Marte: la scienza alla conquista del Pianeta Rosso

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Lo scorso luglio, tre agenzie spaziali hanno lanciato due sonde ed un rover verso Marte. Le due sonde, Hope e Tianwen-1, sono giunte a destinazione. Perseverance, il rover della NASA, raggiungerà il Pianeta Rosso il 18 febbraio. Ma perché tanto interesse per il pianeta gemello della Terra?

Perché la scienza si interessa a Marte?

La scienza si interessa a Marte per via delle somiglianze con il nostro pianeta. Marte è un pianeta di tipo terrestre, composto per lo più da roccia e metalli. È, tra i pianeti del sistema solare, quello più simile alla Terra. La superficie presenta deserti e formazioni vulcaniche. Nel 2018 il radar italiano MARSIS individuò una rete di laghi salati sotto i ghiacci del polo Sud marziano. La scoperta confermò la presenza di un’idrosfera: grandi oceani bagnavano Marte in un lontano passato.

Marte era simile alla Terra

Grazie a vecchie e nuove missioni spaziali, la scienza è arrivata alla conclusione che Marte un tempo era simile alla Terra. I pianeti hanno una struttura geologica molto simile, con grandi calotte polari che la missione Mars Ice Mapper provvederà presto a mappare. Un giorno sul Pianeta Rosso dura 24 ore e 39 minuti e c’è l’alternarsi delle stagioni. La superficie del nostro gemello mostra inoltre i segni evidenti di massicce inondazioni.

Il passato del Pianeta Rosso

Circa 3,7 miliardi di anni, l’acqua scorreva abbondante sul Pianeta Rosso. C’erano fiumi simili al Po, che scorrendo creavano canali. Le tracce di questi corsi d’acqua sono tutt’ora rintracciabili sulla superficie del pianeta. Francesco Salese, della International Research School of Planetary Sciences, pubblicò uno studio in merito. Secondo il ricercatore, su Marte c’erano fiumi che bagnavano l’emisfero Sud. Il satellite Mars Reconnaissance Orbiter della NASA individuò i canali formati dai fiumi. Ora gli scienziati sperano che le missioni imminenti rilevino nuove evidenze, come tracce di vita microbica.