Media e fake news: cosi alimentiamo la disinformazione

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I social network sono gli “ambienti digitali” più criticati ultimamente e definiti “tossici” , in quanto capaci di indirizzare il traffico e le azioni in Rete verso siti web che pubblicano notizie false, le cosiddette bufale o fake news.

Per affrontare l’epidemia di informazioni false, si sta lavorando per eliminare o segnalare tutto ciò che non è informazione e che potrebbe, quindi, influenzare le nostre percezioni e comportamenti (attività di fact-checking). Nel frattempo, gli utenti possono iniziare a fare la loro parte per frenare la diffusione di informazioni false.  Facebook, ad esempio, offre  agli utenti la possibilità di nascondere tutti i contenuti pubblicati o la pagina che ha postato il link falso o addirittura bloccarli del tutto. Per partecipare correttamente al processo di segnalazione e per aiutare ad eliminare notizie false, abbiamo bisogno di educare noi stessi su come individuare le fake news. Facebook descrive una notizia falsa come “volutamente falsa o ingannevole notizia,” o una “bufala smentita da una fonte affidabile.”

Cultura, consapevolezza ed educazione ai media.. tutto ciò è fondamentale.

Un gruppo di studiosi della Stanford University ha scoperto che soprattutto i minori hanno difficoltà nell’individuare le bufale, anzi, nella maggior parte dei casi, ciò che consultano in Rete, perchè più attraenti ed “inediti”, sono proprio contenuti fake.Sono totalmente incapaci di discernere reali notizie dalla pubblicità falsa e informazione inattendibile, ma questo è un problema anche dell’adulto genitore, insegnante e per lo stesso giornalista professionista.

Ecco alcuni consigli per “alfabetizzarci” dal punto di vista digitale, per riconoscere le false notizie e fermare il circuito della disinformazione:

Andare oltre il titolo: le notizie false vengono amplificate anche perché i lettori, troppo impegnati, non leggono oltre il titolo o il paragrafo iniziale prima di decidere se condividere o meno un articolo. Importante è anche  la data e ora di pubblicazione: un altro elemento diffuso delle notizie false è che vecchi articoli, o eventi passati, possono riapparire e portare la gente a credere che i fatti riportati siano appena accaduti. Controllare l’autore, ricercare la sua biografia e scritti precedenti, sono alcune azioni che possono svelare tantissime informazioni sulla fonte.  Controlliamo i link e le fonti utilizzate. La mancanza di link o di fonti per le affermazioni riportate, indica in maniera lampante che il post è probabilmente falso. I siti fasulli possono anche fornire diversi link a siti che sembrano confermare quanto riportato, ma che in realtà continuano a diffondere disinformazione.

Verifichiamo sempre che le affermazioni supportate dai link provengano davvero da fonti attendibili. Se rinunciamo a tutto questo, alimentiamo cosi la disinformazione e ricordiamo che  stare in Rete oggi non è un semplice passatempo, ma significa comunicare con consapevolezza e responsabilità.

Prima di condividere quindi.. pensiamo!

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