Maurits Cornelis Escher e l’immaginifico della matematica

L'artista si è confrontato con scienza e geometria, realizzando opere in cui dialogano concretezza e creatività

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Maurits Cornelis Escher
Le opere in mostra a Palazzo Ducale a Genova

Prosegue fino al 20 febbraio 2022 a Palazzo Ducale a Genova la mostra antologica del genio olandese Maurits Cornelis Escher. I mondi impossibili dell’artista sono entrati nell’immaginario collettivo rendendolo una vera icona del mondo dell’arte moderna.


Arte e matematica: ‘dipinti’ con i numeri


Quali opere di Maurits Cornelis Escher puoi ammirare a Genova?

A Palazzo Ducale ci sono oltre 200 opere e i lavori più rappresentativi dell’artista, “Mano con sfera riflettente” e “Vincolo d’unione”. Poi presenta “Metamorfosi II”, “Giorno e notte” e la serie degli “Emblemata” e in 8 sezioni un excursus della sua ampia produzione artistica. All’interno della mostra è inoltre possibile esplorare l’immaginifico universo escheriano tramite inedite sale. Strutture impossibili sono messe a confronto con opere di grandi artisti visionari del calibro di Giovanni Battista Piranesi e Victor Vasarely.

Luce d’autore per le opere di Maurits Cornelis Escher

A curare l’illuminazione delle opere in mostra è Francesco Murano, tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte. Si è occupato delle luci nelle più importanti esposizioni in Italia. La passione dell’esperto per l’artista olandese nasce negli anni Ottanta. Nel 1983, infatti, Francesco realizzò con una consolle Sinclair un programma grafico che riusciva a dividere un piano in poligoni irregolari. L’esperto commenta il percorso di Palazzo Ducale. “La mostra dedicata ad Escher, oltre ad essere affascinante, ha un enorme valore didattico perché la sua ricerca investe campi differenti. Nei lavori infatti ci sono tecnica e geografia, zoologia e mineralogia, arte islamica e simbolismo massonico. Per questo le opere dell’autore vengono viste, lette ed esaminate minuziosamente da una distanza di pochi centimetri”.

Il sistema di illuminazione di Murano

Dal punto di vista luministico la mostra ha presentato notevoli difficoltà. Occorreva eliminare le ombre proiettate dai visitatori e illuminarle con un faro tenue. Murano spiega quindi l’impianto realizzato per la mostra. “Ho scelto di impiegare sia sagomatori che proiettori, ma con funzioni diverse. I primi sono speciali apparecchi di illuminazione che riescono a perimetrare la luce sulle opere. Anche se di solito sfumo un po’ il chiarore oltre il perimetro del quadro, pochissima è la luce che invade le pareti che risultano perciò scure. Tuttavia, nell’ambiente si crea ciò che in gergo è conosciuto come “effetto caverna”. Per evitare il risultato, ho adottato dei proiettori a fascio largo per illuminare testi, citazioni e immagini di supporto: così si rischiarano anche le sale espositive. L’effetto complessivo è di uno spazio di luce soffusa nel quale le opere appaiono evidenziate ed esaltate da luci circoscritte”.

Francesco Murano

Francesco è docente della Scuola di Design, nonché membro del laboratorio “Luce e colore” del Politecnico di Milano. Architetto, ha conseguito un master presso la Domus Academy. Poi un dottorato di ricerca in disegno industriale con una tesi di laurea dal titolo “Le figure della Luce”. Ha svolto ricerche accademiche, scientifiche, programmi e attività di progettazione per importanti industrie italiane ed estere. Ha lavorato sulla progettazione illuminotecnica e illuminando molte delle più importanti mostre d’arte in Italia e all’estero.

La mostra “Escher”

L’esposizione genovese è un evento unico per conoscere più da vicino un artista inquieto, riservato ma indubbiamente geniale. Un creativo che si è misurato coi tantissimi paradossi prospettici, geometrici e compositivi che sono diventati la base delle sue opere. Per allestire la mostra Palazzo Ducale Fondazione per la cultura si è avvalsa della collaborazione di Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea. Promossa e organizzata col sostegno di Comune di Genova, Regione Liguria e Arthemisia. Puoi visitare la sede museale lunedì dalle 14 alle 19, da martedì a giovedì e domenica dalle 10 alle 19 con ultimo ingresso alle 18. Venerdì dalle 10 alle 21.

Immagine da cartella stampa.