Matera: brusca frenata del turismo nella città dei Sassi – tra Coronavirus e calo delle prenotazioni

Calo affluenza turistica a Matera

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Matera, Capitale europea della Cultura 2019, comunemente e storicamente conosciuta come la città dei Sassi – dichiarati patrimonio dell’UNESCO nel 1993 – sta attraversando un periodo davvero poco felice dal punto di vista dell’affluenza turistica.

I dati sono davvero poco confortanti: nei primi due mesi del 2020 si è registrato un calo dell’80-90% del numero dei visitatori rispetto all’anno precedente. A farne le spese sono state, e sono a tutt’oggi, le numerose attività ricettive che popolano la cittadina lucana. Bar, ristoranti, alberghi e B&B devono fare i conti (in tutti i sensi) con una parabola discendente che non accenna ad arrestarsi. Una brusca frenata per l’economia di questa piccola realtà, oasi felice e prospera, divenuta fiore all’occhiello della nostra intera nazione grazie alla sua incoronazione nel 2019 come “Capitale europea della Cultura”.

E se, fino a qualche settimana fa, la crisi non aveva completamente azzerato l’afflusso turistico, oggi, un “mostro con la corona”, meglio noto come Coronavirus, sta dando il colpo di grazia. Strade, piazze, locali, completamente spopolati. Le poche prenotazioni ancora in attivo saranno, con ogni probabilità, cancellate. Fa male tutto questo, agli occhi e al cuore. Probabilmente, dopo aver visitato la Matera del 2019, inondata quotidianamente da migliaia di turisti, è più difficile abituarsi al situazione attuale.

Eppure non si può far altro che constatare (non senza amaro in bocca) la realtà di oggi e chiedersi quale futuro attenderà la città dei Sassi al termine del lungo periodo di quarantena in cui è costretta l’Italia intera. Senza dubbio occorrerà tirare le fila di questa matassa ancora avvolta nell’ignoto, domandarsi come tirare su le sorti dell’ economia cittadina e riflettere sugli investimenti fatti.

La lungimiranza degli amministratori, negli anni passati, ha spinto a scommettere su una realtà bella e ricca di attrattive. Ha portato a valorizzare, come mai prima, i Sassi, in tutta la loro eleganza e maestosità. Questo ha messo in moto un meccanismo irrefrenabile che ha portato ad investire ingenti risorse sia pubbliche che private, con prospettive di lungo periodo. C’è chi ha sostenuto esborsi importanti per ristrutturare vecchi appartamenti di proprietà e adibirli a B&B, chi ha deciso di aprire nuove attività commerciali, e chi ha immesso nel sistema pubbliche risorse per realizzare infrastrutture in grado di sostenere un afflusso turistico di larga portata.

Speriamo, con tutto il cuore, che al termine di questo buio periodo, dominato dal “mostro con la corona”, Matera e l’Italia intera riescano a rialzarsi e a risorgere, in tutto il loro storico splendore.

Nessun errore di prospettiva a breve termine se si guarda ai numeri fatti registrare nel biennio 2018-2019; forse, e sottolineo forse, si potrebbe parlare di un azzardo nel lungo termine. Due annate ricche non possono essere in grado di far ammortizzare investimenti da milioni di euro. Occorreva più tempo e, probabilmente, maggiore gradualità nell’affrontare la nuova “era turistica”.