Maschere da snorkeling diventano ventilatori contro il COVID-19

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COVID-19: le maschere da snorkeling diventano ventilatori

La difficoltà aguzza l’ingegno e il Dottore Roberto Favero ha visto nella maschere da snorkeling dei ventilatori contro il COVID-19. La Easybreath è una maschera da snorkeling nata 5 anni fa, che ora rinasce con lo scopo di aiutare coloro che hanno contratto il Coronavirus.

Il Dottor Favero, nelle poche ore trascorse a casa, scruta la Easybreath e la pensa come una maschera d’emergenza. All’ospedale di Chiari, in provincia di Brescia, l’idea si diffonde ed un suo collega gli parla di un’azienda bresciana impegnata nella realizzazione di valvole di emergenza per respiratori tramite la stampa 3D: Isinnova.

Isinnova e Decathlon: trasformare idee in realtà

L’ex primario dell’ospedale di Gardone Valtrompia pone dunque una sfida a Isinnova: si può trasformare un’economica maschera da sub in una maschera C-PAP?

E’ qui che interviene un terzo attore: Decathlon, negozio che vende la Easybreath da 5 anni, al modico prezzo di 19euro. L’azienda, contattata da Isinnova, fornisce il modello in CAD della maschera per applicare la modifica del boccaglio in respiratore. 20 maschere vengono mandate da Decathlon ad Isinnova, le prime prove vengono compiute:

Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito e la sfida del dottor Favero e ci siamo messi al lavoro – racconta Marco Ruocco, che lavora insieme a Cristian Fracassi e Alessandro Ramaioli nella società ingegneristica bresciana Isinnova – in breve abbiamo realizzato il nuovo componente per il raccordo al respiratore, che abbiamo chiamato valvola Charlotte e lo abbiamo creato con la stampa 3D”. 

Il progetto della maschera d’emergenza è pubblico e scaricabile al seguente indirizzo: CHARLOTTE. Un qualunque possessore di stampante 3D può produrla.

Il successo della rivisitata maschera da sub

Il prodotto è naturalmente dettato dall’emergenza: la ventilazione meccanica a pressione positiva continua (C-PAP in inglese, Continuous Positive Airway Pressure), è un metodo utilizzato in terapia sub-intensiva, dunque sfruttato in modo esteso durante l’emergenza COVID-19. La carenza di questo strumento ha comportato la nascita di una maschera alternativa e riadattata, idea impensabile se non vi fosse un’emergenza sanitaria così prorompente:

“Ribadiamo che l’idea si rivolge a strutture sanitarie e vuole aiutare a realizzare un maschera d’emergenza nel caso di una conclamata situazione di difficoltà nel reperimento di fornitura sanitaria ufficiale, solitamente impiegata. Né la maschera né il raccordo valvolare sono certificati e il loro impiego è subordinato a una situazione di cogente necessità.

La prima maschera con valvola Charlotte è stata sperimentata con successo all’ospedale di Chiari, altri test sono condotti negli Spedali Civili di Brescia. La maschera arriva in soccorso ai pazienti in terapia sub intensiva, coloro che necessitano di ossigeno, ma non supporta i pazienti in intubazione.

Ci abbiamo messo l’anima e il cuore, oltre che la testa. Aver stampato quelle valvole ci ha fatto capire che non potevamo fermarci, che c’era bisogno di aiuto e non solo di speranza“, spiegavano nei giorni scorsi dall’azienda. “Ci abbiamo lavorato giorno e notte, Isinnova ha ingranato la sesta e in meno di 10 ore avevamo il prototipo“.

L’azienda si sta adoperando per la creazione di 500 maschere che promette in pochi giorni: un ringraziamento alla mente e alle braccia che cooperano nella battaglia tra Italia e COVID-19!

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