Medalla Parables of Friendship: realismo sinottico

L'artista si differenza nell'arte del Ventesimo secolo per la riflessione sulla realtà multitemporale e multistrato

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Medalla Parables of Friendship
La mostra di David Medalla a Museion ©Luca Guadagnini

Prosegue fino al 14 settembre a Museion a Bolzano la mostra di David Medalla Parables of Friendship. Un evento che presenta un artista per cui vita e arte coincidono. Ne parlano Steven Cairns e Fatima Hellberg.


L’attivista David Medalla e il realismo sinottico


Cosa pensano Steven Cairns e Fatima Hellberg della mostra di David Medalla Parables of Friendship?

Gli esperti parlano della mostra. “Durante la preparazione della mostra tra il 2020 e il 2021, abbiamo subito capito che
il lavoro di Medalla non doveva e poteva essere compartimentato. Anche se esistono nella sua biografia precisi passaggi e collaborazioni che rappresentano punti fermi ben definiti. La sua pratica è ‘interconnessa’, parola che abbiamo senza problemi utilizzato per definire sia il suo lavoro sia la sua rete di relazioni. L’artist non ha mai esplicitamente distinto tra arte e vita. Dedicarsi al lavoro e al suo cosmo significa affrontare la sfida e il privilegio di abitare uno snodo radicale e dialogico.
Sette decenni di pratica peripatetica, sparpagliati e nomadi, anni in cui spesso il suo lavoro è effimero, fugace. La prima sfida era tentare di mettere insieme un’esposizione che assecondasse l’approccio del creativo e non avesse intenzioni museologiche o storiche in senso cronologico. Talento gay filippino che negli anni Sessanta aveva costruito la sua pratica artistica in un contesto euro-centrico, nel Regno Unito e in Europa. La posizione era straordinariamente politicizzata e politica. Ha prodotto un corpus artistico unico, pionieristico e complesso, con un senso di anti-essenzialismo estremamente solido, ma anche strutturalmente fragile”.

Il lavoro di David Medalla

Si tratta di parametri molto ampi che possono quasi dare le vertigini, eppure sono adeguati alla portata e al tono che Medalla desiderava per il lavoro e all’ethos. La sua pratica includeva momenti di attività e impegno intensi, seguiti da spostamenti, rotture e movimenti fisici o metaforici. Le rotture sono rivelatrici e spesso indicano un tentativo di venire a patti con le strutture, ma anche con il suo ruolo al loro interno. Di conseguenza, il suo lavoro richiede anche un’autoanalisi curatoriale e istituzionale che prenda in considerazione la cornice e il contesto in cui è esposto. Contestualizzare una pratica così vasta
senza produrre definizioni ulteriormente positiviste o prescrittive? E d’altro canto, dove tracciare il confine tra una cura rigenerativa nelle modalità di presentazione e un processo che renda la sua pratica istituzionale? Il lavoro di David non è facilmente assorbito dal mondo dell’arte. La sua esperienza dell’Inghilterra e dell’Europa ha riguardato un sistema incapace di accogliere fino in fondo l’estremismo della sua pratica e delle idee. La sua prospettiva marginale rispetto agli schemi e alle istituzioni lo ha reso una figura capace di formulare proposte nuove, di indicare maniere alternative di stare al mondo.

La mostra di David Medalla Parables of Friendship

La mostra ha tentato di riprodurre la posizione eclettica e fluida di Medalla e per sperimentare l’interconnessione ha proposto una struttura alternativa. Un allestimento concepito in collaborazione con l’artista, regista teatrale e scenografo Michael Kleine. L’approccio organico si serve di interventi architettonici e allestitivi per creare atmosfere associative, favorendo momenti di irriverenza e concentrazione quasi sacra e energia libidica. Per David, la performatività e la vitalità erano fondamentali per la maniera in cui i suoi lavori esistono nel mondo. Le qualità di energia, coreografia e incarnazione sono elementi centrali della dimensione fisica individuata dalla mostra.

