Massimo Bossetti è una persona molto diversa da quello che le orde di mass-media ci hanno presentato. Purtroppo i mass-media ci hanno fatto conoscere un lato di lui che non esiste, ma lo hanno voluto costruire a posta per speculare sulla sua persona. Al di là di quanto è accaduto a livello massmediatico il problema siamo noi come ascoltatori che elaboriamo i contenuti seconda la nostra percezione delle verità.

Siamo portati a credere in prima istanza a ciò che assomiglia alla nostra verità, e soltanto dopo cerchiamo di approfondire. Quindi se quello che ascoltiamo assomiglia alla nostra verità l’accettiamo, diversamente no. Inoltre quando si parla di temi lontani dalla nostra sfera d’azione, e non sono quindi verificabili da noi stessi e con le nostre capacità, è complicato credere a cosa sia vero e a cosa non lo è.

Possiamo soltanto fidarci, come in un atto di fede, di chi ci propone la sua verità.

Sono numerose adesso le prove in favore di Massimo Bossetti, e nessuna è in contraddizione tra di loro, come invece lo sono le prove a suo carico.

Studiose di grafologia hanno detto delle cose su di lui esaminandone la scrittura che sono in esatta linea con quello che giudicesse e mas media raccontavano, e inavvertitamente hanno influenzato i lettori  al punto che molte persone hanno creduto di essere, o di diventare, come lui.

D’altronde se i mass-media, se il gip, dicono che è colpevole lo deve essere pure per la grafologia. Questo in sintesi è stata la deduzione di molte grafologhe che hanno interpretato in modo negativo la sua scrittura.

NIENTE di più sbagliato!!!!

La grafologia non risponde a domande quali: È un delinquente? È un’assassina? È un medico? Risponde a delle qualità rappresentate dai simboli grafici, che non per forza vengono usate per scopi precisi. I simboli che parlano di arte, non favoriscono necessariamente un pittore, magari potrebbero essere rappresentativi di un ballerino, o di una cantante.

Sotto riportiamo la scrittura di Massimo Bossetti.

Non è un manoscritto che ho esaminato di persona, ma è abbastanza definito per esaminare alcuni simboli.

La cosa grave che si racconta di questa scrittura è la presenza del il simbolo CONFUSA, però non è così. In questo piccolo manoscritto non è presente questo segno. Questo elemento grafico indica soventi problemi legati ad un disordine emotivo. Per riconoscerla seguite questi criteri:

            • gli allunghi letterali si toccano o invadono lo scritto
            • le lettere entrano l’una nello spazio dell’altra
            • parti di lettere o accessori (come tagli delle t) invadono spazi non propri

Nello scritto di cui sopra però NON ESISTE TRACCIA DI CONFUSA. In una analisi on line una grafologa asserisce: “Ma ciò che più colpisce nella scrittura di Massimo Bossetti è la grande confusione grafica indicata dal sovrapporsi delle varie righe tra loro. Essa indica in modo inequivocabile oscurità sia mentali sia di comportamento“. Però nella sua scrittura non c’è traccia di quanto esposto. Non ci sono righe sovrapposte.

La scrittura di Massimo Bossetti esprime amore per la precisione, e per l’ordine. Non ha segni di imprecisione; è fluida, e accurata. Lo spazio tra parole è indicatore di intelligenza pratica, e di generosità. Dal tono del suo scritto si evidenzia che ha media cultura ed è persona che non soffre di invidie né di gelosie. Mentre lo spazio tra lettere è pertinente del tipo di scrittura adoperata.

I paraffi ampi delle lettere indicano sovente persone bonarie.

Un’altra grafologa asserisce:

La grafologa: «È un insicuro»

GENTE 7 Mar 2015 Candida Livatino

…«Il soggetto non scrive né in stampatello né in corsivo, ma usa quello che in grafologia viene definito “script”: evidenzia così la volontà di non mostrarsi per quello che è>>.

Niente di più falso, lo script forse ha a che fare all’informatica ma non alla grafologa, a meno che non si tratti di un linguaggio grafologico personale della Livatino; ricordiamo la gaffe che fece esaminando la scrittura di un assassino basandosi su un font creato al computer dalla redazione di “chi l’ha visto”.

Massimo Bossetti scrive imitando i caratteri della stampa per essere più chiaro possibile, e questo metodo è entrato a far pare nelle scuole italiane. Tutti quelli che scrivono così dovrebbero essere filo-Massimo Bossettiani? La personalità si evince da tutto l’insieme dello scritto e non soltanto dal tipo di stile usato per rappresentare i caratteri scrittori.

<<Questa insicurezza di fondo, mascherata con calcolo, è confermata dal fatto che le lettere, all’interno di una parola, non sono collegate ma staccate. Dall’analisi della grafia, Massimo Bossetti è meticoloso, fa le cose in maniera ripetitiva, ossessiva. È perfezionista anche nella cura del suo aspetto fisico. Interessante è l’asola gonfia ma non completa della lettera “g”: evidenzia una notevole carica sessuale.>>

Il segno lettere staccate indica persona molto intelligente, dotata di arguzia, e di intelligenza emotiva. Come può un tipo di persona simile avere <<insicurezza di fondo>>? La “G” non riguarda la sessualità, nel modo più assoluto, riguarda un tipo di energia che può essere usato pure per la sessualità; lui però la usa tutta sul tipo di lavoro pesante che svolge. Inoltre la su “G” pure se’è gonfia non è agganciata all’occhiello, indice di dissipazione dell’energia in modo diretto e soddisfacente. Infine, Yara non ha subito violenze sessuali.

<<Il taglio a forma di croce della lettera “t” segnala che Massimo Bossetti è testardo e combattivo, sempre capace di mantenere la linea di comportamento che si impone.>>

Cos’è un delitto essere coerenti?

<<Un’ultima annotazione: alla fine di ogni frase c’è un puntino annerito e ingrandito: è la conferma dello stato d’ansia che sta vivendo».

Il puttino nero annerito indica pure determinazione e non soltanto ansia.

Il Fatto Quotidiano: Massimo Bosset ti.

Io sto con Massimo Bos set ti.

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