Melatonina: l’ormone del sonno

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Melatonina

La melatonina è un ormone prodotto dall’organismo, dalla ghiandola pineale. Questa è una ghiandola del cervello che svolge un ruolo essenziale nella fisiologia del sonno e nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Cartesio la chiamava “il terzo occhio” per la sua sensibilità alla luce, ad esempio nelle lucertole.

Come funziona la melatonina?

La produzione e il rilascio di questo ormone dipendono dalle condizioni di esposizione alla luce, con un aumento al buio, durante la notte, e una diminuzione nelle ore di luce, durante il giorno. La produzione di melatonina diminuisce con l’aumentare dell’età. I ridotti livelli dell’ormone rilasciati durante la notte possono contribuire al problema dell’ insonnia e del risveglio precoce, spesso osservati negli anziani. La produzione ha un andamento stagionale, con periodi di produzione più brevi in estate e più prolungati in inverno. La presenza di una fonte di luce durante la notte può bloccare la produzione della melatonina e può causare disturbi del sonno.


Per cosa viene utilizzata

  • Disturbi del sonno e del ritmo circadiano, può aiutare a migliorare questi disturbi sia negli adulti, sia nei bambini. Per l’eventuale somministrazione nei bambini è sempre necessario consultare il pediatra
  • difficoltà nel prendere sonno, può verificarsi un ritardo nell’addormentarsi che causa un risveglio tardivo. La ricerca scientifica ha dimostrato che l’assunzione di melatonina riduce (di poco) il tempo necessario per addormentarsi
  • insonnia, potrebbe aiutare chi soffre di incapacità di addormentarsi e di rimanere addormentato (insonnia), migliorando leggermente la qualità del sonno, la durata ed il tempo necessario per prendere sonno
  • jet lag, la melatonina può migliorare i sintomi del jet lag (disturbi del sonno e dell’attenzione causati dalla variazione di fuso orario), come la difficoltà a mantenere vigile l’attenzione
  • disturbi del sonno dovuto ai turni di lavoro, alcune ricerche suggeriscono che potrebbe migliorare la durata e la qualità del sonno durante il giorno nelle persone il cui lavoro richiede turni notturni
  • disturbi del sonno nei ciechi, può contribuire a ristabilire il ritmo circadiano in quei soggetti che, totalmente privi della vista, non hanno l’ausilio della luce per orientare l’orologio biologico
  • disturbi del ciclo sonno-veglia, nei bambini con disabilità

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Quando e quanta prenderne

A differenza di molti farmaci utilizzati per l’insonnia, è improbabile che una persona possa diventare dipendente dalla melatonina, oppure non risponda più alla somministrazione di compresse (assuefazione). Assunta per bocca in quantità adeguate è, generalmente, sicura. Di solito, il dosaggio da prendere è basso. I più comuni effetti indesiderati (effetti collaterali) dovuti all’assunzione di compresse di melatonina sono mal di testa, vertigini, nausea e sonnolenza. Proprio per quest’ultimo effetto collaterale è consigliabile non guidare e non usare macchinari entro cinque ore dall’assunzione della compressa. Inoltre, il suo uso non è raccomandato durante la gravidanza e durante l’allattamento.
Può interferire con alcuni farmacia quali:

  • anticoagulanti, combinando l’uso di melatonina con questi ultimi si potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento ed emorragie
  • antiepilettici, la melatonina potrebbe inibire gli effetti degli anticonvulsivanti nei bambini con epilessia
  • farmaci per il controllo della pressione sanguigna alta (farmacia ipertensivi), la melatonina potrebbe interferire con i farmaci per il controllo dell’ ipertensione
  • farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, come i sedativi, l’uso di melatonina potrebbe interagire con questi farmaci e aumentarne l’effetto
  • farmaci per il diabete, la melatonina potrebbe influenzare i livelli di zucchero. Se si assumono farmaci per il controllo della glicemia, la melatonina va utilizzata con cautela
  • farmaci contraccettivi, l’uso di farmaci contraccettivi insieme alla melatonina potrebbe incrementarne gli effetti collaterali
  • farmaci per il trattamento della depressione, gli inibitori della ricaptazione (ri-assorbimento) della serotonina possono aumentare i livelli di melatonina, causando un’eccessiva sonnolenza
  • immunosoppressori, la melatonina può stimolare la funzione immunitaria e interferire con la terapia immunosoppressiva

Come per ogni cosa la misura corretta sta nel giusto mezzo: utilizzare la melatonina può essere utile ma non dimentichiamoci l’importanza di una corretta consulenza medica.

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