Memoria e intuizione

Sono le parole di Medalla a spiegare il suo lavoro. “Personalmente credo che l’invisibile rappresenti la totalità di ciò che
chiamiamo vita in tutte le sue forme manifeste: l’unità del micro e del macrocosmo. Ci rendiamo conto dell’unità solo in certi momenti di ispirazione che accadono in maniera casuale. Si verificano attraverso la memoria in cui veniamo a contatto col nostro passato e attraverso l’intuizione in cui costruiamo un ponte verso il futuro. Poiché viviamo solo nell’attimo, il ‘passato’ e il ‘futuro’ saranno per noi sempre invisibili”. In riferimento all’ethos fluido eppure eticamente preciso, i curatori hanno cercato di immaginare l’artista nella sua pratica, indagando e comprendendo la sua intenzione. La prospettiva esterna
diversamente da molti suoi contemporanei, accademici o persone che gli erano vicine, mostra la sua arte e la sua vita inestricabilmente legate. Nonostante la mostra sia completata dopo la scomparsa del creativo, non è ideata a contenitore di una retrospettiva dei suoi lavori di Medalla, riguarda i suoi settant’anni di carriera.

Multitemporalità e multidirezionalità

Studiando e catalogando gli scritti e le interviste di Medalla e conversando coi collaboratori ci siamo resi conto che considerasse l’identità un processo multitemporale e multidirezionale. Quindi una relazione con l’essere profondamente esperienziale e sperimentale. Gli aspetti erano qualcosa di artistico e filosofico ma anche di vissuto e, in quanto tali, hanno lasciato un segno profondo nella sua esistenza e nei suoi lavori. Per il pubblico e la ricerca, un principio chiave per orientarsi nella pratica di Medalla consiste nel comprenderla usando le sue stesse regole.

Un artista con un ruolo nell’evoluzione dell’arte contemporanea

Il lavoro di Medalla non si colloca agevolmente all’interno dei paradigmi di una genealogia storico-artistica eurocentrica. Tuttavia, a rifletterci oggi, può essere considerato parallelo a certi filoni radicali all’interno dell’evoluzione dell’arte contemporanea. Soprattutto ha incluso voci esterne al punto di vista delle tradizioni moderniste occidentali e al loro sistema di valori universali e proposto strade alternative al modernismo. È vero che la realtà di David non rispecchiava gli artisti del suo tempo e i suoi lavori attingevano direttamente a alcuni degli sviluppi fondamentali dell’avanguardia del Ventesimo secolo. I progetti avevano largo respiro, dalla galleria Signals e Artists for Democracy a Exploding Galaxy, ai suoi lavori successivi, col Mondrian Fan Club e la London Biennale, entrambi in collaborazione con Adam Nankervis. Nel costruire contesti e modi di fare arte, l’abilità di di spostarsi tra ruoli diversi è una strategia di sopravvivenza.

I materiali utilizzati per la mostra e il catalogo di David Medalla Parables of Friendship

L’archivio di materiali raccolti da Brett e relativi a Medalla comprende lettere, saggi e oggetti effimeri ed è in
via di catalogazione alla Tate Britain di Londra. Per preparare la pubblicazione i curatori hanno utilizzato un’ampia sezione di documenti, tra cui molti testi scritti dall’artista che ne descrivono idee e intenzioni. Uno datato 1° ottobre 1981, coglie la sua definizione di ‘realismo sinottico’ che nel 1979 era una nozione nuova, promossa come approccio al fare arte. Lo strumento interpretativo e forma mentis o ‘movimento alternativo’ aperto all’utilizzo altrui. Le prime, illuminate opere di David, sono fondamentali per comprendere lo sviluppo della sua pratica artistica, significative dell’alterità del suo pensiero.

Realismo sinottico

“In fondo io credo che tutta l’arte sia realistica, o meglio che sia un’espressione accentuata e concentrata della realtà”. Così scrive Medalla. “La realtà esiste su molti livelli che si interpenetrano, a volte si sovrappongono e ogni tanto si contraddicono e/o si eliminano l’uno con l’altro”. L’artista comprendeva la molteplicità del reale e era fortemente convinto che la sua esperienza e interpretazione fossero soggettive che non esistesse una lettura sola. Però all’interno dei contesti
istituzionalizzati è spesso sostenuta la visione che la visione possa essere universale. La propensione a sistemi di valori universali è una tradizione eurocentrica. Lo stato di cose lo incoraggiò a cercare proposte alternative e a volte contraddittorie, e fu alla base del suo studio del Buddismo, del Maoismo, dell’Edonismo trascendentale. Si occupò della preponderanza del tema socialista che negli anni Sessanta e Settanta riguardò i suoi lavori.

