Mattarella bis: la reazione della stampa estera

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Mattarella bis: la reazione della stampa estera

Ieri l’’Italia, dopo otto votazioni, ha rieletto Sergio Mattarella come presidente della Repubblica. Cosa ne pensano i giornali stranieri del Mattarella bis?

Mattarella bis: cosa ne pensa la stampa estera?

Nei giorni scorsi i principali giornali stranieri avevano raccontato il procedimento e i retroscena dell’elezione del Presidente delle Repubblica. Il New York Times aveva scritto che il procedimento per scegliere il presidente italiano è “bizantino tanto quanto la politica italiana”. Politico aveva invece definito l’elezione come “uno Squid Games all’italiana”. Insomma, la stampa estera aveva criticato in modo pressoché unanime il procedimento di elezione del nostro Capo di Stato. Ora, di nuovo in modo unanime, elogia la rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale, ma critica le decisioni dei partiti. Il punto principale della stampa estera è questo: “vince l’Italia che ne guadagna in stabilità e credibilità sui mercati, ma perdono i partiti incapaci di trovare un’alternativa credibile e protagonisti di un processo di voto parlamentare farsesco”.

FT, Le Figaro e Le Monde  

“L’Italia rielegge come presidente Mattarella per mettere fine allo stallo politico“, scrive il Financial Times, che sottolinea “Mattatela è stato visto come l’unico candidato in grado di garantire la sopravvivenza del fragile governo Draghi“. Le Figaro, invece, scrive che “l’elezione di Mattarella garantirà la stabilità del binomio Mattarella-Draghi che da un anno gestisce la ripresa del Paese”.

“Era meglio continuare il gioco della strage o prendere atto della situazione di stallo e cercare una via d’uscita, anche a costo di un lieve allontanamento dalla logica istituzionale? C’è voluto un venerdì disastroso perché i vertici delle principali forze politiche italiane facessero i conti con i fatti e decidessero di porre fine a una lotta senza speranza, chiedendo al presidente uscente Sergio Mattarella, notoriamente ostile a questa ipotesi, di restare al Palazzo del Quirinale ancora per qualche anno. Nel pomeriggio di sabato 29 gennaio, ricevendo una delegazione di dirigenti di partito e presidenti di regione, si è dichiarato disponibile, ‘anche se avesse altri progetti’. Da quel momento in poi, nell’emiciclo di Montecitorio, l’ottavo scrutinio fu solo una formalità. Poco dopo le 20, Sergio Mattarella, 80 anni, è stato quindi rieletto, con 759 voti su 984 espressi, per un secondo mandato di sette anni che senza dubbio accorcerà, sull’esempio del predecessore Giorgio Napolitano”, ha invece scritto Le Monde.

El Pais e Washington Post

“Una vittoria per l’Italia in un momento delicato ma una sconfitta tremenda per i partiti e per la politica italiana”, scrive il quotidiano spagnolo El Pais. “Quella di Mattarella è una scelta che permette al Paese di proteggere la stabilità e figure come Draghi”, aggiunge il giornale di Madrid. Tuttavia, sottolinea che “lo spettacolo di questa settimana è una sconfitta monumentale della politica italiana”.

“Prima delle elezioni presidenziali, il governo di Draghi stava operando senza intoppi. Aveva migliorato la fiducia degli investitori e rinnovato il piano dell’Italia su come utilizzare il suo massiccio stimolo del fondo di ripresa europeo. Aveva imposto rigide regole di vaccinazione contro il coronavirus con un contraccolpo politico minimo. Il tutto spingendo l’Italia a diventare uno dei paesi più vaccinati d’Europa. Draghi ha anche rafforzato l’orgoglio degli italiani per il proprio governo, che hanno a lungo associato alla volatilità e al caos. Ma gli analisti affermano che le divisioni emerse allo scoperto questa settimana renderanno più difficile il governo nel prossimo anno. I partiti hanno un crescente incentivo a passare alla modalità elettorale e differenziarsi”, scrive il Washington Post.

Mattarella bis: una sconfitta per il sistema politico italiano

“L’intero sistema politico, in particolare, i sei partiti che fanno parte della coalizione di governo, hanno miseramente fallito il test delle elezioni presidenziali”, ha scritto in una nota Wolfango Piccoli, co-presidente della società di consulenza Teneo. “L’intera saga presidenziale ha evidenziato che la fiducia all’interno della colazione di governo è stata infranta. Ricostruirla con solo un anno rimasto prima delle prossime elezioni sarà un lavoro quasi impossibile. Mattarella e Draghi sono popolari tra gli italiani. Ma la percezione dello status quo prevalente nella maggioranza di governo è una lettura superficiale, soprattutto dopo una settimana di dramma politico che ha rispecchiato una mancanza di leadership, fiducia e coraggio”, commenta con il Guardian Piccoli.

Francesco Galietti, fondatore di Policy Sonar, ha dichiarato: “Quello che mi è chiaro è che le cose non sono più le stesse. La fiducia all’interno della maggioranza al potere, e vis à vis Draghi, è minata. Purtroppo, le lotte interne continueranno e forse si intensificheranno”.


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