Mattia Flacio Illirico: Clavis Scripturae Sacrae

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Mattia Flacio Illirico è un accademico e teologo luterano tedesco del 1500. Inoltre, il letterato diviene docente universitario, presso l’Ateneo di Jena, dove insegna il Nuovo Testamento e le lingue greco ed ebraico. Nel corso della carriera, Illirico analizza ed elabora una teoria teologica, che diviene il flacianismo. Alcune opere dell’accademico sono: De vocabulo fidei, Confessio Waldensium, Konfutationsbuch.

Mattia Flacio Illirico chi è?

Il teologo nasce ad Albona il 3 marzo 1520 e decede a Francoforte sul Meno l’11 maggio 1575. Dalla provenienza istriana, Mattia vive fino all’adolescenza a Venezia, città in cui studia le materie umanistiche, presso l’Istituto scolastico di San Marco. In seguito, Flacio prosegue gli studi universitari, presso gli Atenei di Basilea in Svizzera e di Tubinga e Wittemberg in Germania. Agli inizi degli anni Quaranta, il letterato durante il percorso umanistico tedesco incontra il politico sovversivo Martin Lutero ed il teologo Filippo Melantone. Nel 1544, Illirico diventa insegnante di greco ed ebraico, in Wittemberg.

Mattia Flacio Illirico: la carriera

Durante la carriera, l’accademico diviene un abile polemista, critico verbale ed oratore. A fronte di ciò, il letterato esegue con la collaborazione di altri teologi, la stesura dell’opera religiosa Le Centurie di Magdeburgo. Di fatto, uno scritto sulla storia della chiesa, con l’intenzione di diffondere i tradimenti che subisce la religione cristiana, da parte di Roma. Tuttavia, dallo scritto il teologo descrive anche se in minoranza, la fede degli scrittori cristiani, noti al tempo come Padri della Chiesa.

Tra le polemiche dell’accademico, l’opposizione ad accordi sulla dottrina del Cattolicesimo. Di conseguenza, il pensiero di Illirico entra in contrasto con le ideologie di Melantone, per collegamenti al Protestantesimo e Cattolicesimo. In seguito, l’umanista approfondisce lo studio di una teoria teologica, in cui elabora il tema del peccato originale. Nel 1560, Illirico espone ad Weimar, con Victor Strigel l’analisi teorica sull’argomento, nel significato che rappresenta, come parte della medesma sostanza umana.

Ma l’elaborazione critica del teologo tedesco trova una condanna, nella Formula della Concordia del 1577. Qualche anno dopo, l’insegnante accademico compone l’opera Clavis Scripturae Sacrae. In verità, il letterato nel testo afferma l’origine del senso sacro, ovvero delle Sacre Scritture, come movimenti religiosi – sorgenti di purezza del Cristianesimo.

Dalla Clavis aurea il teologo intende la lettura, come capacità di percezione, dono e grazia di Dio. Mentre, il credente interpreta Le Sacre Scritture per opera dello Spirito Santo, mezzo con cui secondo Flacio, il fedele riesce a vedere Gesù Cristo. Ma il Cristiano, attraverso la lettura delle Sacre Scritture, dimostra la volontà di approfondire la conoscenza di Gesù con la Bibbia.

Le opere

Il teologo tedesco scrive diverse opere, tra cui: Glossa compendiaria in Novum Testamentum, Ecclesiastica historia, Confessio Waldensium, De voce et re fidei ed altre. L’accademico decede a Francoforte sul Meno l’11 maggio 1575.

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