Marmolada: almeno cinque morti nel crollo del ghiacciaio

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Almeno cinque persone sono rimaste uccise, sulla Marmolada, dopo essere rimaste travolte da una valanga provocata dal crollo di un ghiacciaio delle Alpi settentrionali italiane.

Incidente sulla Marmolada

Avvenuto a Pian dei Fiacconi e ha provocato l’apertura di un crepaccio sul ghiacciaio. Messner all’AGI: “Sono salito più volte sulla Punta di Rocca, ma non vado lì da tanti anni ormai. Il ghiaccio lì è quasi tutto andato, non c’è più ghiaccio”.

Sul posto stanno operando 5 elicotteri ed elisoccorso trentino

“Al momento” spiega una nota, sono stati recuperati 8 feriti. Di cui due trasportati all’ospedale di Belluno, uno più grave a Treviso e 5 a Trento, e purtroppo cinque persone sono state rinvenute senza vita. Non si sa ancora il numero definitivo di alpinisti coinvolti”. In un secondo momento il numero delle vittime è salito a 6. Uno o due i dispersi.

I funzionari dell’emergenza

Hanno detto che altri otto sono rimasti feriti nel crollo, con due persone che hanno riportato ferite gravi. Cinque elicotteri e dozzine di soccorritori sono stati inviati sul posto per aiutare i soccorsi. “Purtroppo cinque persone sono state trovate senza vita”, ha detto all’agenzia di stampa Afp. La portavoce dei servizi di emergenza Michela Canova, aggiungendo che la cifra dei feriti “rimane un conteggio provvisorio”. Qui il sotto il video:

Marmolada: è stato chiesto l’intervento dei droni

Per la ricerca dei dispersi nel crollo di un seracco sulla Marmolada. Lo apprende l’AGI dal Soccorso alpino altoatesino. La valanga avrebbe investito due cordate di escursionisti. Il fronte del seracco ha un fronte di circa 300 metri. La valanga è caduta nella zona di Punta Rocca tra Veneto e Trentino. Nel tratto che da Pian dei Fiacconi porta a Punta Penia lungo la via normale che porta alla vetta. “Una valanga di neve, ghiaccio e roccia che sul suo cammino ha colpito la strada di accesso. Quando c’erano diverse cordate, alcune delle quali sono state spazzate via”, ha spiegato la Canova. “Il numero definitivo degli alpinisti coinvolti non è ancora noto”, ha aggiunto.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento

Maurizio Fugatti, sta raggiungendo Canazei dove è stato allestito un punto operativo. A staccarsi è stata una parte della calotta di Punta Rocca che ha causato una valanga misto neve. Ghiaccio e roccia e si è abbattuta lungo la via normale della Marmolada. Le operazioni di soccorso sono molto difficili. Per il rischio di nuovi distacchi, l’elicottero di Trento sta provvedendo alla bonifica dell’area con la Daisy Bell. E per scongiurare così il più possibile il pericolo per gli operatori. Sul posto si trovano gli elicotteri del Suem di Pieve di Cadore, di Dolomiti Emergency di Cortina, di Trento, della Protezione civile della Regione Veneto, dell’Air service center e le stazioni del Soccorso alpino bellunese e trentino.

Il parere dell’esperto

Quello avvenuto sulla Marmolada, dove il distacco di un seracco, ha travolto due cordate di esursionisti. E’ un “evento destinato a ripetersi”, determinato dalle alte temperature. “Da settimane – spiega Renato Colucci, glaciologo del Cnr – le temperature in quota sulle Alpi sono state molto al di sopra dei valori normali, mentre l’inverno scorso c’è stata poca neve, che ormai quasi non protegge piùi bacini glaciali. Il caldo estremo di questi ultimi giorni, con questa ondata di calore dall’Africa, ha verosimilmente prodotto una grossa quantita’ di acqua liquida da fusione glaciale alla base di quel pezzo di ghiacciaio che in realtà è una ‘pancia”‘: infatti è, o era, una via che si chiama proprio Pancia dei Finanzieri”.

Il crollo avvenuto sulla Marmolada

“Nelle condizioni peggiori per distacchi di questo tipo, quando c’è tanto caldo e tanta acqua che scorre alla base. Non siamo ancora in grado di capire se si tratti di un distacco di fondo del ghiacciaio o superficiale, ma la portata sembra molto importante, a giudicare dalle prime immagini e informazioni ricevute”. Inoltre, aggiunge Colucci, l’atmosfera e il clima “soprattutto al di sopra dei 3.500 metri di quota sono in totale disequilibrio a causa del ‘nuovo’ clima che registriamo e quindi, purtroppo, questi eventi sono probabilmente destinati a ripetersi nei prossimi anni e anche per questa estate dobbiamo mantenere la massima attenzione”.