Massimo Polidoro per il CICAP Fest – Extra 2020

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MASSIMO POLIDORO AL CICAP FEST EXTRA 2020 - ARTICOLO E INTERVISTA DI LOREDANA CARENA - foto ufficio stampa -

Come la scienza ci può aiutare ad affrontare i cambiamenti improvvisi e inaspettati? Come può aiutarci a ripartire?

Giornalista, scrittore, docente universitario, “esploratore dell’insolito”, ma anche, e soprattutto, divulgatore scientifico.

Tutto ciò e molto altro ancora, è Massimo Polidoro, ritenuto uno dei principali esperti internazionali nel settore delle pseudoscienze, del mistero e della psicologia dell’insolito.

Massimo Polidoro è stato uno dei fondatori nel 1989 del CICAP, Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, insieme a Piero Angela e ad altre personalità del mondo della scienza e della cultura tra cui Margherita Hack, Umberto Eco, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbbia e Umberto Veronesi.

Segretario nazionale del CICAP, Massimo Polidoro ci racconta in questa intervista alcune novità della terza edizione del CICAP Fest 2020 che si concluderà domenica 18 ottobre.

Quali sono le novità del CICAP Fest 2020 rispetto alle due edizioni precedenti?

La principale novità è che quest’anno il festival è solo online.

Abbiamo sempre organizzato il festival in presenza e con risultati crescenti. Infatti lo scorso anno abbiamo raggiunto le 25 mila presenze e ci stavamo attrezzando in questo modo anche per il 2020, ma con ciò che è successo siamo stati costretti a ripensare al formato dell’evento.

L’alternativa sarebbe stata quella di rimandare l’appuntamento annuale, ma, volendo essere presenti, ci siamo immaginati qualcosa di diverso e che fosse accessibile a tutti. Quindi online, ma senza riproporre pedissequamente quello che avremmo fatto di persona. Bisognava trovare un’altra struttura e un altro tema portante.

Quest’anno il festival è incentrato sulla ripartenza e sulla sfida che ci troviamo ad incontrare e anche capire come la scienza ci possa aiutare ad affrontare questi cambiamenti così imprevedibili.

Sulla base di questo nuovo format abbiamo deciso di estendere la durata del CICAP Fest. Da un weekend degli anni passati siamo passati a tre settimane, in quanto ci sono molti appuntamenti e quando si va online è meglio non sovrapporre troppi incontri.

Inoltre tutto è stato pensato come un palinsesto televisivo perché ci sono appuntamenti che ritornano periodicamente a orari fissi. Ci sono anche eventi che abbiamo immaginato e che di persona non avevamo ancora sperimentato, come ad esempio i quiz, appuntamento di quest’anno molto seguito.

Questo e molto altro ancora cercando sempre di coinvolgere un pubblico il più vasto possibile dai ragazzi agli adulti.

Quando programmate il CICAP pensate ad un pubblico vasto e trasversale?

Questa era proprio l’idea di partenza del CICAP Fest.

Negli anni passati il CICAP organizzava dei convegni spesso rivolti a chi si interessava già di questi argomenti.

L’idea del festival è proprio quella di aprire il più possibile a tutti i cittadini interessati, inclusi i bambini più piccoli, i ragazzi, le scuole e gli adulti, ovviamente, e cercare di includere più argomenti possibili legati ai nostri filoni che sono quelli della scienza, della verifica e del controllo delle notizie false.

Argomenti che poi vengono spostati su altre tematiche attinenti come i cambiamenti climatici, l’uguaglianza di genere, ad esempio, che, in apparenza non sembrano vicini a ciò di cui di solito si occupa il CICA.

Invece, se si guardano bene, anche questi argomenti richiedono un approccio rigoroso, aderente ai fatti e una verifica delle affermazioni.

Oggi come si deve fare divulgazione scientifica?

Oggi più che mai si deve fare divulgazione scientifica, perché tutti, vista la situazione che stiamo attraversando, vogliamo sapere come stanno le cose, quali sono i pericoli che stiamo per affrontare.

Purtroppo ancora oggi sentiamo parlare in televisione degli esperti che, però, non sono divulgatori. Loro descrivono un punto di vista, perché in questo momento la ricerca scientifica è ancora in corso, quindi non ci sono dei dati scientifici confermati dalla ricerca. Ovvero ce ne sono alcuni, ma ne mancano ancora tanti.

Quindi, mancando le conferme sperimentali, è normale che nel dibattito scientifico ci siano, all’inizio, opinioni e posizioni diverse.

Ma il pubblico a casa non riesce a riconoscere queste sottigliezze, perché uno dice una cosa e uno ne dice un’altra. La domanda è: “Chi ha ragione?”.

Nella scienza si dibatte molto, ma poi sono i fatti che ci fanno capire chi ha ragione, ma preventivamente non si può sapere.

Ecco che allora diventa importante il ruolo del divulgatore che ha il compito di leggere tutta la letteratura scientifica, capire quale è la situazione e poi raccontarla al pubblico con un linguaggio che sia accessibile alle persone.

Questo è fatto bene sui social, dove ci sono anche tanti giovani divulgatori che si mettono in gioco e che si rendono disponibili. Il problema è principalmente sui mezzi di comunicazione di massa dove c’è meno spazio.

