Si profila una vera e propria battaglia legale intorno al progetto McDonald’s Terme di Caracalla, volto all’apertura di un nuovo fast-food a Roma proprio all’interno dell’area archeologica facente parte del centro storico della Capitale. Alla fine di luglio, dopo una serie di polemiche volte ad impedire che sorgesse un locale in una delle meraviglie del patrimonio storico-culturale della città eterna, è intervenuto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, di fatto, ha bloccato l’iniziativa della multinazionale statunitense.

In sintesi, il MIBAC con una nota ufficiale ha annunciato di aver annullato l’intera procedura che avrebbe portato alla realizzazione di un ristorante della catena McDonald’s proprio all’interno delle Terme di Caracalla. Dunque il dicastero di Via del Collegio Romano ha appoggiato le proteste di tutti coloro che non avrebbero mai voluto vedere panini, patatine fritte e quant’altro serviti tra i resti dell’impianto termale voluto dall’imperatore Caracalla. La decisione ministeriale è stata ampiamente caldeggiata dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, la quale su Twitter ha ricordato che bisogna fare sempre il possibile per tutelare le bellezze storico-archeologiche della Capitale.

Terme di Caracalla: il Mibac dice No al McDonald’s.

Nelle intenzioni dei promotori dell’iniziativa, il McDonald’s Terme di Caracalla dovrebbe sorgere in un’area di circa 35mila mq gestita da Eurogarden, che abbraccia la zona che comprende il primo tratto di Via Cristoforo Colombo, Via Baccelli e la più piccola Via Antoniana. Nello specifico, il complesso del marchio statunitense dovrebbe andare ad occupare 10mila mq e dovrebbe essere composto da un grande fast-food, da un McDrive per ordinare i menù direttamente dalla propria automobile e da un McCafè. Inoltre nel progetto è prevista una serra indoor.

Per adesso, in seguito alla presa di posizione del MIBAC, i lavori sono bloccati, ma proprio in queste ultime ore la società McDonald’s è intervenuta per comunicare che ben presto presenterà ricorso al Tribunale Amministrativo della Regione Lazio.

McDonald’s Terme di Caracalla, la replica dell’azienda: «Abbiamo deciso di intraprendere un’azione legale»

Lo stop ai lavori stabilito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali non è affatto piaciuto ai responsabili della catena di fast-food americana, i quali preannunciano battaglia. Tramite una nota ufficiale, McDonald’s ha affermato di aver appreso della decisione di MIBAC e Comune di Roma di revocare tutte le autorizzazioni necessarie per avviare un’ampia attività di riqualificazione dell’area su cui sorgono le Terme di Caracalla. Tuttavia, la società ha chiarito che fin dal 2015 si è impegnata nel rispettare le procedure amministrative stabilite dalla legge, ottenendo i permessi dagli enti preposti e tutti i nulla-osta per dare il via ai lavori.

Con una certa amarezza, commentando il blocco alla realizzazione del McDonald’s Terme di Caracalla, il brand americano ha sottolineato il suo profondo dispiacere nell’aver constatato che, dopo aver rispettato il lungo iter burocratico previsto, come spesso accade a tanti imprenditori italiani, tutto ad un tratto è stato annullato un progetto che avrebbe innanzitutto creato occupazione, ricordando che il danno maggiore sarebbe legato alla tempistica, poiché la decisione del MIBAC è giunta quando ormai i cantieri erano già stati approntati e si stava procedendo con la prima fase dei lavori.

L’azienda McDonald’s annuncia ricorso al Tar.

Preso atto della situazione, McDonald’s ha annunciato che presenterà ricorso al TAR del Lazio per far sì che possa ripartire un’iniziativa che punta soprattutto al recupero e alla riqualificazione di un’area di valore storico-culturale e allo stesso tempo all’apertura di un ristorante in una struttura già esistente che non prevede alcuna nuova edificazione. Nelle battute finali del comunicato, la multinazionale americana ha aggiunto che, come da sua abitudine, è sempre aperta e disponibile al confronto con tutti gli enti e le autorità preposte affinché si trovino le migliori soluzioni: «Per garantire i più elevati standard rispetto alle normative in vigore e al decoro urbano».

Milano: incidenti in due McDonald’s

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