paperi affronta entrando in contatto con la grande potenza romana. Con le fanfiction è forse più complicato: chi ricerca fanfiction sulla storia romana o greca è perché già ha un interesse. Fumetti, web comic e graphic novel sono certamente la via migliore.

Link al profilo di Melissa D’Innocenzo: “hum.litt