Mauro Salizzoni cede il passo per la candidatura a Sindaco

"Su di me troppe riserve" così l'ex-chirurgo delle Molinette di Torino rinuncia alla corsa per le prossime elezioni

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Mauro Salizzoni, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, articolo di Loredana Carena

Mauro Salizzoni, attualmente vice Presidente del Consiglio regionale, ha annunciato ufficialmente che rinuncia alla candidatura alla carica di Sindaco del capoluogo piemontese per il centrosinistra.

Perchè Salizzoni ha rinunciato a candidarsi a Sindaco di Torino?

Chirurgo di fama internazionale, che ha diretto il Centro Trapianti di fegato dell’Ospedale Molinette di Torino dal 1990 al 2018, Salizzoni ha spiegato la sua decisione in una lettera aperta inviata giovedì 11 marzo ai suoi sostenitori.

Nella missiva il professore evidenzia come il suo profilo professionale, umano e di passione civile sia stato interpretato da molte persone come un fattore positivo di cambiamento sia sul piano politico che territoriale.

Alcune forze politiche, invece, anche all’interno del PD stesso di cui fa parte Salizzoni, hanno visto in questo aspetto un punto di debolezza per un futuro eventuale sindaco.

In mancanza di un ampio accordo sul suo nome, Mauro Salizzoni ha preferito uscire di scena per non essere un ostacolo.

Cosa accadrà ora nel PD?

Con l’uscita dalla scena dell’anti-Lo Russo si ipotizza la possibilità della formazione di spaccature in seno al PD, già immaginate da Mauro Salizzoni.

Infatti il vice Presidente del Consiglio regionale conclude la sua lettera con un pensiero che sembra annunciare una rottura nel centrosinistra e il pericolo di un’uscita della sinistra estrema dalla coalizione.

Mauro Salizzoni chiede di scegliere il candidato sindaco prendendo in considerazione tutte le istanze del centrosinistra torinese. Azione necessaria per garantire “l’unità della coalizione con una grande apertura alla società civile a alle tante competenze presenti nella nostra società”.

Testo integrale della lettera di Salizzoni

“Mesi fa avevo accolto l’invito, ricevuto da più parti, di mettermi a disposizione del centro sinistra per candidarmi a essere il nuovo sindaco di Torino. Incontri, colloqui, presenza nei quartieri per ragionare e scrivere insieme il programma per il rilancio di una città provata da crisi demografica, deindustrializzazione e infine pandemia: ho raccolto l’entusiasmo e la voglia di lavorare di alcuni gruppi politici e di molti esponenti e realtà della società civile, che rappresentano le forze vive di un capoluogo che fatica ad uscire da una fase di declino.

Certo la politica ha le sue regole e le sue dinamiche. Lo sappiamo. Lo so per l’attività e l’impegno che svolgo attualmente in Regione. È a tutti evidente come sia difficile giungere ad una “sintesi” sui diversi nomi in campo pur all’interno di una stessa squadra e come molte siano le variabili da considerare. Infatti proprio il mio profilo (umano, professionale e di passione civile), che viene visto da molte persone come un fattore di rinnovamento per la politica e per le sorti del nostro territorio, è stato ritenuto da alcune forze politiche (in particolare dentro il PD) come l’elemento di debolezza di una candidatura che non sarebbe adeguata a governare una città complessa.

Per cui, di fronte a queste riserve, in assenza di un ampio accordo sul mio nome, non intendo essere di intralcio e preferisco farmi da parte.

Mi auguro che la scelta del candidato o della candidata avvenga coinvolgendo tutte le istanze del centro sinistra torinese, garantisca l’unità della coalizione con una grande apertura alla società civile e alle tante competenze presenti nella nostra società.

Occorre incoraggiare e sollecitare chi è disponibile a mettersi in gioco per favorire un cambio di passo dell’azione politica e per costruire una solida visione sul futuro della città e di tutta l’area metropolitana.

I tempi ristretti per accedere alle risorse europee non consentono indugi, tutte le forze politiche devono sentirsi impegnate da subito nella individuazione dei progetti migliori per garantire sviluppo e coesione.

Continuerò a fare la mia parte, nel ruolo di vice Presidente del Consiglio regionale. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto, dedicandomi generosamente il loro tempo e la loro attenzione. Ringrazio soprattutto i tanti cittadini che mi hanno scritto, chiedendo di impegnarmi. Sono certo di poter contare sulla loro comprensione ed indulgenza”.