Domenico Lasigna, segretario del PD di Massafra (TA) comunica che Lunedì 24 Settembre p.v., alle ore 19.30, in Piazza Vittorio Emanuele, si terrà una iniziativa dal titolo “L’alternativa progressista ai nazionalismi”, nell’ambito della nostra Festa de l’Unità 2018 “Futura”. Il Caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno di Taranto Mimmo Mazza intervisterà l’On. Ubaldo Pagano e l’ex Ministro degli Interni Sen. Marco Minniti.
Di Pietro Dragone

 

MASSAFRA – Lunedì 24 Settembre p.v., alle ore 19.30, in Piazza Vittorio Emanuele, si terrà una iniziativa dal titolo “L’alternativa progressista ai nazionalismi”, nell’ambito della nostra Festa de l’Unità 2018 “Futura”. “La Festa è l’occasione giusta per ripartire – si legge nel comunicato stampa – aprendo ad un confronto diretto con i territori, con i cittadini e con quanti hanno deciso di votare la destra ed il populismo”.

Si parlerà di immigrazione e sicurezza, grazie all’esperienza del Sen. Minniti, che oggi “in mano” al M5S e alla Lega Nord sono “frutto della loro strategia della tensione comunicativa”.

Per il Pd non ci sarebbe, in questo momento, e “neanche tre mesi fa quando questo governo si è insediato, una vera emergenza immigrazione”. Niente di paragonabile, per i sostenitori del partito di centro-sinistra, a quanto accadeva fino al giugno del 2017, quando nel giro di 36 ore arrivarono in Italia ben 26 navi.

Con un’iniziativa molto forte, “quel governo – scrive Lasigna – fu in grado di arrestare fino all’80 per cento degli arrivi generali e l’85 per cento” di arrivi dalla Libia.

Una politica “ben precisa” che coinvolgeva il rapporto Europa-Africa, con una serie di intese. “Ora non esiste alcuna vera tensione” immigrazione, ma solo un “clima di paura generata ai soli fini elettorali”, per “nascondere l’inconsistenza” delle politiche economiche, che vengono indicate dal PD come quelle che in realtà la gente aspetta da questo governo e “che è ancora molto lontano dal realizzarsi”.

Sarà quindi quella della Festa del PD un’occasione per parlare anche del Partito Democratico e del centro-sinistra italiano ed europeo dove, dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo e le allarmanti difficoltà che che stanno attraversando.

“Bisogna prendere atto che un ciclo storico si è chiuso” commenta Lasigna. Vanno ridefiniti “un pensiero strategico, la nostra collocazione politica, le forme del partito e il suo rapporto con gli umori più profondi della società italiana”, come anche l’organizzazione della “partecipazione e della rappresentanza nella democrazia”.

Ripartire dai “fondamentali” sembra un obbligo per poter elaborare un’idea “definita, rinnovata e rimotivata” del futuro dell’Italia e dell’Europa. E non si può farlo da soli ma con un “confronto aperto e di merito” coinvolgendo tutti i cittadini. Le due sfide più importanti indicate dal PD sono “il governo dei territori e il futuro dell’Europa”.

“Da Taranto e dalla Puglia delle storie e tradizioni, ma anche delle infinite contraddizioni, delle ferite ancora aperte, del problema-soluzione Ilva e dell’eterno conflitto salute, ambiente e lavoro, fino ad arrivare all’Europa dei popoli e degli Stati, dei diritti e dei doveri, della libertà e dei muri alzati”.

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