Massimo Cacciari: Oggi le capigruppo solo immagine senza un progetto

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Massimo Cacciari

“Bisognerà vedere se seguirà qualcosa di concreto”, dice oggi Massimo Cacciari. “E’ semplicemente ridicolo che, nella composizione del Governo, si siano dimenticati delle donne come ministre. E che poi, quando se ne sono accorti, abbiano pensato di rimediare con le nomine a sottosegretarie”, conclude Cacciari.

Massimo Cacciari le vede oggi solo come una immagine o c’è altro?

Per il filosofo Massimo Cacciari, da sempre attento alle vicende politiche del Partito democratico, la scelta di due donne come capigruppo parlamentari del Pd, voluta dal segretario Enrico Letta, di per sé è niente altro che immagine. Bisogna vedere a cosa si accompagna dal punto di vista politico”.

L’ex sindaco di Venezia già aveva espresso un suo parere sulla scelta dei ministri tutta al maschile. Aveva visto anche l’arrivo di Letta come un ‘colpo di spolverino’ soltanto. Perché vedeva che l’arrivo di Letta serviva solo a tacitare tutte le correnti nel PD invece di farle esprimere.

Una scelta davvero per il futuro

“Se questa scelta si accompagnerà poi a progetti e strategie politiche coerenti, che davvero affrontino il problema della diseguaglianza di genere, a partire dal modo in cui si sta gestendo questa crisi, allora avrà un senso“, spiega Cacciari. “Altrimenti, sarà solo una questione di immagine e nient’altro. Bisognerà vedere se seguirà qualcosa di concreto. Che faccia uscire il Pd dalla nullità in cui versa da un paio d’anni. Ma le variabili sono infinite e solo in piccola percentuale sono sotto il controllo di Letta”, conclude Cacciari molto critico.

Anche l’ex ministro per gli Affari regionali Madia ha infatti affermato che le correnti si organizzano per dare stimolo culturale. Se non danno contributo ma diventano luoghi per salvare i posti fanno danni. Queste le sue parole all’indomani della votazione di 93 parlamentari che hanno votato Debora Serracchiani come la nuova capogruppo del PD alla Camera. Sempre Madia aveva già indicato le correnti interne al PD come strumenti di spartizione di posti diventano solo un riflesso incondizionato.