Marta Giacobbe – Intervista all’autrice di “Intro”.

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“Il destino ti conduce ovunque tu voglia andare..”

( https://www.periodicodaily.com/intro-di-marta-giacobbe/?fbclid=IwAR0pYfLqWezz70JbzGXYD-qLJrIM87cDtd3tEuiZimZQal00mUUTgCrJAow ).

Ciao Marta, grazie per aver accettato il mio invito. Per iniziare, ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori?

“Buongiorno a tutti, mi chiamo Marta e vivo in un paesino di montagna nella bergamasca pur essendo campana. Al momento sono inoccupata e in attesa di una bimba, il che mi permette di dedicarmi alle mie passioni: la lettura, la scrittura e le passeggiate nella natura, grande fonte di ispirazione e di benessere. Mi reputo una persona molto riflessiva e dalle mille idee. Adoro viaggiare.”

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

“La mia passione per la scrittura nasce dalla lettura principalmente, dal desiderio di poter riuscire a scrivere bene come i grandi autori classici. Col tempo, poi, scrivere è diventata una necessità, un modo per autoanalizzarmi, per far uscire al di fuori di me stessa i miei pensieri come se avessi bisogno di rendere tangibile qualcosa che non lo è.”

E l’idea di “Intro”?

“L’idea di Intro nasce sempre da un bisogno di raccontarmi, soprattutto nella prima parte, infatti, non ci sono dialoghi ma solo trasposizioni di pensieri della protagonista. Intro rappresenta un modo per canalizzare un flusso di idee sedimentate dentro di me nel tempo”

Come descriveresti Lia, la protagonista del tuo romanzo, potendo utilizzare solo tre aggettivi?

“Introspettiva, passionale, fiduciosa.”

Cosa penserebbe Lia del detto – “Il primo amore o te lo sposi o te lo porti dentro tutta la vita”?

“Questa domanda mi piace molto e mi fa anche sorridere parecchio. Credo che da come si percepisce dalla lettura del libro, Lia risponderebbe senza dubbio che il primo amore te lo porti dentro.”

Hai mai vissuto in prima persona il dramma amoroso che vive Lia nel tuo romanzo?

“Vorrei dire di no, ma invece ho preso spunto da alcune cose che mi riguardano, non tutte ovviamente. Credo che in ogni cosa che scriviamo ci sia sempre qualcosa del nostro vissuto.”

Com’è nata l’idea di intervallare delle epistole alla narrazione?

“Le lettere mi sono sempre piaciute, sono intime e mi danno l’idea di entrare maggiormente in contatto con il/ la protagonista, volevo che il lettore avesse un accesso diretto al mondo interiore di Lia e che magari si rivedesse in lei, nelle sue emozioni e nelle sue parole.”

Quant’è difficile, per una giovane scrittrice, emergere nel mondo dell’editoria?

“Secondo la mia esperienza molto. È difficile perché tutti, mi inserisco anche io, abbiamo una sorta di pregiudizio nei confronti degli autori emergenti come se non essere “famosi” implicasse non essere sufficientemente degno di nota. La maggior parte dei lettori punta su chi conosce o sui successi editoriali come se questo fosse  garanzia di una storia valida e credo che lo stesso ragionamento sia seguito dalla grandi case editrici che preferiscono investire su chi sanno per certo che venderà. “

Da lettrice, quale libro ti è rimasto nel cuore? Perché?

“Scegliere un solo libro è difficile. Ce ne sono davvero tanti che mi hanno colpita, ma se proprio devo decidere dico Cime tempestose, perché è il primo libro che mi ha emozionata.”

Ad oggi, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Di progetti ne ho tanti, forse troppi. Molti libri iniziati e non ancora conclusi, tante idee che spero di concretizzare col tempo. Senza dubbio c’è la voglia di scrivere ancora e far arrivare le mie storie ai lettori.”

Ti andrebbe di salutare i nostri lettori con un augurio?

“Certo! Auguro a tutti i lettori di non perdere mai la passione per la lettura perché, forse, è l’unica cosa che ci salva dalla monotonia della quotidianità, l’unica cosa che ci fa volare con la fantasia. Dunque emozionatevi, sorprendetevi, riflettete, viaggiate, ritrovatevi, vivete anche attraverso i libri. Che le parole di un buon libro possano essere per voi l’ancora, l’appiglio, l’amico, la bellezza, tutto ciò di cui avete bisogno. “

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