Ci può dare delle linee guida pratiche e fondamentali per distinguere una notizia vera da una fake news? In questo periodo sono circolate numerose notizie false in merito alla situazione che stiamo attraversando, creando spesso inutili allarmismi.

Non è per niente facile!

Il rischio è proprio quello di andare a cercare informazioni che vanno d’accordo con quello che già pensiamo. Si è quindi più alla ricerca di conferme che di fatti e di notizie verificate.

Sicuramente si deve diffidare di tutti quei post sui social in cui si dice “Questo non ve lo dicono! Questo vi viene tenuto nascosto! La verità è un’altra”.

E’ chiaro che queste sono delle esche per accalappiare i più creduloni e per costringerli a cliccare sul post per leggere cosa non ci viene detto.

Vanno quindi evitati i titoli sensazionalistici, indice di una fonte non affidabile.

Bisogna imparare a riconoscere l’affidabilità della fonte e anche mettere a confronto i pareri diversi e cercare di capire quale competenza hanno le persone che parlano.

Perchè un conto è sentire l’opinione di uno sconosciuto che racconta ciò che ha sentito dire da un medico, un altro conto è ascoltare il punto di vista del direttore dell’Istituto Superiore di Sanità o dell’OMS che sono istituzioni riconosciute.

Anche qui il rischio è quello di fraintendere o perché non si hanno abbastanza competenze o perché anche loro inizialmente, come abbiamo visto, possono fare delle dichiarazioni che non sono assolute.

Comunque è fondamentale risalire sempre alla fonte originale per capire come e dove sia stata fatta una determinata affermazione.

Quanto la scienza oggi ci può aiutare per uscire da questa situazione difficile a livello mondiale?

La scienza ci può aiutare a trovare una soluzione ed è quello che tutti noi stiamo aspettando, come il vaccino che ci aiuti ad uscire da questa situazione drammatica che stiamo attraversando.

Per altri versi però è importante che ci siano interventi di tipo politico, sociale. Ci sono situazioni da cui nasce questa crisi.

La crisi pandemica nasce da un modo di gestire e di trattare la natura che, sicuramente, è contrario a ciò che sarebbe sano fare. Infatti i mercati di animali, che ci sono in Cina, da cui è partito questo virus, sono situazioni a rischio che non possono più essere accettate e tollerate.

Vediamo la stessa cosa con l’emergenza climatica. Se non cambiamo lo stile di vita e il modo in cui produrre, le conseguenze saranno molto pesanti nei prossimi anni.

La scienza, quindi, ci dice come stanno le cose e poi bisogna agire di conseguenze.

La scienza, infatti, ci dice da decenni che c’è un’emergenza climatica, ma noi continuiamo ad ignorare questi avvertimenti, perché ci sembrano cose troppo distanti. Inoltre c’è chi lavora per screditare i fatti scientifici.

Le decisioni però devono poi essere prese a livello politico.

Restando sul tema dell’emergenza climatica ricordo quando, negli Anni Ottanta, si iniziò a parlare del problema del buco dell’ozono causato anche dall’utilizzo delle bombolette a spray, che, progressivamente, vennero ritirate dal mercato.

Il buco dell’ozono è un bell’esempio perché dimostra come, una volta capito che c’era il problema che si stava assottigliando lo strato d’ozono intorno alla Terra, sono state messe al bando le bombolette spray che producevano i gas nocivi. Con il tempo lo strato d’ozono si è ricomposto.

Questo è un esempio di come, quando si vuole trovare una soluzione ad un problema, si riesce a trovarla.

Attualmente la situazione è molto più complessa. Ci sono da fare delle scelte molto importanti a livello mondiale.

Come si uniscono scienza e mistero? Ci possono essere dei punti di contatto tra due mondi in apparenza così distanti tra loro?

La scienza stessa va alla ricerca di ciò che è misterioso. Lo scienziato va a cercare quello che ancora non conosciamo per cercare di trovare delle risposte; il mistero è fondamentale nella scienza.

Se invece parliamo di fantasmi, di occultismo o di ufo e consideriamo questi come mistero anche qui l’approccio è determinante.

Se uno si avvicina a questi argomenti con una mentalità scientifica, ovvero cerca delle prove e vuole accertarsi, raggiunge delle conclusioni basate sui fatti.

Se, invece, non utilizza un approccio scientifico, allora crede a qualsiasi cosa, giungendo a credere a cose che sono false e infondate.

E per concludere … un suo sogno nel cassetto.

Mi piacerebbe moltissimo che entrasse nel curriculum scolastico, a partire dalla scuola primaria, una materia che si chiama metodo scientifico, cioè una disciplina che insegni come pensare e come affrontare le cose al di là dei contenuti.

E’ vero che a scuola si insegnano la biologia, la matematica, la scienza, …, ma non si insegna, o si insegna molto poco, il metodo scientifico, cioè iniziare a farsi delle domande, fare delle prove, ecc… che è quello che dà una forma alla mente.

Questo è un modo di ragionare che ci accompagnerà per tutta la vita e che ci permetterà di farci le domande giuste, ad esempio, quando sentiamo una notizia, quando parliamo con qualcuno o quando ci fanno delle proposte, quindi di essere più razionali.

E’ vero che la scuola in generale si propone di sviluppare il senso critico nei ragazzi, però, una materia che si occupi solo di questo, potrebbe essere anche più utile.

CICAP FEST EXTRA 2020 - locandina - articolo di LOREDANA CARENA - foto ufficio stampa