Medio Oriente: gli Stati Uniti riducono la difesa aerea

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Medio Oriente: gli Stati Uniti riducono la difesa aerea

Gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare alcune delle loro forze di difesa aerea da diversi paesi del Medio Oriente. Alcune di queste forze verranno ridistribuite altrove, si pensa nella zona indo-pacifica, per contrastare l’ascesa della Cina. Questo segna il cambio di politica di Washington in Medio Oriente. L’amministrazione Biden punta a rientrare negli accordi sul nucleare iraniano. Tuttavia i colloqui potrebbero complicarsi dopo la vittoria degli ultraconservatori alle presidenziali iraniane.

Medio Oriente: gli Stati Uniti riducono la difesa?

Il Pentagono ha riferito che gli USA ridurranno la loro difesa antiaerea in Medio Oriente. La difesa era stata rafforzata dal 2019 dopo l’aumento delle tensioni con Teheran. Il segretario della Difesa Lloyd Austin ha annunciato che gli USA ritireranno dalla regione entro questa estate alcune forze e attrezzature principalmente per la difesa antiaerea. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono ha già iniziato a ritirare otto batterie antimissile da Iraq, Kuwait, Giordania e Arabia Saudita. Oltre a uno scudo antimissile THAAD che era schierato in Arabia Saudita. La riduzione della difesa aerea è accompagnata dal ritiro di centinaia di soldati.

La portavoce del Pentagono, Jessica McNulty, ha affermato: “Alcune di queste apparecchiature saranno restituite agli USA per la manutenzione e le riparazioni necessarie. Altre saranno ridistribuite in altre regioni. Manteniamo una solida presenza militare nella regione, adeguata alla minaccia, e siamo fiduciosi che questi cambiamenti non influenzeranno i nostri interessi di sicurezza nazionale”. La portavoce non ha specificato dove sarà ridistribuita l’attrezzatura. Si pensa comunque nella regione indo-pacifica, dove Washington vuole contrastare l’ascesa di Pechino.

La nuova politica di Washington in MO

Questo nuovo ritiro evidenzia che la politica di Washington in Medio Oriente sta cambiando. Mentre la guerra in Afghanistan volge, per così dire, “al termine”, l’amministrazione Biden vuole aumentare le forze per contrastare la Cina, definita uno dei maggiori rischi per la sicurezza nazionale. Inoltre, l’amministrazione Biden vuole cercare di rinegoziare l’accordo sul nucleare con l’Iran, stracciato dal suo predecessore. Tuttavia, questo ultimo punto potrebbe risultare ora più complicato con la vittoria alle presidenziali iraniane dell’ultraconservatore Ebrahim Raisi, che si è detto pronto a liberare la Repubblica islamica dai nemici. La vittoria di Raisi significa che gli ultraconservatori ora governano su tutto. Questo vuol dire che al prossimo tavolo per i negoziati sul nucleare vorranno negoziare alle loro condizioni. Le elezioni di Raisi, quindi, potrebbe complicare i colloqui di Vienna.


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