Classe 1945, città nativa Napoli, e un grande grande amore: l’opera lirica. Il nome è Giovanna Casolla, a maggio è stata la principessa Eboli nel Don Carlo del Maggio Musical Fiorentino e quest’estate si mostrerà come Amneris, la figlia del re d’Egitto nell’Aida all’Arena di Verona e all’ Opera Festival di Taormina.

Ormai quasi quarant’anni di carriera in cui ha solcato i più importanti teatri nazionali e internazionali senza mai smettere di studiare, di imparare, di approfondire. Alle spalle migliaia di recite, milioni di note.

A marzo ha ricevuto il “Premio Speciale Golden Opera alla Carriera” alla sesta edizione degli Oscar della Lirica o Opera star.

Una prima donna, portamento fiero e occhi vivaci e luminosi: l’immagine di chi si è messa in gioco tutta la vita e sempre con tutta se stessa e che non ha alcuna intenzione di smettere presto o andare in vacanza.

E poi c’è lui: il castello delle fiabe.

Come avrà fatto la Casolla a tenere un corso di Alto Perfezionamento di Canto nel Castello di Gropparello? Un castello a 27 km da Piacenza che di solito ospita orde di bambini che giocano ai cavalieri, guidati dai personaggi che animano il bosco fatato. Un castello che , quando i dintorni sono liberi da creature magiche o da bambini mascherati, organizza pranzi di matrimonio e feste a tema medievale.

Eppure il Castello di Gropparello insieme all’A.P.S. “I parchi della musica“, che da 4 anni si occupa di organizzare stagioni estive di concerti gratuiti in numerosi parchi dell’Appennino, hanno infatti promosso il Corso di Alto Perfezionamento di canto.

I talentuosi allievi sono cantanti che lo scorso maggio hanno superato l’esame di ammissione e che dal 24 al 27  luglio faranno lezione con il grande soprano e si esibiranno l’ultimo giorno nel concerto finale del corso.

Intervistata da Enrico Stinchelli su Radio3 aveva spiegato quale fosse stata la molla che l’aveva spinta a questa vita: “Decisi di fare la cantante perchè avevo sentito Renata Tebaldi nella Traviata”.     E l’ascolto porta ispirazione come anche una punta di sconforto  “All’inizio della mia carriera sentii un recital della grande Magda Olivero, uscii dal quel concerto chiedendomi “ma come mi permetto io di cantare dopo averla sentita..” ? …Sono stata sempre molto umile e questa è stata la mia fortuna perchè vicino alla musica bisogna avere umiltà e non presunzione.”

Purtroppo o per fortuna, imparati non si nasce e anche (anzi soprattutto) chi ce l’ha fatta ha dovuto mettersi sotto e lavorare: “c’è stato un lungo studio alle spalle, tanta tecnica. Io avevo una gran voce, ma dovevo saperla gestire” “ quindi tanto studio, tante abnegazioni, tanta accuratezza nella scelta del repertorio perchè io ho detto tanti no… ed è più difficile dire no che sì.”  Le opere che a cui è più affezionata? “Turandot, Tosca e Cavalleria Rusticana”.

Buona fortuna quindi ai giovani cantanti o aspiranti tali. Italiani o stranieri che vengono da noi a scoprire l’Opera che forse il nostro Paese vorrebbe lasciare scolorire, ma come il Castello di Gropparello, quando una cosa è solida fatica a crollare a terra. Forse da quelle antiche mura tra poco ci arriveranno arie, romanze, Lied… e come sempre nella musica accade, potremo fingere che il tempo sia sospeso, che non conti nulla, e vivere una piccola magia.

 

 

 

 

 

 

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