Mecenate Antonio Presti e la Porta delle farfalle

Antonio Presti, cittadino onorario della città di Catania, dopo 22 anni rinnova il suo impegno per Librino con l'opera monumentale "La porta delle farfalle". Con l’apertura delle scuole, via all’allestimento del progetto visionario che nasce dal patto di fiducia coi residenti del quartiere periferico: oltre 15mila le persone coinvolte nel processo di condivisione di Conoscenza e Bellezza

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Mecenate Antonio Presti
I ragazzi coinvolti nella realizzazione dell'opera

Sono trascorsi 22 anni da quando il mecenate Antonio Presti ha ricevuto dall’Amministrazione comunale di Catania la cittadinanza onoraria. Ancora oggi rinnova l’impegno per il quartiere Librino con la semina dei valori legati all’Arte e all’Etica. Un percorso che si alimenta di gratitudine, ricambiata da migliaia di cittadini che vivono con lui la Rinascita. Si nutre di Arte, Conoscenza e Bellezza, contribuendo alla diffusione positiva dell’immagine del la contrada oltre i confini nazionali. È con lo stesso spirito che con l’apertura delle scuole partirà ufficialmente l’allestimento della nuova Porta delle Farfalle, opera monumentale che inneggia alla Gioia della Vita.


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Cosa unisce il mecenate Antonio Presti a Catania?

Un legame indissolubile unisce Presti alla sua gente che non è mai strumentalizzato e con innocenza ha costruito ponti di fratellanza, amicizia, solidarietà. Un rapporto che si nutre di fiducia, rispetto, speranza. Una vera e propria Democrazia della Luce che ha guidato scelte, visioni, azioni, innestando una nuova coscienza civile. Così Antonio Presti commenta il suo progetto visionario: «che illumina l’oscurità che ci avvolto negli ultimi due anni, restituendo all’Anima un varco che conduce
all’esperienza del Sogno». L’opera monumentale è un progetto che nell’ultimo anno ha coinvolto oltre 15mila persone con l’obiettivo di trasformare un muro di cemento dell’Asse dei Servizi. Deve diventare: «un Passaggio che consente di essere accolti nel grembo della Grande Madre».

La Porta delle farfalle, un lavoro monumentale

Oltre cento persone, tra maestranze, licei artistici, architetti, artisti e cittadini, sono coinvolte per dare vita alla più grande scultura al mondo in bassorilievo ceramico. Un chilometro e mezzo di Opera, in continuità con la Porta della Bellezza che dalla sua genesi è una grande agenzia educativa e spirituale per tutti. Un progetto monumentale nato in migliaia di ore di seminari, incontri, laboratori didattici che lo scorso anno scolastico hanno visto bambini e mamme a lavoro. Il progetto ha anche al supporto del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, nella persona di Giovanna Paladino, Responsabile della segreteria tecnica di presidenza della banca.

L’artista e le opere sociali

Alfio Allegra, Presidente della Sesta Municipalità di Catania parla del creativo. «Antonio Presti è sempre un punto di riferimento per il nostro quartiere e voglio ancora una volta ringraziarlo a nome di tutta la nostra comunità. Per lui Librino è sempre una priorità, un luogo a cui restituire dignità e identità. Tutte le sue Opere appartengono ai cittadini che le hanno sempre rispettate e onorate. Con lui abbiamo raccontato un quartiere positivo, diverso, vivo e creativo. Spero che possa davvero diventare un vero e proprio approdo per tutti quei turisti in visita».

Il mecenate Antonio Presti e la comunità di Catania

L’artista commenta il proprio impegno per la città. «Da cittadino onorario mi piace pensare al mio Diritto di Cittadinanza con la più alta e nobile espressione di impegno civile. Le idee possono prendere forma e essere proiettate sul territorio con un processo maieutico di integrazione e condivisione che guida il nostro modo di vivere e stare al mondo. La Politica della Bellezza nasce dal basso e produce un cambiamento, modifica concretamente il vissuto personale e collettivo, si nutre di relazioni autentiche. Dopo oltre due decenni c’è coerenza, armonia, voglia di ribellarsi all’inerzia che spesso trascina luoghi e persone nell’oblio. In nome di una politica sociale stiamo restituendo ai cittadini di Librino la visione della Bellezza, che trova il suo senso nel fare e non più nel chiedere».

Un processo artistico e sociale di miglioramento della città

Un testamento etico che continua a passare di madre in figlio, attraversando quattro generazioni, lasciando traccia e scavando un solco che si fa strada tra gli abitanti di Librino: «Il Sapere libera dalla schiavitù di questa contemporaneità. Oggi più che mai vogliamo sentirci liberi per restituire al cuore la sua vera essenza».Tutto è pronto, dunque, in attesa delle ultime autorizzazioni da parte dell’Amministrazione comunale. «In questi tempi di grandi solitudine civile ed etica, sento la necessità di fare un appello a imprenditori, industriali, associazioni e Fondazioni. Devono contribuire al processo artistico-sociale di rigenerazione urbana che non vuole essere solo strutturale ma spirituale. Tutto ciò nasce dal dono della mia Fondazione come impegno anche economico. Guardando alla realizzazione del Museo Internazionale di Fotografia, sento la necessità di coinvolgere tutte le forze positive della città, per costruire insieme la visione di futuro. Non più un progetto dell’Io ma un Progetto del Noi».

La Porta delle farfalle del mecenate Antonio Presti

Le scuole del quartiere di Librino e i Licei Artistici della Sicilia s’incontrano nuovamente per costruire un futuro in nome dell’etica. I numeri della nuova Porta delle Farfalle: un chilometro e mezzo di muro di cemento armato, oltre 5.000 studenti di 16 Licei artistici siciliani. Poi circa 10.000 bambini delle nove scuole della contrada e le relative famiglie. Hanno partecipato più̀ di 50 tra artisti e architetti selezionati dalla Fondazione Fiumara d’Arte, in collaborazione con una rete di giovani curatori. In questi mesi hanno realizzati i laboratori didattici col coinvolgimento delle associazioni, delle
chiese, dei condomini e dei ragazzi delle elementari e delle medie. Attività con cui i ragazzi hanno potuto approfondire lo studio teorico e la scelta dei valori della vita, avendo così la consapevolezza di diventare guerrieri di luce. Poi la pratica della lavorazione dell’argilla.

I ragazzi hanno creato delle sculture in terracotta

Tutor e esperti hanno formato gli studenti a creare dei manufatti di terracotta con cui hanno rappresentato i propri pensieri. «La Porta delle Farfalle – continua Antonio Presti – rimanda alla visione di un bambino che può attraversare un
momento cupo, buio, proprio come il bruco. Però può sempre scorgere la luce e in un istante può trasformarsi in lepidottero. Vorrei trasmettere la visione di sospensione e sogno contro la pesantezza della contemporaneità per restituire leggerezza a uno stato dell’anima che rischia d’implodere nella sua gravità. Ci sono tutti gli abitanti che proseguono il processo di condivisione con gli artisti, i bambini, in un percorso di crescita in cui devono assumere impegni etici, politici e culturali. Perché il potere è sapere, l’ignoranza è schiavitù. E con la Bellezza possiamo far crescere
cittadini liberi, cittadini educati non più a chiedere, ma a fare».

Immagine da cartella stampa.