Per chiunque venga fuori dal liceo scientifico, la seconda prova è da sempre la più temuta in assoluto. Altre scuole superiori hanno sempre visto come elemento di maggior difficoltà la terza prova, quella che verte su varie materie, ma per il liceo in cui la matematica costituisce il pane quotidiano la seconda è sempre stata la più grande fonte di terrore. Colpa di un contenuto che comprende un programma vastissimo, che ben poche classi riescono a volgere tutto e bene, e di esercizi con un livello di difficoltà altissimo, spesso sproporzionato rispetto al reale livello scolastico. Sono infatti numerosi i professori di matematica che, ogni anni, si lamentano di questa prova, giudicando male il fatto che venga preparata da tecnici che non mettono piede in una scuola da troppo tempo per riuscire a ponderarla nel modo giusto.

Quest’anno, le cose si prospettavano ancora più complicate: per la prima volta in assoluto, oltre che sulla matematica tale prova verte anche sulla fisica, seconda materia d’indirizzo del liceo scientifico. Ebbene si: la temuta fisica, mai sorteggiata in precedenza per questa prova (almeno di recente), non solo quest’anno ha fatto capolino, ma addirittura affianca la matematica senza sostituirla, creando in potenza quella che potrebbe essere la prova più difficile mai vista nei licei scientifici di tutta Italia.

Ma cosa prevede questa temuta prova? Di seguito la traccia:

Soluzione di un problema a scelta del candidato tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra otto proposti. Il compito di fisica proposto stamane ai maturandi prevede un problema da risolvere su un condensatore. La seconda prova riguarda complessivamente le due discipline caratterizzanti: matematica e fisica.

Proprio come nella prima prova, uguale invece per tutte le scuole, i candidati dovranno selezionare solo alcune “tracce” e non svolgere l’intero contenuto della prova. Di seguito le fotografie che ritraggono il materiale messo a disposizione dei maturandi scientifici, che saranno aggiunte all’articolo a poco a poco non appena le avremo a disposizione. In bocca al lupo ai futuri scienziati d’Italia: dalla loro abilità nel risolverlo dipenderà in buona misura il voto con cui coroneranno l’esperienza principale dei loro ultimi cinque anni di vita.

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