Martin Heidegger: vita e scritti di un ontologo

"Martin Heidegger è il pensiero che pensa"

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Martin Heidegger

Ricorre oggi l’anniversario di Martin Heidegger, filosofo tra i più importanti della contemporaneità. Amato, odiato, criticato ma comunque presente, sempre.

Oggi ripercorriamo le tappe della sua biografia, fitta di eventi, di contraddizioni, di ricerche e di filosofia.


EDMUND HUSSERL, IL PADRE DELLA FENOMENOLOGIA


Martin Heidegger: chi è stato? Cosa ha fatto?

Esistenzialista o ontologo? Per molto tempo il nome di Heidegger compariva nel novero dei filosofi esistenzialisti. Probabilmente perché, com’è noto, il problema filosofico heideggeriano è sempre stato l’essere. Abbiamo detto bene, essere non esistenza.

Dunque è l’essere il protagonista delle speculazioni del filosofo e non l’esistenza. Heidegger, senza troppe classificazioni e luoghi comuni, è stato semplicemente un filosofo che ha preso a cuore il problema dell’essere.

Il filosofo dell’essere

Appare evidente che il problema centrale del pensatore non era quello dell’esistenza bensì quello dell’essere. Ciò in piena armonia con la dichiarazione del filosofo: “devo […] ripetere che le mie tendenze filosofiche, anche se in Essere e tempo è questione di “esistenza” e di “Kierkegaard”, non possono essere classificate come filosofia dell’esistenza […] la questione che mi preoccupa, non è quella dell’esistenza dell’uomo; è quella dell’essere nel suo insieme e in quanto tale”.

Martin Heidegger il filosofo

Vita e scritti di Martin Heidegger

Martin Heidegger nacque il 26 settembre 1889 a Messkirch, nel Baden, da una famiglia cattolica e di umili condizioni. Si trasferì a Costanza e a Friburgo ove ottenne la maturità liceale. Dopo un breve periodo di noviziato tra i gesuiti intraprese prima gli studi teologici ma poi si abbandonò alle scienze matematiche e alla filosofia.

Il filosofo conseguì il dottorato con la tesi La dottrina del giudizio nello psicologismo. Nel 1915 ottenne la libera docenza con una dissertazione su Duns Scoto.

Heidegger tra il 1919 e il 1920 divenne l’assistente di Husserl. Partecipò dunque alla grande impresa fenomenologica.

Martin Heidegger a Marburgo

Dal 1923 al 1928 il pensatore dell’essere insegnò all’Università di Marburgo. Si costituì intorno al filosofo una vivace cerchia di studenti: Karl Lowith, Hans Georg Gadamer, Hans Jonas, Hanna Arendt.

Proprio Jonas descrisse le lezioni del maestro così: “nelle lezioni si aveva di fronte il pensatore […] Non veniva esposta una dottrina già confezionata, come accadeva con Husserl. Qualcosa si svolgeva dinanzi a noi e si era tentati di dire “è il pensiero che pensa in lui”.

Nel 1927 sulle stampe viaggiava Essere e tempo, fondamentale opera del filosofo scritta nei ritagli di tempo libero. Due anni dopo Heidegger tenne la prolusione Che cos’è la metafisica?. Sempre nel 1929 uscirono Kant e il problema della metafisica e L’essenza del fondamento.

Vita e scritti (1930-1975)

Nel 1933 Heidegger fu eletto rettore dell’Università di Friburgo. Ai suoi studenti cercò di consegnare un’idea precisa del sapere. Il sapere non come specialistico o parcellizzato ma come forma di conoscenza che guarda all’intero e che non coincide con l’ottusa e rapida formazione di una professione “per bene”.

Prima del 1934 ci furono dei “legami” tra Heidegger e il partito nazista. Ma dal il 1934 il filosofo iniziò ad avere contrasti e difficoltà con le autorità naziste. Così si dimise dal rettorato e si dedicò solo alla ricerca e all’insegnamento.

Viaggiò molto. Stette anche in Italia e all’Istituto di studi germanici parlò di Holderlin e l’essenza della poesia. Fra il 1936 e 1940 tenne una serie di lezioni su Nietzsche.

Martin Heidegger: problema dell'essere

Martin Heidegger dopo la seconda guerra mondiale

Alla fine della seconda guerra mondiale, Heidegger venne messo sotto accusa per il suo coinvolgimento nel Terzo Reich e subì una serie di umiliazioni, fra cui la confisca della casa. Nel 1946, il Senato accademico avanzò la proposta di interdizione dall’insegnamento, che venne ratificata anche da Governo militare francese.

Dopo queste vicissitudini, il filosofo crollò, soprattutto dal punto di vista piscologico. Ma si riprese e continuò la sua vita di ricerca filosofica.

Heidegger nel 1947 pubblicò la celebre Lettera sull’umanismo e poco tempo dopo ritornò nelle aule universitarie.

Un instancabile scrittore

Dal 1949, Heidegger si affacciò ad una prolifica scrittura. Scrisse e pubblicò: Introduzione alla metafisica, Saggi e discorsi, Che cosa significa pensare? Che cos’è la filosofia? Il principio di ragione, Identità e differenza, L’abbandono, In cammino verso il linguaggio, Segnavia, Per la cosa del pensiero, Linguaggio tramandato e linguaggio tecnico.

Negli anni sessanta e settanta, Heidegger continuò a condizionare il dibattito filosofico internazionale, in particolare sui temi del linguaggio e dell’antiumanismo.

Morì a Friburgo il 26 maggio 1976. Due giorni dopo venne sepolto nel cimitero di Messkirch.

L’Opera completa

L’Opera completa è una raccolta dei libri di Heidegger e di materiale ulteriore per comprendere meglio il pensiero del filosofo. Apparse per la prima volta nel 1975 presso l’editore Klostermann di Francoforte.

Prevista in più di cento volumi, quest’Opera è divisa in varie sezioni. Va dai primissimi scritti di Heidegger sino agli appunti universitari.

Come motto alle opere complete troviamo una frase che indica il carattere “errante” del pensiero di Heidegger: “un pensiero costantemente in cammino per sentieri interrotti, che non pretende di attingere a certezze incontrovertibili ma si accontenta di semplici segnavia”.

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