Maturità 2020: sciopero degli studenti il 6 giugno al MIUR

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Maturità 2020
Maturità 2020

Manca poco alla maturità 2020. Eppure, le polemiche sono all’ordine del giorno e, per i ragazzi, la speranza è l’ultima a morire. Ecco perché, il 6 giugno, gli studenti manifestaranno davanti al MIUR.

Gli studenti indicono un sciopero contro la maturità 2020 e non solo

Forse non hanno fatto la storia, ma sicuramente hanno promesso di lavorare per cambiare il futuro. Così, i ragazzi della pagina social “nomaturità2k20”, hanno deciso di non mollare la presa. Nata per dare voce agli studenti circa le problematiche della DAD ma, soprattutto, per cercare di annullare la maturità 2020, la loro pagina si trasformerà in un sostegno per ragazzi e docenti. Un punto di riferimento, da cui partire, insieme, per fare appello ad una scuola più inclusiva e democratica.

Tuttavia, gli studenti italiani non demordono e tentano per l’ennesima volta di farsi ascoltare. “Le abbiamo provate tutte. Non siamo ascoltati, eppure, risultiamo essere quasi in 50 mila ed esiste una petizione da 57 mila firme. Ci siamo fatti sentire in ogni modo: mandando mail, facendo telefonate, promuovendo uno sciopero online, ma tutto questo evidentemente non è bastato. Nessuno al ministero sembra degnarci della giusta attenzione. La nostra ultima possibilità è la manifestazione!”.

Ripartire dai ragazzi per una scuola migliore

Così, i maturandi, e non solo, hanno indetto uno sciopero, il 6 giugno 2020, davanti il MIUR, in totale sicurezza. Un’occasione per ribadire lamentele e delusioni; per dimostrare che la loro voce conta, ma non è stata ascoltata. Il loro, un appello alla Ministra Azzolina: annullare la maturità 2020 a causa delle molteplici problematiche in seguito al lockdown. Appello che si è trasformato in un urlo silenzioso, al quale Azzolina si è rifiutata di rispondere più e più volte.

Forse ormai è tardi, ma quello che questi ragazzi vogliono dimostrare è qualcosa di più. Non si tratta di annullare la maturità 2020, ma di trasmettere forte e chiaro un messaggio importantissimo: la scuola non è solo di chi la gestisce. Così gli studenti vogliono ribadire il diritto allo studio, alla libertà di espressione, alla democrazia. Diritti che sembrano essere stati violati, censurando le opinioni di chi è stato dimenticato. Ecco perché, è necessario unirsi al coro di questi ragazzi, verso una scuola diversa. Una scuola che riparta dagli studenti e dalle loro esigenze. Una scuola democratica che dia voce a chi sta tra i banchi di una classe, e non a chi è comodamente seduto su una poltrona.

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