Era il 28 luglio 2017 quando Martine Landry, una signora francese di 74 anni decise di non mettere a tacere il suo spirito da attivista per i diritti umani, aiutando a Mentone due minorenni africani. Martine decise di accompagnare i due giovani migranti originari della Guinea (nazionalita che notoriamente anche per motivi linguistici preferisce migrare verso la Francia dall’Italia) all’ufficio di polizia di frontiera (PAF) al confine franco-italiano (Mentone – Ventimiglia) poiché avevano documenti di presa in carico da parte di ASE (Aide Sociale à l’Enfance), l’ufficio francese di competenza per i servizi e i sostegno all’infanzia.

 

Le accuse

Lo stato francese ha deciso di indagare la signora Landry per “reato di solidarietà“, ovvero è stata considerata complice di aver supportato la presenza illegale di due cittadini minorenni non comunitari sul territorio francese. Se ritenuta effettivamente colpevole l’attivista di Amnesty International Francia ( la ong ha affidato alla sua volontaria dal 2002 l’incarico di organizzare una missione di consulenza legale per i richiedenti protezione inteenazionale e di monitoraggio sulla garanzia dei diritti umani sul confine tra territorio francese e Italia) avrebbe rischiato una condanna a 5 anni di carcere e 30 mila euro di sanzione.

 

Il processo

Lo scorso 30 maggio il Pubblico Ministero di Nizza si è espresso sul caso affermando che il reato non sussiste. La conferma dell’assoluzione totale é arrivata il 13 luglio quando la signora Landry é stata definita innocente poiché ha agito secondo il diritto internazionale e secondo l’interesse della fraternità.

 

La solidarietà

A fianco di Martine Landry si é schierata da subito l’associazione di appartenenza dell’attivista, Amnesty Internazionale, che a livello internazionale ha creato campagne ed eventi di sostegno alla 74enne. La sezione italiana, altro paese coinvolto nella vicenda, ha preso particolarmente a cuore il caso, inviando, come messaggi di solidarietà alla signora Landry, più di 1500 disegni creati dai ragazzi e ragazze in età scolare in tutta Italia che hanno partecipato ai laboratori Amnesty Kidsprogetti educativi di Amnesty International Italia negli istituti scolastici) e invitandola ad intervenire in collegamento via Skype all’assemblea generale della sezione italiana tenutasi a Caserta lo scorso aprile.

Il caso di Martine Landry è la sua innocenza diventano così un simbolo importante e un caso legale da riutilizzare, in un’Europa sempre meno accogliente e intollerante verso i migranti extra europei. Se il “reato di solidarietà” sta diventando appetibile per altre nazioni europee, i tribunali del paese dove al momento é più usato cercano di sottolineare come il concetto e la parola solidarietà raramente può essere considerata qualcosa di non legale.

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