Dagger and Ammonia Boy

Il suo testo del 1981 sul realismo sinottico porta a titolo di esempio la sua serie di quadri Dagger and Ammonia
Boy
. Sottolinea i successivi ritorni di Medalla al medium tradizionale come strumento migliore per riflettere la propria ‘espressione della realtà’. Porta al suo massimo potenziale lirico lo studio dei tabloid londinesi che descrivono le imprese di un delinquente locale. Quindi non c’è contraddizione nel suo adottare ripetutamente il mezzo in una maniera che si contrapponeva all’approccio della ‘pittura concettuale’ com’era intesa nell’arte contemporanea degli anni Ottanta, Novanta e Duemila. L’artista spiega la sua concezione del mondo. “La realtà comprende i nostri sogni, le sensazioni soggettive, le
intenzioni, i desideri, le aspirazioni, il subconscio, cose difficili, se non impossibili, da quantificare. Forse anche la realtà più poetica e musicale di tutte: la memoria. Si potrebbe obiettare che questo faccia correre al suo lavoro il rischio di essere frainteso, spostando il fardello dell’interpretazione sulle spalle del pubblico. Al contrario, è profondamente personale e dall’altro simbolicamente autentico. La strategia affermativa allude ai diversi modi di vivere in un mondo in cui molti schemi
negano il tuo spirito e talvolta il tuo stesso essere.

Artista filippino

Nonostante abbia vissuto fuori dalle Filippine per gran parte della vita adulta, Medalla non ha mai rinunciato al passaporto filippino. Nel 1979, quando lo intervistò per Black Phoenix, Rasheed Araeen lo interrogò sulla situazione che dovevano affrontare le artiste e gli artisti dell’epoca. “Vedi qualche alternativa all’assetto attuale?”. L’artista ha risposto così. “Credo che l’unica alternativa sia la mobilità dell’artista, la sua mobilità fisica. Perché in un determinato momento puoi trovarti nella situazione tecnologicamente più avanzata, come a Berlino o a Londra… e un momento dopo in Africa o Asia”.

David Medalla Parables of Friendship

Comprendiamo che i confini materiali della sua pratica artistica erano permeabili, espandibili e in continuo movimento. L’adozione a largo spettro di media e materiali diversi si può meglio comprendere considerando il fatto che la maggior parte dei suoi lavori sono effimeri, transitori e abbozzati. Si trovano ai margini, nei taccuini o aggiunti sul retro di altre opere più ‘importanti’, era un aspetto della pratica di Medalla che ci ha interessato sin dalle origini della nostra ricerca. Era importante che nell’universo in crescita di cultura materiale occupasse nella mostra una posizione centrale. Molti degli oggetti sono
esposti per la prima volta come parte integrante di Parables of Friendship. Una ricchezza di flusso interconnesso di materiali, e al tempo stesso mostrare il rispetto e la cura necessari a rappresentare la sua opera.

Un artista contro il Capitalismo

Vista nella sua complessità, la pratica di Medalla può essere compresa al di là dei confini dei valori universali delle tradizioni del Ventesimo secolo. Anti-essenzialista per natura, si è opposta alle eredità euro centriche del colonialismo e dell’imperialismo. L’interconnessione di arte e vita è una necessità radicale nella messa a punto di una pratica alimentata dalla realtà multistrato e multitemporale di cui Medalla parla nel suo testo sul realismo sinottico. La sua personale realtà consisteva in una visione indipendente, nel combattere e resistere al Capitalismo e ad altri sistemi oppressivi. Si distingue per l’ottimismo e il coraggio di unirsi a altri per creare mondi nuovi, per quanto effimeri.

Immagine da cartella stampa.