Marta Russo, un delitto incomprensibile

Sono passati 23 anni dalla tragedia che sconvolse l’ateneo de La Sapienza di Roma. Il 9 maggio 1997, in una qualunque mattina primaverile, venne compiuto un omicidio avvolto tuttora da un’ombra di mistero, l’uccisione per cause ancora ignote della studentessa Marta Russo, un delitto incomprensibile.

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A sinistra Marta Russo, a destra Giovanni Scattone
A sinistra Marta Russo, a destra Giovanni Scattone

Marta avrebbe compiuto 45 anni il 13 Aprile. Studentessa alla facoltà di Giurisprudenza a La Sapienza di Roma, campionessa regionale di scherma, definita da tutti una qualunque ragazza perbene, la vita di Marta si è spenta 5 giorni dopo quel maledetto 9 maggio 1997. Stava passeggiando per i vialetti della città universitaria con la sua amica Jolanda Ricci, quando un proiettile Calibro 22 l’ha raggiunta dietro la nuca, all’altezza dell’orecchio sinistro, provocandole danni irreversibili.

Una vicenda giudiziaria lunga e complicata

Inizia così una vicenda giudiziaria lunga e complicata, un rompicapo per investigatori e magistrati. Un caso complesso al quale ne consegue un incredibile scalpore mediatico, dovuto all’impossibilità di trovare un movente plausibile. Con la ricostruzione della dinamica del delitto, le perizie balistiche confermano la traiettoria del proiettile proveniente dalla finestra dell’aula 6 della facoltà di giurisprudenza. Pur non avendo mai ritrovato l’arma del delitto, attraverso le testimonianze spesso contraddittorie dei testimoni viene ricostruita la scena dell’omicidio e vengono incolpati Giovanni Scattone, assistente universitario di filosofia del diritto, e il suo collega Salvatore Ferraro. Questi ultimi si sono sempre dichiarati innocenti ed estranei all’accaduto.

Uno scellerato gioco criminale

Molte le teorie per ricostruire il movente, poiché l’opinione pubblica non si rassegna tuttora all’idea che una ragazza di 22 anni possa morire per un gioco finito male, senza apparente motivazione. Dallo scambio di persona, all’ipotesi di terrorismo dovuto alla coincidenza con importanti anniversari: l’assassinio di stampo mafioso del giornalista Peppino Impastato il 9 maggio 1978 (https://www.periodicodaily.com/8-maggio-1978-morte-di-peppino-impastato/ e https://www.periodicodaily.com/9-maggio-1978-a-cinisi-viene-ritrovato-il-corpo-dilaniato-di-giuseppe-impastato/) la morte di Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse, il cui corpo fatto ritrovare il 9 maggio 1978 (https://www.periodicodaily.com/aldo-moro-42-anni-dallomicidio-del-politico-italiano/), e l’uccisione della studentessa Giorgiana Masi il 12 maggio del 77, causata da un proiettile vagante durante una manifestazione a Roma. Molte le tesi che videro scandagliare la vita privata di Marta alla ricerca di un movente che potesse ricondurre al suo fidanzato, fino all’archiviazione di ogni pista presunta e alla condanna definitiva per i due assistenti di filosofia del diritto da parte del giudice, il quale confermò la tesi dello sparo accidentale e definì la vicenda “uno scellerato gioco criminale”.

“Il delitto della Sapienza”

“Il delitto della sapienza”, così soprannominato dai media dell’epoca, destò grande clamore nell’opinione pubblica, dovuto anche alla conclusione insoddisfacente del caso. Entrato a far parte dei misteri della cronaca nera italiana, la vicenda rimane ancora un caso insoluto paragonabile al delitto di via Poma. 

I funerali di Marta tenutisi presso l’ateneo, videro la partecipazione di alte cariche dello Stato tra cui Romano Prodi, Walter Veltroni, Luciano Violante e Luigi Berlinguer. Le venne inoltre riconosciuta la laurea alla memoria alla presenza del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Associazione Marta Russo

In ricordo di Marta è stata istituita un’associazione onlus che prende il suo nome, voluta dai genitori per diffondere la cultura della donazione degli organi. Marta credeva molto nel trapianto degli organi come nuova fonte di vita e aveva sempre espresso la volontà all’effettuazione se fosse stato necessario. E così è stato, con la sua vita, altre cinque ne sono state salvate.

http://www.martarusso.org/2017/

Fonte di ispirazione

Ovunque in Italia ci sono scuole, parchi, biblioteche e palestre dedicate a lei e le è stato dedicato un torneo internazionale di scherma, il «Trofeo Marta Russo» adesso denominato «Una stella per Marta». Fonte di ispirazione per rappresentazioni teatrali, composizioni musicali, miniserie televisive e pubblicazioni, vogliamo ricordare “Una giornata qualunque” di Simone Farina, rappresentazione teatrale liberamente ispirata alla vicenda di Marta Russo, la canzone di Mauto “Marta” e il libro “L’ovale perfetto” di Giuseppe Ruggieri.

Marta Russo. Vent’anni senza te

Anche la sorella di Marta, Tiziana, è riuscita dopo anni a rompere il suo silenzio e a ricordare la sorella attraverso un libro: «Marta Russo. Vent’anni senza te». Il libro è scaricabile da internet al solo costo di 1 euro. Il ricavato devoluto totalmente all’”Associazione Marta Russo”.

Per Tiziana, Marta è un lutto impossibile da superare. Attraverso queste pagine, tenta di raccontare con gli occhi di una sorella, cosa abbia significato perderla per sempre in questo modo incomprensibile.
“Marta vive nelle persone che invecchiano grazie a lei. Marta vive nelle mie parole e in quelle dei miei genitori.” prosegue Tiziana “Marta vivrà se più persone possibili la ricorderanno nel migliore dei modi possibili, aiutandoci a diffondere il suo nome e l’amore verso il prossimo che porta con sé.