Maurizio Landini. Fuori e dentro la fabbrica

Nella, con e per la fabbrica!

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Maurizio Landini

Oggi Maurizio Landini compie 58 anni. Tanti auguri al segretario della CGIL

Nella fabbrica, con la fabbrica e per la fabbrica. Questo potrebbe essere in sintesi il contenuto più importante della vita di Maurizio Landini. Il sindacalista appassionato e intransigente, audace e autentico difensore dei diritti dei lavoratori, sempre vicino ai bisogni degli operai, sempre convinto del significato della fabbrica; fabbrica non come luogo in cui si avvertono meri meccanismi lavorativi ma fabbrica come casa, posto in cui stare bene, posto in cui lavorare bene.

Maurizio nacque il 7 Agosto 1961 a Castelnovo ne’ Monti. Compì gli studi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, s’iscrisse anche all’istituto per geometri ma dovette abbandonare poi la scuola e contribuire al sostentamento della famiglia. Giovanissimo, Maurizio, entrò in fabbrica come apprendista saldatore e fin da subito il suo rapporto con il mondo delle fabbriche non si limitò mai all’operaio disinteressato che lavora in fabbrica per vivere ma cercò sempre di vivere affinchè il lavoro fosse sempre giusto e gli operai sempre rispettati. Il “sindacalismo” probabilmente scorse sempre nelle vene del Landini e infatti già agli inizi degli anni ottanta divenne delegato della FIOM di Reggio Emilia. Da delegato divenne poi segretario generale e il 30 Marzo 2005 invece fu eletto nella segreteria nazionale come responsabile del settore dei veicoli a due ruote e del settore degli elettrodomestici.

Landini fu il responsabile della delegazione FIOM nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali delle imprese aderenti alla Unionmeccanica-Confapi e di quello delle imprese artigiane e il 1° Giugno 2010 fu eletto segretario nazionale della FIOM. Una nota azione del sindacalista risale al 2011, anno in cui ci fu il caso della Thyssen Krupp e la morte di sette operai in seguito a un incidente avvenuto nello stabilimento di Torino. Landini intervenne pubblicamente sull’accaduto. Nel Luglio del 2012, in seguito al sequestro di sei impianti dell’Ilva, Landini si mostrò favorevole rispetto alla decisione della magistratura e chiese ai signori dell’Ilva di mettere a norma lo stabilimento investendo il denaro necessario. Quel’intervento ricevette l’applauso di migliaia di lavoratori presenti nella fabbrica.

La Coalizione sociale è il nome di un progetto di Landini del 2015; un progetto sindacale e politico, sostenuto anche da Rodotà. Il progetto sembrò una sorta di iniziazione politica di Maurizio Landini ma non ebbe mai un seguito pratico. Nel Luglio 2017 Maurizio ha lasciato la carica di segretario della FIOM, è entrato nella CGIL e il 24 Gennaio 2019 è stato eletto segretario generale della CGIL con il 92% dei consensi.

In occasione di una manifestazione del 2011, Tutti in piedi, Maurizio Landini tenne un meraviglioso discorso. Ne riportiamo qui un pezzetto:

Ho cominciato a lavorare a 15 anni, a fare l’apprendista saldatore. Eravamo un gruppo di ragazzi giovani, lavoravamo in una cooperativa di Reggio Emilia. Dovevamo lavorare all’aperto, faceva freddo d’inverno e c’era un disagio. Non è che volessimo lavorare meno, volevamo vedere riconosciuto questo disagio e abbiamo chiesto alla cooperativa di affrontare questo problema. Era una cooperativa rossa, eravamo tutti iscritti al Partito Comunista e i dirigenti ci dissero che sì, avevamo ragione, però dovevamo tenere conto che la cooperativa aveva dei problemi e che dovevamo fare degli sforzi. Io ero giovane e d’istinto mi venne di interromperlo e di dirgli: «guarda, tu sei un dirigente, e io in tasca ho la tessera del partito che hai anche tu. Però ho freddo lo stesso». Lì ho capito una cosa: il sindacato deve rappresentare le condizioni di chi lavora e non deve guardare in faccia nessuno.

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